Don Papa Rye Aged Rum

Nella splendida cornice del The Sanctuary La Don Papa ha presentato l'ultimo nato dei suoi distillati: il Don Papa Rye Aged Rum

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Quando sentiamo parlare di Rum ci vengono in mente tantissime cose: i Pirati, i Caraibi, l'isola del tesoro, il babà, i party in spiaggia e le sbronze a suon di "rum e coca" e  "rum e pera". Ma ben pochi sanno che questa acquavite è prodotta dalla fermentazione della melassa della canna da zucchero e la stessa parola "rum " potrebbe essere una abbreviazione di Saccharum Officinarum ovvero il nome scientifico della canna da zucchero.

Questa sera l'UnfoldingRoma ha avuto il piacere di partecipare alla presentazione in anteprima italiana del Don Papa Rye Aged Rum.

Alla prima presentazione del prodotto il presidente della Don Papa Stephen Carroll aveva detto: "Immagina un campo di segale verde e rigoglioso in una bella giornata primaverile del Tennessee che si fonde con una calda doccia tropicale che soffia dal mare delle Filippine. Questo è lo sfondo per il rum invecchiato Don Papa Rye che combina le intense note speziate granulari dei barili di segale americani e il nostro rum melassa oro nero, risultando in un nuovo rum meravigliosamente equilibrato, setoso e complesso."

Approdata in Italia un paio di anni fa il Don Papa è un Rum prodotto da The Bleeding Heart Company, un'azienda che pruduce l'acquavite nelle Filippine e più esattamente nell'isola di Nigros, dove si usa una canna da zucchero locale per ottenere la melassa che poi si trasformerà in Rum dopo una fermentazione di 7 anni in massicce botti di rovere. La Don Papa deve il suo nome a Dionisio Magbuelas, conosciuto anche come “Papa” Isio, figura chiave nella Rivoluzione Filippina.

Il nuovo Don Papa Rye Aged Rum è il nuovo prodotto di questa azienda invecchiato per quattro anni in botti di segale americana ai piedi del Monte Kanlaon sull'isola di Negros, nelle Filippine. Un mix veramente interessante dove Il liquido risultante è descritto dai suoi produttori come “vibrante e fruttato” al naso con note speziate di pepe nero spezzato, caramello salato e un tocco di menta fresca e legno di cedro. Al palato è “profondo, intenso e vellutato” mentre il finale è delicato e morbido. Imbottigliato al 45% di alcol, questo rum celebra degnamente la fusione delle culture americana e filippina.

Per quanto riguarda il packacing, il design per il nuovo nato della famiglia Don papa è ispirato all'era del proibizionismo e riflette gli speakeasy (gli esercizi commerciali che vendevano sottobando le bevande alcoliche), il paesaggio della giungla di Negros e l'eroe della rivoluzione dietro il nome di Don Papa.

Il nuovo rum si unisce agli altri eccellenti rum della Don Papa, che includono tra gli altri il classico Don Papa invecchiato 7 anni, il Don Papa 10 Year Old, il Rare Cask, lo Sherry Cask e il Sevillana Cask Finish.

La serata ha visto protagonista l'Azienda dei Fratelli Rinaldi, che da poco ha cambiato nome in Rinaldi 1957 a testimonianza dell'antica dedizione alla importazione e distribuzione di distillati di qualità. La ditta distributrice ha quindi presentato questo incredibile Rum che sposa cultura Americana e cultura Filippina. La cena servita successivamente alla presentazione ha visto accompagnare i piatti raffinati e perfettamente in linea con la serata, con drink a base di Rum della Don Papa. Così i deliziosi involtini primavera con guanciale cavolo verza e ananas sono stati ben bilanciati da un fresco e dolcissimo Jungle prohibition a base di Don Papa Rye Cask e succo d'ananas. Con la tempura di gamberi con salsa ponzu invece abbiamo gustato un Al's Remedy a base di Don papa Rye e succo di limone. Il drink però si è rivelato troppo vicino per gusto a quello precedente e con l'acidità del limone leggermente eccessiva. Alla fine è stata servita una mini ceviche con mango accompagnata da una cialda al mais e cacao con cui abbiamo gustato un Don Papa Sazerac liscio con buccia di limone, forse il drink più giusto ed adatto alla serata.

La cornice del The Sanctuary, in cui si è svolta la presentazione è risultata essere la location perfetta per questo Rum e per tutta la Don Papa, il richiamo alla Jungla offerto dal locale era perfetto. il Tennessee invece era richiamato da bravissimi musicanti e cantanti che si sono esibiti rallegrando la serata con canzoni falk americane.

Presentazioni di questo tipo, ben organizzate e curate, nonché attente alla attuale situazione di emergenza sanitaria, fanno bene alla nostra città e alla nostra voglia di vivere una piacevole serata gustando un favoloso rum.

Alessio Capponi

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