DALLA TUNISIA RICETTE BUONE E CON AMORE

Intervista a Ali Ben Zameny che alla carriera di attore ha voluto associare la passione per la cucina tradizionale del suo paese di origine diventando uno chef già molto ricercato nella Capitale

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Dopo la laurea all’Institute Superior Arte Drammatica, Ali Ben Zameny lascia la sua bella città Kairouan in Tunisia per un stage teatrale alla Sapienza di Roma. Da allora la Capitale lo ha conquistato anche se in vent’anni di permanenza non sempre è stato facile inserirsi seguendo le proprie aspirazioni. Ma il giovane tunisino è sempre stato uno di quelli che non si scoraggiano e pur facendo mille lavori diversi ha trovato sempre il modo di seguire i suoi sogni. Così nella sua carriera può vantare la partecipazione a spettacoli teatrali, a film con attori internazionali, a fiction di successo sia per le reti Rai che Mediaset. Infondo la vita di Ali è sempre stata l’arte e anche quando si è improvvisato artista di strada ha sempre riscosso successo per il suo talento e un’innata dolcezza. E ora per lui si sono aperte le porte per una nuova avventura che vuole combinare proprio l’arte con una cucina tipica tunisina fatta di amore e tradizioni familiari che gli hanno permesso di crescere come un uomo di sani valori. Ecco che allora l’attore si è trasformato anche in cuoco specializzato in piatti tipici che pur ispirandosi alla sua terra d’origine, vogliono coinvolgere tutto il Mediterraneo in un unico abbraccio di tanti popoli che hanno tante cose in comune.

Allora Ali, raccontaci di come ha inizio questo tuo percorso da protagonista dei fornelli con piatti della tradizione tunisina…

La cucina mi crea emozioni proprio come l’arte. Pur venendo da una generazione che nel mio paese non vede l’uomo in cucina, io ho voluto seguire il mio istinto ricordando la mia mamma adottiva che cucinava tanti buoni piatti per me. E proprio cercando di imitare le sue ricette mi sento di averla sempre accanto a me e anche quando mi dicono “Bravo” e come se lo dicessero a lei. Quando impasto o friggo mi sembra di seguire proprio tutti i suoi gesti, cercando di trasmettere ad ogni pietanza tutto l’amore che esprimeva lei sempre rispettando tutti i rituali che impone la tradizione.

La tua cucina offre solo specialità tunisine o prevedi anche contaminazioni con la gastronomia italiana?

In tutti questi anni che sono stato in Italia mi sono reso conto di come molti piatti somigliano a quelli che io mangiavo nella mia terra soprattutto per quanto riguarda le regioni del sud. Pertanto, credo in una cucina del cuore che crea i cibi non per attirare attenzioni ma per viverle a prescindere dai paesi a cui sono collegati. Comunque, siccome sono convinto che c’è sempre da specializzarsi ho voluto fare anche uno stage alla scuola di cucina “Accademia italiana chef” proprio per la passione di conoscere anche le più buone ricette del meraviglioso paese che mi ospita.

Ora che hai acquisito la tua brava professionalità e stai avendo i tuoi primi successi nel campo, come intendi mettere a frutto questo lavoro che poi per te è anche una passione?

Ho cominciato a cucinare per gli amici e davvero non pensavo di avere da subito un così grande consenso. I sapori dei miei piatti si sono propagandati di bocca in bocca e sempre più spesso sono stato chiamato a domicilio per la preparazione di pranzi, cene o anche buffet per tante persone. Credo che, oltre alla bontà dei cibi, le persone riescono a sentire il mio volere coccolare gli ospiti con la giusta atmosfera e la cura di ogni particolare. Infatti, tutte le pietanze vengono servite in ceramiche tipiche e prevedo che ci sia sempre la giusta atmosfera anche musicale. Importante, poi, è anche dare delle nozioni sulle ricette servite oltre a spiegare il modo più giusto per assaporare ogni ingrediente.

Puoi farci venire l’acquolina in bocca spiegandoci alcune delle tue specialità…

Naturalmente, si deve partire dal couscous che non ha niente a che vedere con quello precotto che si compra al supermercato. Infatti, lo preparo nella maniera più artigianale proprio come faceva la mia mamma, facendo sempre in modo che sia profumato e speziato al punto giusto. Cerco di mantenere il sapore sempre molto delicato anche per avvicinarmi ai gusti italiani associando poi le giuste verdure e arricchendo con pollo, agnello o pesce. Modestia a parte, molti mi hanno definito il re del Kafteji a base di peperoni pomodoro e spezie ma me la cavo molto bene anche nella preparazione dei Brik la pasta filo fritta con patate gamberi uova, pollo o carne. Come si è soliti nel mio paese accompagno ogni pasto sempre con insalate fresche e cotte al vapore che hanno il compito di pulire la bocca fra un piatto e l’altro. Da non dimenticare il Makroudh il dolce tipico a base di semolino e datteri.

In questo momento qual’è la tua più grande aspirazione?

Nella mia vita amo molto i colori per questo ogni piatto che preparo è sempre un’esplosione di tinte diverse che danno quell’idea del bello da vedere prima del buono da mangiare. E proprio questi colori sto usando per creare il mio home restaurant in zona Infernetto che vuole essere il posto più adatto per condividere con gli amici o i propri cari i piaceri della tavola abbinati a un clima gioviale fatto anche di sapori esotici. Qualcosa che va al di là del ristorante soprattutto per l’accoglienza che viene riservata capace di creare prima di tutto un piacevole relax. Siamo quasi al traguardo per la realizzazione e sulla mia pagina Facebok “La Fragranza del Mediterranea” o sul mio profilo, si potranno trovare tutti gli aggiornamenti.

                                                           Rosario Schibeci

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