Festo Avieno

Il gusto della tradizione gastronomica arricchito dall'estro e creatività di due grandi chef

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Ci sono dei luoghi della Capitale che pur non rientrando in un circuito di notorietà o abitualmente turistico, riescono a crearsi uno spazio di nicchia molto apprezzato per la qualità del prodotto offerto.

Come il caso del ristorante “Festo Avieno” che, da cinque anni nell’omonima via,  è diventato il punto di riferimento per chi ricerca un tipo di cucina che può definirsi speciale nel rispetto della semplicità e della tradizione.

Il fatto che gli stessi chef che sono in cucina Giancarlo Sulas e Marco Pecci siano anche gestori della struttura, assicura una cura completa del prodotto che va dall’ambiente alla gastronomia cercando, prima di tutto, un ambiente familiare dove è facile trovarsi a proprio agio.

Le due sale, pur non essendo grandi, assicurano una certa intimità grazie a tavoli sufficientemente separati che, nel caso, possono combinarsi per accogliere comitive per feste o eventi. Qualche elemento marinaresco riporta al menù ricco di piatti di pesce, punto di forza del locale, mentre la luce serale delle candele e una leggera musica di sottofondo assicurano un’atmosfera conviviale che può andare avanti fino a notte.

Una lunga vetrata lascia intravedere il lavoro degli chef che si interrompono ogni tanto giusto per un cenno di saluto in risposta a quelli che arrivano dalla sala. In bella mostra la vetrina del pesce dove scampi, gamberi, orate, dentici… sembrano quasi dire “Prendi me”.

La cucina è fedelmente mediterranea anche se puntualmente è arricchita dalla creatività degli chef. Magari si può iniziare con un’insalata di polpo con patate e sedano croccante anche se tutti sembrano impazzire per il cappuccino di baccalà a base di crema patate e porro, panna salata e un pizzico di bottarga. Fra i buoni primi gli gnocchi fatti in casa con pepe e pecorino conditi con zucchine e vongole veraci o anche i ravioli di crostacei con salsa agli agrumi.

Ma è soprattutto il pesce a farla da padrone che, come affermano gli stessi chef, non va troppo lavorato per non intaccarne la freschezza. Infatti, fra i piatti più richiesti ci sono i carpacci e le tartare abbinati magari a riso thai, insalatina di agrumi o speciali sorbetti al mojito.

E veramente difficile risulta  non lasciarsi tentare dai dessert artigianali con i semifreddi al croccante e alla mandorla, crepes all’arancio o il tortino al cioccolato con cuore di ciliegia e salsa ai frutti di bosco.

La sala è gestita da Pier Paolo Casula che, con savoir faire e simpatia, consiglia sui piatti del giorno proponendo anche la giusta abbinata al vino. Fra i pregi più grandi quello di una cucina che si adegua pienamente alla stagione rendendo protagonisti anche i prodotti della terra.

                                                                                              Rosario Schibeci

Via Festo Avieno, 52, Roma
Aperto dalle 12.30 alle 15.00  e dalle 19.30 alle 23.00
Lunedì chiusura settimanale

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