Nel cuore di Roma, a due passi da Piazza del Popolo, a Via della Penna, compie quest’anno ben 100 anni di accoglienza l’Hotel Locarno, che ha da poco ricevuto la sua quinta e meritatissima stella, dopo un restyling – per il quale non è stato chiuso neanche un giorno – e che lo ha inserito di diritto nei 50 Best Discovery e insignito della prestigiosa Chiave Michelin.
Un indirizzo di charme, un’isola felice di quiete e di stile ricercatissimo, guidato da Caterina Valente, figlia della proprietaria storica Maria Teresa Celli, che ospita personaggi del jet set e del cinema mondiale che si innamorano della sua privacy e della sua luxury hospitality a misura d’uomo.
Ci è stato presentato da Veronica Filippone – Floor Manager Food & Beverage Department, il rinnovato Bloody Brunch, che per alcune scelte sia food, curate dallo chef Domenico Smargiassi che beverage, curate dall’Head Bartender Nicholas Pinna, prende spunto dal celebre film di Quentin Tarantino Pulp Fiction.
Troverete un ‘Big Kahuna Corner’, ispirato al fast food fittizio che appare nei film di Quentin Tarantino e Robert Rodriguez, filo hawaiano: largo quindi a Durwood Kirby Burger e al Big Kahuna Burger, che si sposano perfettamente con il Bloody Burger.
Il Bloody Burger è sempre stato in carta ed è un cheese bacon burger al doppio cheddar, con composta di cipolle, mentre il Durwood Kirby Burger è un hamburger, che attinge ai sapori mediorientali, molto speziato, con aglio, coriandolo, cipolla, mentre nel Big Kahuna Burger troviamo la fetta di ananas che ben si sposa con il tutto, provare per credere, molto sfizioso e particolare!
In questa sezione c’è anche il Five Dollar Milkshake che, racconta il bartender, “è realizzato con gelato alla vaniglia, latte, ciliegia al Maraschino e infine lo guarnisco con una spolverata di fava tonka; piccolo, bello, proprio come quello che beveva Mia Wallace”.
Una proposta brunch sfiziosa e variegata che mescola piatti tipicamente americani o anglosassoni con piatti della tradizionale italiana, della “domenica in famiglia”, con porzioni generose, ben mixate e presentate in maniera ineccepibile.
Un brunch che è il fiore all’occhiello delle proposte del Bar Locarno che si è magistralmente evoluto negli anni, abbracciando la cultura anglosassone che accosta il cocktail Bloody Mary anche al breakfast e al brunch.
Ben 6 le tipologie di Bloody Mary presenti in lista; accanto al Classico e al Red Snapper (a base di gin) troviamo El Chapo, con tequila e mezcal, 5 spezie e jalapeño, e il Rye Mary a base di bourbon, uno scotch aroma con un rum di cioccolato; a questi si aggiungono le novità del Focu Meu, dove la ‘nduja prende il posto del tabasco, per una nota spicy originale e avvincente, e il Bloody Mustang, con sfumature francesi date dalla senape à l’ancienne e miele.
Per chi come me non ha un rapporto ottimale con il Bloody Mary, la proposta alternativa è stata il signature drink “Grande Dame”, drink che è stato ideato appositamente per il centenario. Un French 75, base gin e champagne, arricchito dai sapori tipici di Roma (visciole, alloro e uno straordinario profumo di glicine) servito con una deliziosa sorpresa artistica, che non spoileriamo, perché è assolutamente da provare.
Anche il menù è realizzato da un’artista in esclusiva ed è assolutamente da vedere, nulla è lasciato al caso all’Hotel Locarno!
Oltre a questa sezione, che è la vera innovazione, sono state inserite delle new entry, tra internazionale e nazionale, oltre alla Caesar Salad e alle Uova, in diverse varianti - Benedict (anche “Deluxe”, con salsa al parmigiano 24 mesi e tartufo di stagione), alla Fiorentina, Poché - troviamo un Kebab di agnello marinato ventiquattr’ore con un mix di spezie, accompagnato da una salsa allo yogurt agrumata, il Biryani in crosta di panko, per chiudere con il Pancake “all-in”, un tripudio di sapori fra sciroppo d’acero, frutti di bosco, pancetta e frutta essiccata.
La seconda parte del menu è legata alla tradizione italiana, con piatti che riportano alla memoria i sapori di casa. Si va dal Filetto di baccalà in pastella, ai Paccheri con cinghiale al Sangiovese e formaggio di Fossa, l’iconica Amatriciana Grand Cru di chef Smargiassi, e un Rollè di vitella alle tre carni (manzo, vitella e maiale), per chiudere con dolci immancabili come Tiramisù e Zuppa inglese.
Abbiamo gustato e degustato alcune delle proposte in menù e devo dire che oltre alle materie prime di primissima scelta, ci ha particolarmente entusiasmato l’azzardo di alcune proposte che mescolano ingredienti apparentemente in contrasto tra loro che, invece, danno vita a vere e proprie prelibatezze da voto superlativo.
Il Bloody Brunch viene proposto in diverse versioni: dal “Bloody Mary all you can drink” e due portate a scelta dal menu (costo della formula 65€ a persona); altrimenti si può ordinare alla carta, o fare un viaggio nel mondo del cinema con il Big Kahuna Corner… Non c’è che l’imbarazzo della scelta!
I 100 anni dell’Hotel Locarno
L’Hotel Locarno festeggia i suoi 100 anni e non è possibile non parlare della sua storia, di come al di là di una vetrina liberty e retrò o di un cancello, che d’estate si veste di glicine, si possa custodire e preservare dal caos una location così unica nel cuore della Capitale.
Qui tutto riporta alla storia, all’arte, ad epoche splendenti e al cinema, perché anche la locandina, ora logo dell’hotel è stata creata dal famoso illustratore del cinema muto Anselmo Ballester, ma ribadisco nulla è a caso all’Hotel Locarno.
Una storia che parte dalla sua fondazione nel 1925 da parte di una famiglia Svizzera (da qui il nome dell’albergo). Inizialmente nato come pensione su un piano (il secondo), venne acquistato da Maria Teresa Celli, nota collezionista di pezzi d’antiquariato – la mamma dell’attuale proprietaria - che negli anni ’60, lo ha trasformato mantenendo l’arredo originale, non solo un sofisticato stile liberty, ma anche Decò e Art Nouveau che è tuttora all’interno di tutta la struttura, camere comprese, che rappresenta il segno distintivo di lusso senza tempo, timeless, estremo e ricercato.
L’albergo negli anni ’60 si trasforma ben presto in una grande casa di artisti, durante la Dolce Vita era facile incontrare Fellini, la Masina, tutta la scuola di Piazza del Popolo, che erano habitué della Tipografia Bulla dietro l’angolo, i pittori di Via Margutta e via dicendo.
Un albergo che trasuda storia, arte, cultura, che aveva già compreso da allora l’importanza della vera accoglienza, senza giorni di chiusura, con degli orari morbidi, accomodanti, non solo per gli artisti.
Al Locarno infatti la cucina non chiude praticamente mai, è possibile fare colazione fino alle 11 del mattino, o sorseggiare un cocktail accompagnato da qualcosa di originale e sfizioso fino a tarda sera.
Dopo la recente ristrutturazione le camere sono state ampliate e sono diventate soltanto 49, di cui in un’ala solo suite. Tra le quali spicca la suite Venezia, che ha mantenuto all'interno dei dettagli architettonici originali tra i quali una splendida porta a vetri a piombo policroma, che crea degli effetti di luce fiabeschi.
L’Hotel Locarno merita assolutamente un pernottamento o anche solo una visita per una colazione, un caffè, una pausa in tranquillità, un brunch, anzi un Bloody Brunch, perché è aperto sempre a tutti e di questo noi siamo assolutamente felici.
Regalatevi una pausa di puro piacere all’Hotel Locarno, ve ne innamorerete!
Stefania Vaghi
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