V Edizione Bererosa 2016

Il festival delle bollicine e dei vini rosati

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Anche quest’anno i giardini di Palazzo Brancaccio in Roma si sono popolati di curiosi ed amanti del bere in rosa più glamour della Capitale; si, infatti, è tenuto ieri il consueto appuntamento con i vini e le bollicine rosa all’interno della affascinante dimora ottocentesca a due passi dal Colosseo: Bererosa 2016.

Un evento targato “Cucina & Vini” giunto ormai alla sua quinta edizione che permette al pubblico romano degustazioni di vini rosati accompagnati da prodotti di eccellenza della gastronomia italiana. Un viaggio lungo lo stivale assaporando le tradizioni e le innovazioni di ben 170 etichette provenienti da cantine italiane, in un percorso sensoriale capace di appagare gli occhi ed il palato. I migliori vini e spumanti rosati sono stati abbinati a esibizioni di street food territoriali, per non dimenticare le origini, strizzando un occhio ai nuovi trend commerciali.

Al costo di 10,00 Euro è stato possibile sorseggiare le ottime selezioni di Prosecco di Valdobbiadene Andreola, Spumante Abate Nero “Domini” Millesimato 2009, le uve negroamaro e chardonnay del Brut Rosé Rosa del Golfo, le uve montepulciano rosso ciliegia del Dama Cerasuolo d’Abruzzo Marramiero. Le papille gustative dei visitatori sono state, inoltre, appagate dalle prelibatezze dei salumi italiani di Daniele De Ventura con il suo Little Market; la cucina marchigiana della Bottega dell’Oliva Ascolana, la cucina salentina di Gust’Arte; il pescato in barattolo di  Meglio Fresco e Boccacciello Bistrot, il format ideato da Pietro Parisi e Luca Capuano.

Una modalità interessante e coinvolgente per proporre il vino rosato, spesso bistrattato in favore del “rosso” e del “bianco” che godono una diffusione maggiore, nonché un superiore apprezzamento da parte del pubblico. Una tendenza però caratteristica solo dell’Italia; infatti, all’estero il nostro vino rosato è molto apprezzato, seguendo la triste tendenza che noi italiano, molto spesso, non comprendiamo sino in fondo le ricchezze di cui disponiamo.

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“Siamo alla quinta edizione di Bererosa - spiega Francesco D’Agostino, direttore di Cucina & Vini - e ci sentiamo sempre più motivati a organizzare questa manifestazione perché il vino rosato fermo continua a essere considerato la cenerentola d’Italia, un prodotto principalmente da esportazione, su cui non vengono fatti investimenti di studio e promozione. Previsioni sui consumi mondiale realizzate da Euromonitor International confermano fino al 2018 la tendenza alla crescita: 22 milioni di ettolitri nel 2000, 24 nel 2013 e ancora quasi un milione in più nel 2018. Nel suo insieme il vino è stabile a 240 milioni ettolitri consumati ogni anno, valore a cui si è avvicinato attraverso una lentissima discesa. In questo scenario il nostro Paese produce circa 4 milioni di ettolitri di rosé, come la Spagna, precedute dalla Francia a quota 7 milioni; ma mentre la i francesi consumano 9 milioni, noi e gli spagnoli siamo poco sopra il milione, con una palese vocazione all’export e spazi sicuri di vendita.

Quanto al vino spumante, nel suo insieme conta un consumo mondiale di 15 milioni di ettolitri l’anno con una crescita del 30% in dieci anni e una tendenza a confermarla e forse superarla anche nei prossimi dieci. Le bollicine rosa ovviamente godono di questa situazione, pur restando un prodotto di nicchia.

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In sintesi è più facile esportare vini rosé che venderli in Italia; quindi la nostra funzione di divulgatori deve essere svolta sempre e con maggior forza nei confini italiani e lontano dalle zone produttive, dove il rosato si beve per cultura e tradizione. Ogni anno l’entusiasmo di un pubblico sopra le 3.500 unità ripaga questa nostra scelta sollevando una riflessione: forse l’anello debole della catena dalla produzione al consumo è quello finale della ristorazione e delle enoteche che non spinge a sufficienza, come avviene negli altri paesi, la scelta dei rosati”.

Ilenia Maria Melis

Bererosa 2016

Palazzo Brancaccio

Viale del Monte Oppio, 7 – Roma

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