Davide Paltrinieri

A Bruxelles provai una birra trappista, fu amore al primo sorso

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Unfolding Roma ha incontrato Davide Paltrinieri, classe 1990, brianzolo di Lissone, fondatore del nuovo brand "Bee Beer Milano" ovvero lo street drink di birra su di una Apecar.

Ogni sera dalle 17 in poi, in zona Darsena e dintorni, Davide mette in moto il suo mezzo di trasporto inconfondibile e “ronza” qua e là spillando birra italiana di alta qualità, sia nella versione chiara che in quella ambrata. Il prezzo è molto competitivo: 2,50 euro per una piccola e 3,50 euro per una media. 

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Ciao Davide, benvenuto su Unfoding Roma e grazie per aver accettato l'intervista. Cominciamo dall'inizio, quando è nata l'idea di Bee Beer?

Sono da sempre appassionato del mondo della birra e un mio sogno nel cassetto era proprio quello di aprirmi un'attività imprenditoriale in questo settore. Volevo realizzare un qualcosa che mi rendesse indipendente e sposasse una mia grande passione. Da qui nasce l’idea dello street drink e di Bee Beer Milano.

Da dove viene la tua passione per la birra? Hai frequentato corsi di barman o sommelier o sei un autodidatta?

La mia passione per la birra ha avuto un inizio preciso. Ero in Belgio con la mia ragazza e in uno dei numerosi locali di Bruxelles provai una birra trappista. Fu amore al primo sorso. Da quel momento ho iniziato ad approfondire la mia ricerca sul mondo della birra, in parte da autodidatta, attraverso la lettura di numerosi testi sull’argomento, per la maggior parte in lingua inglese, ma soprattutto tramite la partecipazione a numerosi corsi di degustazione tenuti da Slow food, Unionbirrai e Fermento. Oltre a questo, ho visitato diversi birrifici, partecipato a numerosi festival e degustato moltissime birre.

Chi ti fornisce la birra che spilli? Perché l'hai scelta? Quale pensi sia il suo valore aggiunto?

La birra che spillo sull’Apecar è prodotta da birrificio friulano “Castello” del Gruppo Pedavena. È una birra a bassa fermentazione in stile “Heller pils”, la classica birra chiara, semplice e dissetante con un leggero gusto dolce, ma con un finale amaro. È una birra di un livello qualitativo certamente superiore nella sua categoria. “Castello” è un birrificio relativamente giovane (fondato nel 1997) , di proprietà italiana al 100%. Volevo servire una birra italiana.

La tua storia è nata anche dalla difficoltà di trovare un lavoro coerente con gli studi fatti. Quanto è difficile per un neolaureato essere preso in considerazione dalle aziende? Perché la disoccupazione giovanile in Italia continua a rimanere un problema?

Purtroppo, anche qui al nord, trovare un lavoro è diventato una mission impossibile. Io ho una laurea in psicologia, ma sfortunatamente non vedo sbocchi immediati in quel settore. Tanti sacrifici e poi si rimane con un pugno di mosche. Le aziende con la crisi degli ultimi 10 anni hanno fatto cost cutting e hanno stoppato tutte le nuove assunzioni. Il problema della disoccupazione giovanile è drammatico, si spera di uscire da questo tunnel.

Esiste un modo per migliorare situazione occupazionale? Pensi che negli ultimi anni sia stata attuata qualche buona politica per il lavoro? Che cosa, invece, resta ancora da fare?

Per spingere il mercato del lavoro occorrerebbe innanzitutto ridurre il cuneo fiscale. Il costo aziendale di un lavoratore è troppo alto, specie per le piccole imprese. Occorre continuare a dare incentivi per il lavoro giovanile, non solo nel mezzogiorno. Ridurre i tempi della burocrazia e gli adempimenti connessi. Se usati bene e con responsabilità i voucher sono uno strumento che aiuta a “smacchiare” il lavoro nero dando la possibilità alle piccole imprese e ai lavoratori di avere a disposizione uno strumento flessibile. Sono stati eliminati, ora forse torneranno…

Cosa rende una start-up una potenziale azienda di successo? In cosa bisogna differenziarsi per conquistare la gente?

Le start-up, secondo diversi studi, hanno una mortalità altissima. Molti si buttano nel mondo imprenditoriale non sapendo bene che cosa li aspetti. Bassi investimenti, gestione oculata dei costi e tanto tanto cuore…questi sono gli ingredienti base per il successo. Bisogna poi stare ad ascoltare chi ha più esperienza. Inventarsi imprenditori è difficile. Bisogna fare un passo alla volta, una volta individuato il bisogno da soddisfare, si crea un Business Plan, si cercano gli investitori e ci si butta nelle operations. Non è facile, non bisogna mai mollare.

Quali sono state le difficoltà iniziali di metterti in proprio? C'è qualcuno che ti ha aiutato a gestire gli oneri burocratici e a trovare finanziamenti?

Ho avuto la fortuna di trovare sulla mia strada un gruppo di persone che mi hanno aiutato: professionisti, startuppers e business angels che, grazie anche alla loro piattaforma innovativa di club deal www.clubfunding.it, mi hanno aiutato concretamente a finanziare l'iniziativa. Mi hanno preso per mano e supportato, passo dopo passo, nel disbrigo delle pratiche burocratiche e dei permessi, nell'iter di costituzione della società e nella ricerca dei capitali necessari a partire.

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Com'è una tua giornata lavorativa tipo? Quali compiti devi svolgere prima delle 17:00 per poter lavorare meglio durante la serata?

La mia giornata lavorativa inizia intorno alle 15. Mi reco da casa al ricovero dell’apecar. Pulisco e sanifico quotidianamente le superfici e i rubinetti, due volte al mese anche l’impianto di spillatura. Sono un maniaco della pulizia, l’igiene è fondamentale. Fatto questo controllo i fusti di birra che ci vengono consegnati dal birrificio e faccio l’inventario di ciò che manca. Controllo la meccanica del mezzo e il generatore d’energia. Verso le 16.30 mi metto alla guida e arrivo in zona Darsena dove inizio il mio lavoro. Ogni due ore, poi, cambio posto, come da regolamento comunale. Termino alle 24 in strada e riparto verso il box dove faccio una prima pulizia veloce.

Pensi che più avanti estenderai il tuo business ad altri quartieri di Milano o addirittura ad altre città?

Certamente. I primi dati sono confortanti e presto partirò con una seconda apecar. Ho avuto richieste di collaborazione, che sto valutando, non solo da Roma, Milano, Firenze, ma anche dall’estero.

Puoi usare le pagine di Unfolding per mandare un messaggio a qualcuno. Che cosa vorresti dire e a chi?

Vorrei ringraziare di cuore le persone che mi hanno aiutato concretamente e che mi hanno dato un futuro. Senza di loro la mia sarebbe ancora soltanto un’idea.

Adriana Fenzi


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