Simone Nera

Gestire un'azienda significa essere imprenditore, essere imprenditore significa essere lungimirante, avere le idee chiare, essere ponderato, ma allo stesso tempo anche azzardare

809
0
stampa articolo Scarica pdf

L’attività vitivinicola della famiglia NERA ha inizio nel 1940 con Guido Nera al quale è succeduto, alla fine degli anni '50, il figlio Pietro che, con caparbietà ed orgoglio, ha accorpato diversi ettari di vigneti, ora di proprietà dell’Azienda Agricola CAVEN dei fratelli Stefano e Simone Nera. È una cantina tra le più prestigiose della Valtellina, con una lunga tradizione nella valorizzazione del territorio, nella coltivazione dei vigneti e nella produzione di vini di alta qualità, con caratteristiche uniche.

Le uve raccolte vengono vinificate nelle cantine site in Chiuro (SO), tutti i processi vengono eseguiti con rigore metodico, nel rispetto della più antica tradizione vinicola.

L'azienda produce tutti i vini a denominazione di Valtellina: lo Sforzato di Valtellina D.O.C.G., i Valtellina Superiore D.O.C.G. con le varie sotto-zone Sassella, Inferno, Grumello, Valgella e le relative Riserve di assoluto prestigio, il Rosso di Valtellina D.O.C. e gli I.G.T. Terrazze Retiche di Sondrio Rosso, Bianco e Passito Rosso.

Il nostro magazine ha il piacere di ospitare il Patron: Simone Nera

Ciao Simone, benvenuto su Unfolding Roma. Quando è iniziata storia della vostra azienda?

L' Azienda Agricola Caven Camuna è stata fondata nell'anno 1982 da Stefano, mio fratello, agronomo ed enologo, e da me. Il nome deriva dall’antica civiltà Camuna che risiedeva in località Caven, sede odierna dell’azienda. Una di queste testimonianze rupestri viene custodita nel palazzo Besta di Teglio ed ha il nome di “Dea Madre”, è simbolo di fecondità e della laboriosità di quelle genti. All’interno dei vigneti è stato anche realizzato il“Sentiero archeologico di Caven”. In questi ultimi anni l'azienda ha speso le proprie energie e risorse nell’acquisizione di diversi vigneti nelle varie zone del Valtellina Superiore D.O.C.G.: Inferno, Sassella, Grumello e Valgella. Ad oggi l’Azienda vanta, tra proprietà e conduzioni, un totale di circa 30 ettari di vigneti e questo la rende la prima azienda agricola vitivinicola in Valtellina per superficie vitata a disposizione. Dei 30 ettari a disposizione, quasi 13 si trovano nella sotto-zona Inferno. Anche nella sotto-zona del Valgella, che non va sottovalutata, l’azienda ha investito cospicue risorse, riconvertendo più di 8 ettari di vigneto dal sistema a ritochino a quello a giropoggio, che consente una parziale lavorazione meccanizzata del terreno, una migliore irrorazione ed una maggiore attività fotosintetica.

La vostra attività viene definita anche “Viticoltura Eroica” come mai?

A giusta ragione la Viticoltura valtellinese è definita "eroica" o "border-line", perché i vigneti terrazzati sono collocati a "ritochino", in forte pendenza, sul versante sinistro orografico del Fiume Adda, sulle Alpi Retiche. La coltivazione della vite è pertanto da praticarsi esclusivamente senza ausilio di mezzi meccanici. Si va a piedi e si lavora a mano per tutto il ciclo agrario, dalla preparazione del terreno, alla messa a dimora delle barbatelle con la loro crescita, alla potatura...per arrivare poi, ogni autunno, al momento più bello e gioioso, quello della Vendemmia. Un dato significativo ed a volte incredibile sono le ore lavorative annue per ettaro di vigna, che ammontano a ben 1200. Le coltivazioni viticole di collina si attestano sulle 300 ore, in pianura dove la lavorazione è totalmente meccanizzata fino alla raccolta delle uve, sono 100/120 ore.

Tra i vini che producete qual è il tuo preferito e perché?

Domanda difficile, son tutti buoni... merito di mio fratello Stefano! Direi il Valtellina Superiore Docg Inferno, nelle sue varie declinazioni, perché è il vino che scaturisce dalle uve Nebbiolo "Chiavennasca" provenienti dalla zona dove i vigneti sono letteralmente strappati alla roccia, c'è poco fondo e il terreno è particolarmente verticale, lì dove la vite fatica di più a produrre il frutto, nasce il vino Inferno. Un Valtellina Superiore Docg che si contraddistingue per il suo carattere estremo, verticale, minerale, senza mediazioni.

Non fate solo vino, ma anche spumante e grappa. Che cosa cambia nelle diverse lavorazioni?

Per quanto riguarda lo Spumante, il nostro metodo è il classico Caven Brut, la lavorazione è quella della spumantizzazione con rifermentazione in bottiglia attraverso aggiunta di zucchero e lieviti selezionati. La particolarità di questo prodotto, in numero limitato di bottiglie, è che si tratta di uno spumante ottenuto dalla vinificazione in bianco di uve Nebbiolo "Chiavennasca", con l'aggiunta di uve di Chardonnay.

Le nostre tre grappe, Sassella, Inferno e Sforzato, sono invece ottenute esclusivamente dalla distillazione di vinacce di uve Nebbiolo, provenienti ovviamente dalle rispettive zone di produzione.

La vostra è un'azienda a gestione famigliare, quali sono i vantaggi e le difficoltà nel lavorare con i propri genitori, fratelli, figli...?

Sicuramente uno dei vantaggi è di condividere una passione e dei progetti in un percorso comune e autonomo. Le difficoltà si affrontano tutti insieme e... ad ogni modo, si finisce sempre a parlare di lavoro, anche nei pochi momenti liberi che si hanno a disposizione.

Dal 2009 avete aperto anche un Wine Bar, che cosa vi ha portato a prendere questa decisione?

La nostra bella Valtellina ha tante potenzialità nascoste e tutti dobbiamo impegnarci per valorizzarle. Ogni settore, che può in qualche modo portare turisti, va migliorato; bisogna lavorare sull'accoglienza e farci trovare disponibili tutti i giorni. Abbiamo aperto i nostri Show Room e Wine Bar per accogliere gli appassionati, con un vasto programma di ospitalità che spazia dalla classica visita in cantina, alle degustazioni guidate e arriva fino alla visita dei nostri meravigliosi vigneti.

Che tipo di menù si può gustare nel vostro locale?

Il wine bar e il punto vendita annessi alla sede commerciale, offrono la possibilità di acquistare, oltre ai nostri vini, tanti altri prodotti locali, dai salumi ai formaggi, passando per i dolci tipici, i mieli, le confetture e alcune tipologie di paste, come i pizzoccheri, il piatto tipico per eccellenza della Valtellina. Presso il wine bar è sempre possibile degustare piatti freddi, taglieri, panini e dolci. Organizziamo la cucina su specifiche richieste, magari per poter abbinare ai nostri vini le eccellenze gastronomiche del territorio, 

In futuro pensate di aprire un altro Wine Bar o in generale altri punti vendita? Se sì in che zona?

Al momento non abbiamo in previsione nuove aperture, aspettiamo che le nuove leve di famiglia siano pronte. Abbiamo però intenzione di realizzare, nel contesto della nostra torre "Turris Eburnea", delle suite dedicate al mondo viti-vinicolo.

Cambiando argomento cosa consiglieresti ai giovani che vogliono aprire una loro azienda?

Gestire un'azienda significa essere imprenditore ed essere imprenditore significa essere lungimirante, avere le idee chiare, essere ponderato, ma allo stesso tempo anche azzardare. Senza dubbio seguire la passione con intelligenza e tanta voglia di mettersi in gioco. Ci si riesce.

Vuoi aggiungere ancora qualcosa?

Le aziende possono esistere e prosperare con il concetto del noi e non dell'io, con la condivisione degli impegni, il rispetto e l’educazione reciproca di tutte le componenti lavorative. Ora il mio desiderio è quello di vedere le mie figlie all’opera nella nostra Azienda.

Adriana Fenzi


© Riproduzione riservata