Quando Un Ristorante Diventa Storia

Quando Un Ristorante Diventa Storia

Ines Di Lelio con la figlia Chiara Cuomo portano avanti con successo la tradizione del “Vero Alfredo” il regno romano delle fettuccine che hanno conquistato i divi di Hollywood

541
stampa articolo Scarica pdf

Era il 1908 quando un giovane romano Alfredo di Lelio, realizzò con le proprie mani un impasto di semolino da cui ricavò delle fettuccine, condite poi con burro e parmigiano di prima qualità. Da allora questo piatto, all’apparenza semplice, ne ha fatta di strada conquistando il palato di divi di Hollywood, personaggi della cultura, dello spettacolo e della politica nazionale e internazionale che varcarono e tuttora varcano le porte del ristorante “Il vero Alfredo” in Piazza Augusto Imperatore. Di padre in figlio, di figlio in nipote il ristorante può dirsi un pezzo della storia gastronomica della Capitale con la sua splendida struttura che con le tante foto in bianco e nero riportano a un’atmosfera vintage testimone di tanti successi. Oggi ad accogliere gli ospiti del locale c’è tutta la grazia di Ines Di Lelio con la figlia Chiara Cuomo che non mancano mai di fare sentire ognuno a proprio agio. E con la gentilezza che le contraddistingue hanno accettato di rispondere alle nostre domande consentendoci di conoscere qualche segreto della loro attività e dispensando anche qualche consiglio per chi vuole intraprendere la difficile arte della ristorazione.

C’è un concetto che può catturare l’essenza di tutta la vostra cucina?

Direi professionalità e qualità e ovviamente tanta passione per quello che facciamo

Da sempre per le famose fettuccine e tutti gli altri piatti portate avanti un discorso di qualità e genuinità. Ma oggi per fare una buona cucina c’è bisogno anche della tecnologia?

No, per quel che riguarda la nostra cucina. Siamo un ristorante tradizionale ovviamente nell’attuale scenario della gastronomia.

Qual è l’emozione principale che volete far provare a chiunque si sieda nel vostro ristorante?

Innanzitutto vogliamo far provare un senso di “gusto”, ovvero desideriamo che il cliente sia soddisfatto dei nostri piatti, e poi di certo far provare anche l’emozione di vivere un’atmosfera particolare che si respira in ogni angolo del locale (e sono parole dei nostri clienti) sicuramente dovuto alla storia che trasuda dalle fotografie delle celebrità mondiali appese alle pareti, a testimonianza della nostra tradizione familiare.

Di padre in figlio, di figlio in nipote…quanto pesa mantenere una tradizione familiare di successo?

Sicuramente molto! Ma tutto è controbilanciato dalle gratificazioni da parte dei nostri clienti e dalle continue soddisfazioni nel nostro lavoro, ringraziando sempre chi ci ha preceduto e mi riferisco a mio nonno, mio papà e mio fratello.

Rispetto al nonno, la vostra generazione può godere di forme di comunicazione ad ampio raggio come i social media. Che ruolo gioca oggi Internet nell’economia della vostra azienda?

Un ruolo decisivo. Infatti i social oggi rappresentano quello che una volta veniva chiamato “passaparola”.

Il vostro ristorante ha sempre goduto di una certa fama che ha attirato personaggi da tutto il mondo. In una società dove l’immagine è tutto, avete mai temuto che da “Il vero Alfredo” si possa venire per essere visti più che per mangiare bene?

No credo che la principale motivazione per cui la gente viene nel nostro locale siano le fettuccine! E poi la curiosità di scoprire anche un locale storico che tra l’altro, per le sue bellezze artistiche, è stato da poco identificato come bene culturale.

A Roma pare che si sia creata una frattura tra ristoranti di buona qualità e quelli mediocri a basso costo. E c’è anche il ristorante medio che punta sul turista come capro espiatorio per pagare l’affitto con la convinzione che tanto chissà quando ritorna. Da professionisti del settore che ne pensate della ristorazione della Capitale e del suo futuro?

Sicuramente oggi molti non professionisti si improvvisano cercando di farsi passare per locali alla moda, e tra questi ci sono anche quelli che puntano sul turista di passaggio. Questi tipi di ristoranti non badano assolutamente alla qualità bensì esclusivamente a lucrare, finendo per chiudere poi in tempi brevi. E poi ci sono ristoranti buoni e medi, dove professionalità e qualità esistono in varia misura. Per il futuro crediamo che bisognerebbe sì dare retta alle tendenze, purché ci sia sempre una sostanza dietro.

Come reagite se un turista ospite del vostro ristorante vi parla del degrado della città?

Purtroppo dobbiamo dargli ragione, anche se a malincuore essendo romane e amando la nostra bella città.

Se vi offrissero di fare una serie reality sulla vostra attività, accettereste?

No, non crediamo in questi format

Provate a svelare un piccolo segreto del vostro successo ad un giovane imprenditore che voglia intraprendere un’attività di ristorazione soprattutto considerando il momento sociale che stiamo vivendo in Italia…

Professionalità, fatta di pazienza nel condurre un esercizio che è abbastanza pesante soprattutto oggi nel nostro sistema sociale; gentilezza nei confronti del pubblico; competenza nel settore per poter gestire al meglio la propria attività. Considerando che oggi, per essere un imprenditore di successo, dovresti essere un professionista a 360°.

                                                                                           Rosario Schibeci 

© Riproduzione riservata