Davide Di Brisco

Con piacere, incontriamo Davide Di Brisco, giovane promessa della cucina al Bar Bacharach Bistrot – presso l’Hotel Elizabeth.Davide è nato a Roma e ha sempre sentito un grande un amore per la cucina, che si è trasformato nel tempo in una professione.

288
stampa articolo Scarica pdf

Con piacere, incontriamo Davide Di Brisco, giovane promessa della cucina al Bar Bacharach Bistrot – presso l’Hotel Elizabeth.

Davide è nato a Roma e ha sempre sentito un grande un amore per la cucina, che si è trasformato nel tempo in una professione.

Come gestisci la tua voglia di innovazione con il rispetto della tradizione?

Venendo da una famiglia di retaggio contadino, cerco di portare un’aria nuova all’interno della cucina laziale, ma mantenendo quelle che sono le nostre origini.

Come ti sei inserito nella brigata del tuo chef, Riccardo Pepe?

Per me Riccardo è un mentore, ci siamo subito trovati bene caratterialmente, ma quello che ci lega maggiormente è la profonda passione per la cucina.

Che cosa non ami della cucina laziale?

Non amo l’utilizzo di quegli elementi che coprono troppo i sapori, come ad esempio l’aceto, di cui, a parer mio, in alcuni casi, si fa un abuso.

Se non seguissi la cucina tradizionale, che tipo di cucina faresti?

Mi orienterei verso una cucina messicana, perché amo molto l’uso delle spezie, anche quelle piccanti, e per i sapori che sono molto decisi.Apprezzo anche la cucina orientale, perché in ogni piatto puoi trovare mille sapori, che apparentemente potrebbero andare in contrasto, ma se cucinati bene si sposano magnificamente in un piatto.

Quando, tra i tuoi clienti, ci sono personaggi di spicco nella società, ti lasci influenzare dall’emozione? 

Ogni volta che cucino per qualcuno, dò il meglio di me stesso. Preferisco non sapere chi sto servendo, per non avere influenze e rimanere sempre nel mio stile.Ogni cliente viene per vivere un’esperienza di magia culinaria, e merita la stessa attenzione.

Come cerchi di evitare gli sprechi, quando cucini?

Nella preparazione, abbiamo un’attenzione particolare alle dosi, in modo da prevenire inutili e poco ecologici sprechi.

Come ti vedi, come cuoco, tra 15 anni?

Mi vedo proprietario di un agriturismo, che serve un mercato di nicchia, offrendo solo materie autoprodotte e con procedimenti biologici.

Qual è la tua star femminile preferita?

Scarlett Johansson 

Con quale piatto la conquisteresti?

Con un dolce, ad esempio una mousse di cioccolato fondente con coulisse di lamponi ed un cramble croccante al pistacchio, per propormi con qualcosa di molto dolce, che però ha un tocco di aspro che fa arricciare il naso e alla Johansson verrebbe bene!

Noi, invece, abbiamo assaggiato una Bomba Carbonara: una bomba fritta, impasto neutro, (né dolce né salato), con una spuma al pecorino, una crema all’uovo, riempito con guanciale di amatrice croccante a fettine e pepe come nero tostato.Un sapore deciso, pungente, aromatico, che richiama tutti i profumi e i sapori di Roma e delle campagne laziali.

Intervista di Gioia G. Di Mattia 

© Riproduzione riservata

  • Articolo Precedente

  • Prossimo Articolo