PROVE TECNICHE DI DISINFESTAZIONE

SARRI NON CERCAVA LA REAZIONE MA LA CONSAPEVOLEZZA. IL GERME DA DISTRUGGERE STA NELLA MENTALITA' DI SENTIRSI SUPERIORI.

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Si cercava una risposta, c’era chi giurava che la Lazio avesse intrapreso la solita strada buia, con una stagione già compromessa a settembre a addio sogni di gloria con spogliatoio spaccato e germi di superficialità, invece no, la risposta è arrivata sul campo. Cremona è campo da sempre ostico alla Lazio, Bruno Giordano nel 1982 firmò l’ultima vittoria in Lombardia, la Lazio di oggi è entrata in campo convinta, sapendo come giocare per vincere, sapendo che anche Alvini, allenatore Cremonese, avrebbe marcato a uomo Cataldi e Milinkovic e cercato di aprire la difesa biancoceleste bucando dal centro e sfruttando la defezione di Romagnoli. La Lazio invece, con pazienza, ha pressato alto senza mai scoprirsi, ha atteso la palla buona, l’errore dell’avversario per aprire la partita o l’imbucata giusta del solito Milinkovic per Immobile, cecchino assoluto in maglia biancoceleste, con in più una solidità che non si pensava alla vigilia. Al contrario di cosa possa dire il risultato finale di 0 a 4 la partita è stata maschia: Zaccagni ne ha prese e ne ha date a sinistra, Anderson funambolo ispirato a destra, Hysaj che non ti aspetti, Casale attento con la solita copertura di Patric e poi loro, Milinkovic per Immobile, oramai un must, ennesimo assist, ennesimo gol, stavolta bellissimo sotto il set con il mancino per il capitano; poi la tenacia dello stesso capitano alla ricerca del rigore per la doppietta, tris a chiudere la gara di Milinkovic con il tap in a fine primo tempo. Poteva mancare colui che i giornali hanno definito il “germe” di Sarri? Certo che no, appena entrato assist di malleolo di tipo circense per Immobile che gira a Pedro, 4 a 0. Luis Alberto, il colpevole per molti, ma non per tutti, probabilmente non era il germe dichiarato da Sarri nel post Europa, Luis Alberto è il classico tipo a chi dare la colpa al primo impaccio stagionale, ha risposto alla sua maniera, silenzioso nella scelta di non essere titolare, entra e fa il mago, il genio del calcio che alla fine è, il giocatore estroverso, il 10 che illumina la squadra.

Sarri a fine gara era tranquillo, ha preso l’ennesimo giallo in panchina con Orsato che provava a calmarlo per una situazione di gara e davanti ai microfoni è stato molto chiaro. “Deve essere, questa di Cremona, la prestazione della consapevolezza e non della reazione”. Queste le sue dichiarazioni a DAZN, il germe probabilmente non è un giocatore in particolare, ma una mentalità da cambiare, una motivazione a tenere alte le energie nervose che servono per giocare ad alti livelli, cosa che quest’anno per ora è successa una sola volta a dispetto della scorsa stagione dove si ripeteva spesso e volentieri, Bologna e Verona su tutte.

Ora la sosta, Sarri non ne vorrebbe mai come non vorrebbe mai giocare ogni tre giorni, cose oramai risapute. Disarmare questo germe non sarà facile, domani sarà più semplice gestire spogliatoio e media ma, il mister, vuole continuità, lo dice e lo ripete da inizio stagione, non abbassate la guardia, partita dopo partita, la Lazio è forte e costruita bene, lo devono capire soprattutto loro, i primi attori, quelli che scendono in campo e lo devono capire non solo a parole ma, da ora in poi, anche e soprattutto con i fatti.

GIUSEPPE CALVANO

FOTO GIANANDREA GAMBINI 

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