LAZIO, PIEDI A TERRA. IL CAMMINO E' ANCORA LUNGO

LAZIO, PIEDI A TERRA. IL CAMMINO E' ANCORA LUNGO

SARRI RITROVA LA SUA LAZIO. POKER ALLO SPEZIA NEL RITORNO DALLA SOSTA, MA SUBITO GIOVEDI C'E' L'EUROPA, PARTITA DECISIVA PER PASSARE I GIRONI.

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Il poker allo Spezia non deve illudere, a volte non solo le grandi squadre dopo la sosta hanno problemi di ripartenza, le nazionali tolgono ritmo e equilibri nelle squadre che giocano nei vari campionati. Lo Spezia visto all’Olimpico è stato il lontano parente, per esempio, di quello che ha affrontato e messo in difficoltà il Napoli capolista di Luciano Spalletti. Detto questo la Lazio ha dimostrato forza, carattere e voglia di “fare” la gara, dal primo al 94esimo minuto, subito dopo il rigore sbagliato da Ciro Immobile ci si poteva aspettare un risvolto negativo, un calo di tensione che poteva stravolgere il senso della gara, invece la Lazio è andata avanti come se nulla fosse accaduto, ha continuato a spingere cercando la via della rete senza far respirare gli avversari. Zaccagni al culmine di un triangolo spettacolare con Felipe Anderson che trova l’assist delle meraviglie, Romagnoli che trova la mezza rovesciata dal limite realizzando il sogno del primo gol in biancoceleste, Milinkovic a colpo sicuro dopo l’ennesima imbucata per Immobile che non spreca dopo aver superato il portiere e non vedendo la porta scarica per Zaccagni che serve il Sergente, ancora Milinkovic per il poker finale con uno splendido scavetto davanti dopo un dai e vai con Hysaj.

La Lazio ha dominato in lungo e in largo la partita, sempre padrona del campo lasciando solo un’occasione allo Spezia. Adesso serve la continuità anche in Europa, in campionato è arrivata la terza consecutiva, 4 gol allo Spezia, 4 alla Cremonese, 2 al Verona non subendo alcuna rete, già da giovedì servirà prestazione e risultato per restare in corsa nel girone di Europa League, lo Sturm Graz è avversario accessibile se la concentrazione sarà massima e il gioco fluido come oggi contro lo Spezia, presupposti unici per andare avanti in Europa.

Singoli, Pedro è entrato a partita praticamente chiusa ma non si è risparmiato mai, ha cercato il gol con insistenza aprendo varchi per i compagni, perché questo esempio? Perché rappresenta lo specchio della Lazio di oggi, gruppo unito che sa quello che deve fare conoscendo anche chi saranno i titolari e chi pronto a subentrare. Pedro, Basic, Hysaj, Vecino, Marcos Antonio e Cancellieri sanno che il loro momento arriverà, che sia in partita in corso o dall’inizio sono sempre pronti e propositivi. La differenza della Lazio dello scorso anno e questa probabilmente è il gruppo che ha capito e si è affidato al 100% al mister, sanno che se metteranno di nuovo l’io davanti alla squadra si ritornerà a fare le figuracce di Bologna o Verona, sperando che la parentesi Midtjylland in Europa resti un caso isolato.

GIUSEPPE CALVANO

FOTO GIANANDREA GAMBINI

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