LAZIO, IL PIANO DI CRESCITA CONTINUA.

LA SOCIETA', IL TECNICO, LA GENTE LAZIALE. COESIONE TOTALE

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Brutta chiusura nell’ultima apparizione di campionato, la sconfitta contro la Juventus sapeva di stanchezza più di testa che di fisico, retrocessione in Conference League gioia dell’altra squadra della capitale, Immobile infortunato, insomma al 13 novembre il tifoso laziale era piuttosto sottotono e forse un tantino preoccupato per il futuro. Al 31 dicembre però si deve ragionare diversamente, anche usando i numeri: quarto posto in serie A davanti per esempio ad Inter, Atalanta e Roma, calendario in discesa fino al giro di boa. Lecce, Empoli, Sassuolo e scontro finale all’Olimpico con il Milan il 24 gennaio, Immobile ancora una volta capocannoniere nell’anno solare, playoff Conference contro i campioni di Romania del Cluj ma alla portata dei ragazzi di Sarri e tanta voglia di biancoceleste da parte dei supporters laziali come dimostrano i mille e più abbonamenti sottoscritti per le prime partite della Lazio all’Olimpico del 2023.

Non servono promesse di mercato, la possibilità di cessioni importati, i capricci (forse più di stampa che reali) di Luis Alberto, la gente laziale vuole vedere le aquile biancocelesti calcare il prato dell’Olimpico e in trasferta perché per una volta si fidano davvero della Lazio nel suo complesso, dal Presidente al Direttore Sportivo, al grande condottiero Sarri e al suo gruppo fidato, da Immobile a Felipe Anderson passando per Zaccagni e il ministro della difesa Romagnoli.

La Lazio vuole la Champions, per la Conference sarà decisivo il playoff, fare voli più alti non conviene a nessuno sapendo che Napoli, Milan, Juventus e Inter hanno qualcosa di più ma sognare e realizzare l’entrata nella coppa più importante costa poco ma fa volare le ali dell’entusiasmo. La Lazio e il suo Presidente continuano il suo cammino di crescita, le conferme della società sono nella sua struttura, il Ds Tare per esempio: occupa il suo posto da 13 anni consecutivi, prese il posto di Sabatini nel 2009, ha acquistato giocatori importanti e sconosciuti, Hernanes il primo importante con Klose e Cissè, nel 2011 portò Lulic, uno dei giocatori più importanti della storia bianco celeste, Candreva, Felipe Anderson, Biglia, De Vrij per finire con Immobile e Luis Alberto più la perla di Milinkovic Savic. Ovviamente ci sono anche nomi, tanti, finiti nel dimenticatoio e che non hanno lasciato traccia a Formello: Jony, Kiyine, Morrison, Novaretti, Alfaro solo per fare qualche nome. Nessuno è nato imparato e non commette errori, bisogna solo affermare che Tare in questi anni ha fatto un ottimo lavoro. Il mormorio estivo del 2022 lasciava percepire che il Ds non avesse più poteri nel calcio mercato, cosa poi smentita dai fatti, anche nel 2022 la Lazio ha colpito con le sue armi migliori, scovare giocatori non sconosciuti ma adatti al proprio mister: Cancellieri, Casale, Vecino, Provedel e soprattutto Romagnoli senza dimenticare l’anno passato con Romero, Basic e Zaccagni, futuri quasi garantiti.

Per ultimo Sarri, la società aveva provato negli anni a prendere un top allenatore, Bielsa su tutti, la parentesi (per fortuna lunghissima) ottima di Simone Inzaghi è stata un misto fortuna – progetto Lazio, Sarri ha sparigliato le carte. Un tecnico pagato come non mai dalla società Lazio, mercato mirato ad accontentare il tecnico, fiducia quasi illimitata della tifoseria e dopo tanti anni un ambiente quasi in simbiosi, società tecnico tifoseria.

I presupposti per un ottimo 2023 ci sono tutti, senza scordare che il calcio è sempre un gioco, una cosa importante dopo le cose più importanti della vita, ma l’unione che si intravede nel mondo Lazio è già una vittoria, snobbata da molti ma davanti agli occhi di tutti, lo stadio pieno ne è la dimostrazione.

GIUSEPPE CALVANO

Foto Emanuele Gambino

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