SALERNITANA LAZIO 0 - 2

PAZIENZA LAZIO, PARTITA PERFETTA E SALERNO ESPUGNATA. DOPPIO IMMOBILE E LUIS ALBERTO CHE SBAGLIA UN RIGORE NEL FINALE.

stampa articolo Scarica pdf

La Lazio delle rimonte subite, la Lazio che segna sempre nei primi 15minuti di partita e veniva spesso raggiunta e a volte anche superata, la Lazio dei terzini volanti e quindi spesso scoperta anche in vantaggio di risultato, la Lazio senza alternative per qualche giornale importante sportivo che si permette 5 giocatori diversi a Salerno dopo la partita di Coppa, la Lazio dei litigi interni, del Sarri contro tutti in società.

Poi c’è il campo, la trasferta insidiosa a Salerno con il nuovo allenatore Paulo Sousa pronto a dare una scossa ad un ambiente che non vince una partita in casa da novembre, Sarri che deve rinunciare a Milinkovic Savic per indisposizione fisica dell’ultimo minuto ma che prepara una partita fatta di calma e predisposizione a vincere senza dare segnali di strabordante supremazia di gioco, del tutto subito a ogni costo. La Lazio è partita nel voler costruire ma senza rischiare, terzini bloccati spesso e volentieri e ricerca della rete via terra, passaggi stretti e palla a Immobile trasformato nel regista offensivo con l’assenza di Milinkovic. Il capitano con una voglia pazza di fare gol, più tranquillo dopo il gol in Conference ma sempre alla ricerca di palloni da trasformare in gol.

Provedel, Hysaj e Marusic, Casale e Patric per il reparto difensivo con Lazzari in panchina, Luis Alberto, Vecino e Cataldi a centrocampo, Felipe Anderson, Pedro e Immobile a completare l’attacco. Per Sousa, Bonazzoli e Piatek in attacco con Koulibaly schermo a centrocampo.

La Lazio controlla, la Salernitana comincia bene la partita, cambi gioco veloci che portano più volte al tiro ma senza impensierire troppo Provedel. Al 6’ Candreva prova il tiro cosi come al 18’, palla sempre a lato per l’ex capitano laziale, Immobile intanto sembra prendere le misure ai difensori granata, al 20’ si gira in velocità e incrocia di destro, Sepe respinge non con poca difficoltà. 23’ Felipe Anderson su corner di Luis Alberto sfiora il palo, 27’ Vecino su assist di Alberto stoppa e tira ma la palla è deviata in extremis da Daniluic. 34’ ci prova Pedro ma Sepe ci mette i guantoni, 40’ Candreva su indecisione di Provedel prova il destro di prima intenzione ma lo stesso Provedel recupera e respinge. Un minuto di recupero per un buon primo tempo laziale ma senza gol.

Secondo tempo con Sousa che toglie Vihena per Valencia. La Lazio accelera senza però continuare a rischiare nulla, al 60’ l’azione che porta il vantaggio laziale. Marusic vola via sulla destra dopo uno scambio con Alberto e Vecino, alza la testa e con destro a giro trova il capitano sul secondo palo tutto solo che deposita in rete, Ciro Immobile torna la gol anche in campionato. 66’ la Salernitana prova a reagire, girata in area di Bronn ma palla a lato. Due minuti e Immobile si costruisce il rigore del raddoppio, Pirola e Sepe in ritardo, Ciro s’inserisce e viene falciato, Abisso non vede ma fortuna che in tempi di Var il rigore viene fischiato, e realizzato dal capitano della Lazio. Sepe intuisce ma senza riuscire a respingere. 2 a 0 e partita in cassaforte, iniziano i cambi in casa Lazio, dentro Romero, Basic e Cancellieri, Immobile respira e mette in cascina altri minuti, Pedro e Vecino gli altri uscenti dal campo. 80’ occasione per la Salernitana con Bradaric ma Patric salva tutto con Provedel battuto. 88’ Cancellieri servito da Anderson viene abbattuto in area, rigore netto per Abisso, stavolta senza Var. Bronn espulso per proteste, sulla palla al dischetto va Luis Alberto, Sepe para, Alberto si ritrova la palla, bicicletta ma pallone a lato. Sarri con le mani sulla testa. Abisso fischia la fine dopo 4 minuti di recupero.

La Lazio torna da Salerno consapevole della propria forza, serviva rifiatare dopo la Conference ma i tre punti erano fondamentali per restare in scia Champions, Immobile che ritrova forma e gol, Vecino migliore in campo e una difesa di ferro, ennesimo clean sheet stagionale. Ora sotto con il ritorno in Romania.

Giuseppe Calvano

foto Gianandrea Gambini

© Riproduzione riservata