Un Derby Dalle Poche Emozioni

Un Derby Dalle Poche Emozioni

Si, a Roma su questo non esistono mezze misure, non esiste diplomazia, non esiste savoir faire, esiste l'estremo, inconfutabile, greve e genuino dileggio tra tifoserie, che scade spessissimo anche in atti più o meno opinabili e di cattivo gusto; non esiste un “migliore” o un “peggiore”

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In genere se ne comincia a parlare già da inizio campionato, quando dopo la prima giornata cerchi compulsivamente la data del derby. A quindici giorni dall'evento c'è già chi comincia con i pronostici; con i calcoli: chi rimane sopra...chi rimane sotto..., chi segnerà, ma soprattutto le scommesse sulla formazione che devono tener conto degli infortunati, di chi è fuori e rientra, le squalifiche...mannaggia ai cartellini!!!! Da lì in poi diventa un crescendo di sfottò e aggressività, dove il salumiere che ignori per il resto dell'anno, diventa una sorta di bersaglio all'ultima frecciatina quando appende l'ennesimo gagliardetto del pennuto, o si lascia sfuggire una battuta infelice sul fulcro degli sfottò degli ultimi dieci anni: il gol di Lulic al 71'. Si, a Roma su questo non esistono mezze misure, non esiste diplomazia, non esiste savoir faire, esiste l'estremo, inconfutabile, greve e genuino dileggio tra tifoserie, che scade spessissimo anche in atti più o meno opinabili e di cattivo gusto; non esiste un “migliore” o un “peggiore” consapevolmente o inconsapevolmente si diventa vittima o carnefice, sugli spalti, fuori o sul divano di casa a Roma il giorno del Derby è un evento vissuto con molto pathos dove gli strascichi vengono portati per giorni. Questo primo derby 2023/2024 però, si porta dietro solo qualche polemica, rincari dei biglietti, pay tv non all'altezza del servizio che promettono, coreografie belle, meno belle, con problemi di visibilità o di interpretazione e il gioco? Ecco, volutamente ho ritardato il commento sulla partita, perché mai come quest'anno, con un sold out a domenica sulla sponda giallorossa, il gioco non è stato protagonista, come non lo è stato l'agonismo, due tiri per la Lazio, un palo che ancora trema, ed uno per la Roma, in un match che prometteva spettacolo ma soprattutto grandi interpreti come Lukaku e Dybala. Nulla di più diverso, novanta minuti di” poco”, con la Roma che parte sicuramente più determinata e svelta, riesce a vincere diversi contrasti per ripartire in contropiede, perlopiù grazie a Bove che regge bene la tensione e sembra avere le idee chiare, coadiuvato da un ottimo Mancini che, nonostante l'ammonizione, riesce a gestire egregiamente la difesa offrendo spunti interessanti, gli fa eco per quanto possibile Llorente che se non altro riesce a tenere a freno Immobile- Se dalle note positive traiamo queste conclusioni, è dalle note negative che si analizza meglio lo stato di salute della squadra. Si, proprio loro, con Pellegrini assente giustificato e quindi perdonato, il demerito più doloroso arriva da Dybala,Likaku e Mourinho. Allo special one si rimprovera essenzialmente la difficoltà di gestire un gruppo che sulla carta avrebbe tutte le caratteristiche per essere tra le prime tre in classifica, mentre Lukaku tarda ad entrare nei meccanismi di gioco risultando pesante e faraginoso, Dybala fa i conti con gli infotunii, passati, presenti e futuri, qualche bella giocata, l'ammonizione a Luis Alberto e poco altro...davvero troppo poco, in una città che ha gran parte del cuore pulsante nella tifoseria, che aspetta tutto l'anno per gioire e avere una soddisfazione morale. Chi non segue il calcio non può minimamente rendersi conto del valore di queste parole, ma anche la stessa polemica nata sui titoli di Pedro e Mourinho, spiega il tipo di tensione che si vive, sta di fatto che al triplice fischio finale anche per la Lazio si salva la prova di Luis Alberto, autore della clamorosa traversa e di un assist per Romagnoli in ritardo nell'incontro con il pallone. Restiamo agganciati al 7 posto, sopra la Lazio sperando dopo la sosta di cambiare passo. 0-0, un risultato che non accontenta nessuno, si rimanda al ritorno per assistere a spettacolo e goal.
  Laura Tarani

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