LAZIO INTER 0 - 2

LA VINCE INZAGHI DI CORTO MUSO, L'ERRORE DI MARUSIC SPIANA LO SCUDETTO D'INVERNO ALL'INTER MA NON E' TUTTO DA BUTTARE PER SARRI

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L’Inter porta via da Roma tre punti facili facili. La Lazio gioca, crea più di qualcosa nel primo tempo, mette in mostra un ottimo Rovella, una buonissima corsia destra dove Lazzari, Guendouzi e Felipe Anderson hanno quasi sempre la meglio sui propri avversari anche il punto dolente laziale è proprio nella mancata realizzazione sotto porta. L’errore di Marusic nel primo tempo e una mancata chiusura di Casale nel secondo regalano due occasioni da gol troppo importanti per la squadra di Simone Inzaghi che non può non capitalizzare nell’anno in cui la propria dirigenza chiede a gran voce lo scudetto.

L’Inter attende la Lazio fin dal primo minuto, pressing molto alto e costante ma pallino lasciato in mano alla squadra di Sarri. Molti corner conquistati ma nessuna vera occasione da gol fino al 23’ quando Guendouzi cross preciso sul primo palo, Immobile arriva con un pizzico di ritardo e Sommer respinge. 28’ ancora Immobile, Zaccagni riesce a trovarlo sul secondo palo, colpo di testa ma pallone a lato della porta di Sommer. Al 40’ con la partita intensa ma senza grandi occasioni l’episodio chiave che spezza la il match, Marusic cerca di allungare a Provedel, Lautaro capisce tutto e s’invola saltando di netto il portiere laziale, è un gioco da ragazzi depositare in rete il pallone del 1 a 0.

Nel secondo tempo la musica non cambia, pallino in mano a Sarri, Inzaghi pressa alto ma senza nessuna proposizione di gioco se non il contropiede feroce. 47’ Rovella prova a riequilibrare la partita, ruba palla a metà campo e dribbla un paio di interisti fin davanti a Sommer, tiraccio centrale e palla in angolo con Immobile tutto solo a centro area. 56’ Kamada riceve al limite su rimorchio di Immobile, pallone altissimo. Al 66’ l’Inter chiude la partita, Barella, dopo un’intercettazione sbagliata di Gila, serve Thuram dentro l’area, sinistro potente che Provedel non riesce a respingere e pallone in rete nonostante il tentato recupero di Gila in extremis. Gioco, partita, incontro.

Il resto è solo ammonizioni, l’espulsione di Lazzari per parole contro Maresca, azioni, almeno 3 in cui l’Inter di contropiede poteva fare il terzo gol e un paio di tentativi laziali con Guendouzi.

L’Inter di corto muso va verso lo scudetto, almeno quello di inverno, la Lazio sprofonda in una crisi in cui vede la Champions League molto lontana e con tante concorrenti molto agguerrite. Cosa non va? Domanda molto interessante, di sicuro la squadra di Sarri non è fortunata con gli episodi, oggi, come a Verona, un errore e un gol preso. Poi manca la reazione, la voglia matta di gettare il cuore oltre l’ostacolo per cui ne esce fuori una squadra femmina con gli attributi praticamente nascosti. I giocatori? Molti sotto tono a partire da Ciro Immobile, al capitano sono piovute due belle occasioni ma zero gol, in partite aspre come queste bisogna approfittarne sennò le cose si mettono male. Felipe Anderson e Guendouzi i più propositivi, almeno nel primo tempo, Marusic il peggiore non solo per l’errore ma anche per l’approccio alla partita, cosa ripetuta spesso nelle ultime gare. Rovella il migliore in campo, da lasciare in campo 96 minuti piuttosto che prendere l’ennesima sostituzione. La difesa non va, sembra sicura ma poi concede sempre occasioni che alla fine decidono le partite. Non gira la fortuna, non girano gli episodi e la Lazio è incapace di restare in partita mentalmente.

La Lazio è da ricostruire psicologicamente, Sarri dovrà fare un gran lavoro per togliere tutta questa negatività che gira intorno a questa squadra. Forse non si riuscirà a ricucire lo strappo per la rincorsa Champions ma non ci si può arrendere al 17 dicembre con ancora in girone da giocare.

Giuseppe Calvano

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