Roma Cagliari Serie A Tim 2023 2024

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Ci troviamo in un clima all'apparenza più disteso,si cerca di chiudere le porte ad un passato che onestamente poteva diventare un futuro ancora abbastanza glorioso, ma come diceva sempre una persona saggia, non si può trascurare un dettaglio:“I cavoli della pentola,li sa solo il coperchio”

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Dovendo analizzare con estremo distacco questo match, non posso far altro che cercare di guardare i fatti senza prendere in considerazione l'entusiasmo che mi circonda. E' innegabile che la Roma stia attraversando una scia positiva: tre vittorie consecutive, quattro considerando anche l'amichevole saudita, pressione mediatica meno insistente e l'idea che forse le voci dell'Aia con gli occhi puntati su Trigoria, si siano sopite. Certo è che sicuramente ci troviamo in un clima all'apparenza più disteso e sano, dove per ripartire si sfrutta anche il vento di cambiamento, si cerca di chiudere le porte ad un passato che onestamente poteva diventare un futuro ed un presente ancora abbastanza glorioso, ma come diceva sempre una persona saggia, e che forse ho già detto, non si può trascurare un dettaglio: “ I cavoli della pentola, li sa solo il coperchio”; così, come tutte le relazioni finite male, si tende sempre a prendere le parti dell'uno o dell'altra, senza mai sapere nel profondo, cosa sia accaduto veramente. Poi si rialza la testa, si comincia una nuova relazione che porta gioia, linfa vitale, che piace a tutti o quasi e che sembra la soluzione ai problemi; sappiamo tutti però che forse è meglio prendere quello che viene con estrema calma ed usare la razionalità. La squadra sembra dalla parte del Mister, e stasera sono nuovamente i fatti a parlare. Pellegrini torna ad essere un leader, un uomo a tutto campo che segna e fa segnare, un atteggiamento che deve far riflettere, il suo, come quello della squadra. Zalewski, come avevamo già avuto modo di vedere, nel suo ruolo naturale è rinato, sviluppa l'azione improntandola sul dribbling e sulla velocità, si coordina con il centrocampo ritrovando la spinta per la volata in porta, Cristante è quel filtro silenzioso, ma nemmeno troppo che coadiuva i reparti e permette alla palla di scivolare tra i piedi dei compagni. Sarà stato l'effetto Ranieri, ma la Roma stasera supera ogni aspettativa e sfoggia: gioco, tattica e fantasia, la mano di De Rossi? Probabile, ma in tanti anni che seguo il calcio difficilmente ho potuto vedere una squadra intera cambiare il proprio stile di gioco, qualche elemento, qualche fiammata, come si dice a piccoli passi ed un giorno alla volta. E' pur vero che in un mese possono cambiare tante cose, ma in un modo così radicale è presumibile assomigli più ad un miracolo; così parliamo di miracolo, tale da vedere la Roma superare per 4-0 il Cagliari di Ranieri ( all'andata vinse 4-1, ma sono dettagli), sfiorare addirittura il 6-0 per colpa di due gol annullati a Bove e Lukaku, e l'esordio dei nuovi acquisti che sembrano marziani. Ranieri gioca con Lapadula e Petagna in attacco, Mina dal primo minuto in difesa con Dossena, Prati e Nandez, più incisivi di Azzi a centrocampo, pronti a sfondare con il contropiede. De Rossi a sorpresa butta dentro Angelino che sembra essersi già fuso con l'ambiente e le idee del Mister, buoni spunti, senso della posizione, insomma un ottimo innesto già pronto e capace, ma ecco che al primo angolo della Roma è Dybala a calciare dalla bandierina e, Pellegrini ad insaccare alle spalle di Scuffet, la palla entra, 1-0 senza drammi con un certo gioco di coincidenze, ma tant'è, un 1-0 che galvanizza la squadra e pone l'attacco giallorosso al centro del match. Dybala si sente al centro e dispensa palloni portandosi con agilità quasi ovunque, Cristante colpisce un palo ch grida vendetta ed El Shaarawy è sempre più il Signore della fascia: monta, smonta, costruisce, ripara finché Karsdorp dalla parte opposta non fa partire il treno, palla a Cristante, cross per il Faraone, che serve Pellegrini, velo di Lukaku che con eleganza consegna il pallone perfetto per Dybala che la insacca per la seconda volta alle spalle dell'estremo difensore rossoblù. 2-0. Il Cagliari devastato dalla rapidità delle giocate di prima degli avversari, mai così precise e determinanti, preso un po' alla sprovvista prova con Prati e Petangna a impensierire la difesa,  Ranieri prova a cambiare un po' le carte in tavola, ma si vede qualcosa solo a fine primo tempo, con Rui Patricio impegnato  su Lapadula e l'ombra di un presunto rigore a fare da sfondo.
Il primo tempo si conclude così, con uno spettacolo in campo offerto da una prestazione corale, poco lavoro per le retrovie, a dimostrazione di poter contare su una fase offensiva caratterizzata da una certa intensità.
La ripresa si apre con un angolo in favore dei giallorossi, ancora Dybala sulla bandierina, testa di Cristante, braccio di Petagna: rigore. La stessa Joya realizza il gol del 3-0 che avrebbe dovuto chiudere la partita una doppietta che sa di rivalsa; se non fosse che la Roma ci ha spesso abituati a ribaltoni senza precedenti. In realtà la prestazione del primo tempo si ripete, il Cagliari sembra smarrito e cominciano i cambi, così come per la Rma: fuori Pellegrini, fuori El Shaarawy, Dybala e Lukaku vanno vicini di nuovo al gol, la Joya cercando la tripletta, ma viene sostituito prima di riuscirci; al 4-0 arriva Huijsen, mischia in area stacco del giovane su angolo di Paredes, ci sarebbe anche sul finale la realizzazione di Bove, ma il gol viene annullato per fuorigioco.
In definitiva una Roma improvvisamente più vitale e determinata, che segue una linea definita creando anche una certa densità sottoporta. Un crescendo di prestazioni dall'arrivo di De Rossi in panchina, una Roma che non soffre, comanda e lascia spazio a tutti gli interpreti di muoversi con agevolezza. Il Cagliari prova a riorganizzarsi, ma sulla catena di sinistra continuano, nonostante il risultato, a crearsi le occasioni migliori ed anche Kristensen, subentrato, organizza con più naturalezza la manovra verso la porta. Gli isolani cominciano ad innervosirsi, Zalewski subisce fallo e Nandez si confronta con aggressività con Paredes, giallo per entrambi e sostituzione per Mina che aveva causato il fallo a Zalewski. 68' sul cronometro e 4-0 per i giallorossi, mai così in avanti con il risultato, da parecchio tempo, e mai ancora così accaniti nella ricerca della porta avversaria. Ottima la fase difensiva,, e la partita che scivola fino al termine senza sussulti. Si vince con margine, bene e con gioco. Sabato c'è l'Inter, se la Roma giocasse con lo stesso piglio allora,si potrebbe vedere un match davvero interessante.
Laura Tarani

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