Alberto. Il Giornalista E L'uomo

Un giornalista serio, affidabile ed incredibilmente ironico, unico nel suo genere che ha fatto della sua passione una metafora della vita

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15/04/2018. Fu allora, che per lavoro, conobbi personalmente Alberto, un'intervista che si trasformò subito in una chiacchierata tra amici, appassionata, accorata, perché ci teneva a raccontare per bene le cose, ci teneva a farti partecipe del suo mondo che non era solo fatto di calcio, ma anche di musica e famiglia. Fu un esperimento quello della radio sportiva, nata quasi per scherzo, una sorta di “vediamo l'effetto che fa” , “magari può interessare”, fino a spopolare così tanto da veder nascere vere e proprie emittenti dedicate principalmente al calcio e ancora le trasmissioni televisive, i dibattiti tra giornalisti: si, andava orgoglioso di quella intuizione, una creatura cresciuta tra le sue mani e cullata dalla sua voce. Un giornalista serio, affidabile mai volgare e incredibilmente ironico, con quel fare garbato e sorridente che sapeva incantarti e coinvolgerti, che fosse la cronaca di un match, o il racconto di un incontro con un cantante. Alberto amava la musica, la radio per lui ha significato la realizzazione di un sogno, quello di poter conoscere meglio generi musicali, interpreti ed autori, potersi avvicinare al loro mondo e capire i loro segreti; le interviste che diventavano dialoghi di vita, pezzi di storia e aneddoti da custodire; ed ogni volta bastava una nota per aprire un dibattito musicale sulle scelte, le scale fonetiche, gli arrangiamenti. Alberto era anche questo, ed è difficile descriverlo al di fuori del suo elemento naturale giallorosso, perché per noi addetti ai lavori e più semplicemente appassionati, era un privilegio scambiare due chiacchiere con lui, imparare, “rubargli” l'arte, come se poi potesse essere facile,  aveva un modo tutto suo di raccontare, descrivere e molto si evince anche dal suo libro. In quell' intervista che gli feci per il magazine “Gol di Tacco a Spillo”, mi rimase impresso questo pensiero, mentre parlavamo dell'addio al calcio di Totti : -“L’addio al calcio di Totti. Tu c’eri. In uno stadio in lacrime, una diretta televisiva, celebrazioni da ogni parte del Mondo, a te che sei sempre stato vicino alla squadra e a Totti, la sua esperienza, il suo attaccamento cosa ti hanno lasciato?” Nel corso della mia vita mi è capitato di ripercorrere la carriera di tanti personaggi del calcio, la sua è indubbiamente la più lunga di tutta la storia e pensare che lui potesse scrivere la storia della Roma è stato per me quasi un’ispirazione. Era il 28 Marzo del 1993 Brescia-Roma, e nei minuti finali l’allora allenatore Boskov decise di far entrare questo ragazzino, io stavo facendo la radiocronaca della partita e notando il cambio esordii dicendo “è un fatto storico”, ti dicevo, come quasi ispirato dalla Dea del Calcio “Eupalla” come se avessi percepito in quel momento che quel giocatore avrebbe segnato in maniera indelebile la storia della Roma e del calcio, quasi profetico su quella che sarebbe stata la sua carriera, ma non solo come giocatore, come attaccamento alla maglia alla squadra. Totti è una metafora della vita, anche la sua favola, come tutte le cose era destinata a finire, come alla fine si sciolsero i The Beatles, George Harrison proprio parafrasando questo nel suo terzo album da solista scrisse la canzone “All Things Must Pass”, “Tutte le cose devono passare”, ripercorrendo un po’ quello che è fisiologicamente il ciclo della vita, così per il grande genio di Totti, sapevamo tutti che alla fine sarebbe finita, PANTA REI recita Eraclito, tutto scorre, un altro ciclo, un’altra vita, anche se nulla sarà come prima.- Ecco, è da ieri che ripenso a questo passo, da sempre tutto scorre e tutto passa, molto dipende da cosa lasciamo dietro di noi mentre passiamo oltre, parole, insegnamenti, esempi, l'essere ricordato nella mente dei nostri cari e non solo, identifica che tipo di persona siamo e siamo stati, e lasciare un buon ricordo significa aver fatto del bene nonostante tutto. Mi pare che con tutto l'affetto che ti sta arrivando, hai davvero fatto più di quanto potessi immaginare.
Un caro abbraccio Albé.
 Laura Tarani

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