Monza - Milan 18.02.2024

Turnover scellerato di Pioli, Palladino ringrazia

stampa articolo Scarica pdf

Chance di tornare al secondo posto per i rossoneri, che in caso di vittoria potrebbero sorpassare di un punto la Juventus, in virtù del pareggio di questi ultimi contro il Verona. L’obiettivo principale della stagione del Milan, però, è ormai diventato (per esclusione) l’Europa League e questo porta Stefano Pioli ad operare un pesante turnover, in particolare in attacco, dove l’unico “superstite” è Loftus-Cheek, a completare il reparto con Chukwueze, Okafor e Jovic.

Situazione diversa per il Monza che, già messo quasi in cassaforte l’obiettivo salvezza con largo anticipo, gioca per battere il record di 52 punti totalizzati alla sua prima stagione in Serie A e godersi serate importanti come questa. Palladino sceglie di affrontare il match con una formazione a specchio, dove l’esperto Djuric è il riferimento offensivo, con alle spalle il trio formato da Carboni, Colpani e Dany Mota.

Gli ospiti partono come se volessero mangiarsi la partita, collezionando due occasioni in cinque minuti con Jovic e Theo Hernandez: un atteggiamento che porta i brianzoli a rallentare ed abbassarsi per prendere le misure all’avversario, causando un’inevitabile stagnazione del match. La sveglia per i tifosi arriva poco dopo la mezz’ora, quando un cross apparentemente innocuo di Valentin Carboni viene quasi trasformato in oro da Djuric, che con una torsione perfetta impatta il pallone in anticipo su Gabbia e centra l’incrocio dei pali con Maignan fermo a guardare.

Dieci minuti dopo, uno duro scontro tra Di Gregorio e Andrea Carboni costringe Palladino a sostituire il portiere dopo uno stop del gioco di svariati minuti per consentire ai sanitari di entrare in campo. Un lungo “time-out” che sembra fare molto bene al Monza e tutt’altro al Milan, che concede subito un rigore molto ingenuo per un doppio intervento di Thiaw in area su Mota. Pessina non sbaglia dal dischetto e porta in vantaggio i suoi, che trovano addirittura il raddoppio durante il lunghissimo recupero concesso da Colombo, con una perfetta ripartenza conclusa da un tiro a giro di Mota.

Un rientro negli spogliatoi sotto di due reti che risultano un po’ pesanti per i rossoneri, che poco prima del raddoppio biancorosso erano andati vicino al pareggio con Jovic, la cui conclusione imparabile dall’interno dell’area era stata murata da Pablo Marì.

Preso atto del fallimento delle sue scelte iniziali, Pioli opera un triplice cambio all’intervallo per tornare ad una formazione simile a quella da lui considerata titolare, con Leao e Pulisic sulle fasce, oltre a Reijnders a centrocampo al posto di Adlì. La sua scelta di mantenere Jovic come punta, oltretutto solitaria, si rivela però infelice anche in virtù del fatto che il serbo si fa espellere per una manata in faccia a Izzo, inizialmente valutata da “giallo”, trasformato in “rosso” dopo l’intervento del VAR.

Senza più nulla da perdere, Pioli lancia nella mischia Giroud al posto di Bennacer e dieci minuti dopo viene premiato, perché il francese va a segno girando in rete una spizzata di testa di Pulisic, arrivata su cross di Florenzi. É l’ennesima “Sliding door” della partita, perché poco prima il Monza si era mangiato il goal del tre a zero, che avrebbe chiuso virtualmente la partita, a causa della poca mira di Colpani che aveva mandato fuori di testa un bel cross di Mota.

Nei finale succede veramente di tutto: a due minuti dallo scadere del tempo regolamentare, Pulisic illude i tifosi rossoneri con una rete da vero fuoriclasse, battendo Sorrentino sul secondo palo dopo essersi guadagnato lo spazio su Carboni. Sembra finita, ma quando scatta il recupero arriva la rete del nuovo vantaggio del Monza, con Bondo che fredda Maignan con una stupenda conclusione che va ad infilarsi nel “sette” a concludere un’azione partita sul filo del fuorigioco. A questo punto il Milan si sbilancia per cercare nuovamente almeno il pareggio, ma è stanco e subisce addirittura la quarta rete con Colombo, ex della partita, che supera il portiere e non esulta per rispetto della squadra nella quale è cresciuto e per cui fa il tifo.

La squadra di Pioli sciupa dunque l’opportunità di sorpassare la Juventus al secondo posto e il tecnico dimostra ancora una volta, nonostante una rosa ricca di alternative, di andare completamente in crisi quando si tratta di gestire il doppio impegno settimanale.

TABELLINO:

MONZA (4-2-3-1): Di Gregorio (43’ A, Sorrentino); Birindelli, Izzo, Marí, Carboni A.; Gagliardini, Pessina; Carboni V. (66’ Bondo), Colpani (80’ Pereira), Dany Mota (80’ Maldini); Djuric (66’ Colombo). All. Palladino

MILAN (4-2-3-1): Maignan; Florenzi (83’ Musah), Thiaw, Gabbia, Hernández; Bennacer (54’ Giroud), Adli (46’ Reijnders); Chukwueze (46’ Pulisic), Loftus-Cheek, Okafor (46’ Leao); Jović. All. Pioli

MARCATORI:

45’ Pessina (MON), 51’ Mota (MON), 64’ Giroud (MIL), 88’ Pulisic (MIL), 90’+1 Bondo (MON), 90’+5 Colombo (MON)

© Riproduzione riservata