Fiorentina - Milan 30.03.2024

Nella mediocrità generale, spiccano le qualità di Leao

stampa articolo Scarica pdf

Torna il campionato per il Milan, alla vigilia di Pasqua e dopo la pausa per le nazionali. Forte del secondo posto, con attualmente undici punti di vantaggio sulla quinta in classifica, la Roma, Pioli prosegue con il turnover volto ad avere l’intera rosa nelle migliori condizioni possibili per i quarti di finale di Europa League che si disputeranno a partire da Giovedì 11 aprile. Spazio quindi a Chukwueze in attacco, che concede un po’ di riposo a Pulisic, mentre il posto lasciato vacante da Theo in difesa è occupato da Florenzi.

La Fiorentina, che torna in campo dopo la partita rinviata contro l’Atalanta a causa della prematura scomparsa del D.G. Joe Barone, scende in campo con il classico modulo a una punta, speculare a quello dei rossoneri, dove Belotti si posiziona al centro dell’attacco con Ikoné, Beltran e Kouamé alle spalle, mentre Nico Gonzalez si accomoda in panchina dopo la trasferta con la sua Argentina. In difesa, con Martinez Quarta, Milenkovic e Biraghi, c’è Dodo, che si prende quindi la maglia da titolare al posto del gioiellino Kayode.

Parte forte il Milan, che crea due occasioni con Chukwueze e Reijnders, ma Giroud e Leao non trovano le conclusioni adatte a premiare i loro assist. La squadra ospite insiste e va vicino per due volte alla rete poco dopo il quarto d’ora, ma Terracciano è lesto a respingere i colpi di testa del nigeriano prima e di Tomori poi, con Belotti a concludere il lavoro andando a spazzare il pallone che danzava pericolosamente sulla linea dopo essere rimbalzato addosso a Leao. La reazione viola si fa attendere fino a metà frazione, quando Ikoné suona la carica e mette Belotti da solo davanti a Maignan, che respinge in angolo la conclusione dell’attaccante. Sugli sviluppi del tiro dalla bandierina, è lo stesso Ikoné a provarci, ma la sua conclusione si spegne a lato.

La partita è divertente e ricca di cambi di fronte, anche a causa di qualche errore da distribuirsi equamente tra i ventidue in campo e poco dopo la mezz’ora ci prova di nuovo il Milan, con Leao e Reinjders, ma Terracciano si fa trovare nuovamente pronto a neutralizzare le conclusioni, non irresistibili, di entrambi. Nel finale ci prova di nuovo il portoghese, con lo stesso risultato e le squadre scendono negli spogliatoi con il risultato ancora inchiodato sullo zero a zero.

Nei primi dieci minuti della ripresa entrano nelle due porte tutti i palloni che non erano riusciti ad insaccarsi nella prima frazione, inaugurando una specie di fiera degli orrori difensivi. Oscar di attore protagonista a Milenkovic, che regala prima una rete a Loftus-Cheek, rovinando a terra dopo essere cascato miseramente in un colpo di tacco nemmeno pericolosissimo di Leao, poi fa il bis facendosi lasciare sul posto proprio dal portoghese, che sfruttando la sua rapidità dribbla anche Terracciano e piazza il pallone nella porta ormai sguarnita. Un peccato, per la Fiorentina, che dopo essere andata sotto era riuscita a trovare subito il pareggio con Duncan, lasciato colpevolmente libero di calciare e bravo a freddare Maignan con un sinistro all’angolino basso.

Le due squadre continuano a darsela di Santa ragione, senza badare troppo alla fase difensiva e si nota dal grande lavoro a cui sono sottoposti i portieri. Poco dopo l’ora di gioco, è Florenzi a chiamare in causa per l’ennesima volta Terracciano, che dopo i cinque minuti di paura torna a rispondere “presente”, respingendo la potente conclusione dal limite dell’esterno. Arriva un doppio cambio in casa-Milan, dove trovano spazio Musah e Okafor, ma sono i viola a sfiorare il pareggio con una Belotti, che in precario equilibrio trova il modo di scagliare il pallone verso la porta rossonera, ma l’estremo difensore francese si fa trovare preparato e sventa il pericolo.

É il momento migliore della partita, per la squadra di Vincenzo italiano, che schiaccia il Milan nella propria area di rigore e costringe Maignan al terzo miracolo di serata, quando Tomori si fa ingenuamente aggirare su rimessa laterale e Mandragora prova a piazzarla di precisione, per poi disperarsi a causa dell’occasione mancata. Pioli getta nella mischia Pulisic, che trova la rete in ripartenza, ma partendo in posizione irregolare, mentre il tecnico dei toscani prova a dare peso specifico all’attacco affidandosi ai muscoli di Nzola, che prende il posto di Beltran. Entra anche Jovic per Giroud, ma il Milan soffre a centrocampo e sul finale del tempo regolamentare viene graziato dal subentrato Barak, che in area di rigore sbaglia la scelta e passa il pallone al nulla invece di servire Belotti, ben piazzato al centro.

I padroni di casa sono stanchissimi, dopo un lungo forcing che non ha portato a nulla e in pieno recupero concedono a Pulisic l’occasione di chiudere il match con la terza rete, che si trasforma però in un’altra possibilità di mettersi in mostra per Terracciano. Una parata inutile, perché di lì a poco arriva il triplice fischio che condanna i viola, traditi dai troppi errori commessi, in particolare i due decisivi del proprio difensore centrale. Il Milan si gode i tre punti e si porta a +6 sulla Juventus di Allegri, ancora una volta sconfitta e capace di raccogliere solo una vittoria nelle ultime nove partite disputate.

TABELLINO:

FIORENTINA (4-2-3-1): Terracciano; Dodo (89’ Kayode), Milenkovic, Martinez Quarta (88’ Barak), Biraghi; Duncan, Mandragora; Ikoné (88’ Sottil), Beltran (79’ Nzola), Kouamé (89’ Nico Gonzalez); Belotti. All. Italiano

MILAN (4-2-3-1): Maignan; Calabria, Thiaw (46’ Gabbia), Tomori, Florenzi; Bennacer, Reijnders (63’ Musah); Chukwueze (73’ Pulisic), Loftus-Cheek, Leao (62’ Okafor); Giroud (82’ Jovic). All. Pioli

MARCATORI:

47’ Loftus-Cheek (MIL), 50’ Duncan (FIO), 53’ Leao (MIL)

© Riproduzione riservata