INTER LAZIO, RESTA L’AMARO IN BOCCA PER UNA PARTITA CHE SI POTEVA VINCERE

INTER LAZIO, RESTA L’AMARO IN BOCCA PER UNA PARTITA CHE SI POTEVA VINCERE

IN VANTAGGIO CON KAMADA NON RIESCE A CHIUDERE LA PARTITA E L’INTER PAREGGIA AL 87ESIMO CON DUMFRIES.

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La Lazio ci prova, va in vantaggio ma viene ripresa in zona cesarini e permette all’Inter di fare festa completa senza uscire sconfitta nel proprio stadio il giorno della festa scudetto. Avrebbe meritato la vittoria per la gestione dei primi 70 minuti, fuori 4 big, squadra corta e compatta ma sempre pronta a giocarla vis a vis, senza remore di avere di fronte i campioni di Italia. 

Tudor rilancia Provedel in porta dopo l’infortunio, recuperato anche Gila con Patric e Casale a completare il reparto. Rovella e Vecino perni del centrocampo, Marusic e Pellegrini gli esterni a tutta fascia, Kamada e Zaccagni dietro l’unica punta Castellanos. L’Inter, a caccia del record dei punti personale in campionato, con la squadra titolare con Martinez, Thuram in attacco e Calhanoglu a dirigere l’orchestra nero azzurra.  

Al secondo minuto subito Lazio pericolosa con la pressione alta voluta da Tudor, Kamada recupera palla e offre a Castellanos, passaggio per Gila ma Mkhitaryan salva tutto. Al 3’ Thuram a tu per tu con Provedel si fa ipnotizzare dal portiere laziale e per l’Inter è solo corner. Al 5’ la Lazio va in vantaggio con un gran gol di Castellanos ma l’arbitro annulla tutto per fuori gioco dell’argentino. 14’ ancora Lazio in recupero palla con pressing alto, palla a Castellanos di Kamada, destro a incrociare ma Sommer respinge bene. 28’ Dimarco prova il destro da fuori ma Provedel respinge bene, stessa azione un minuto dopo e stessa sorte, bel tiro di Dimarco e ottima risposta di Provedel. 32’ la Lazio in vantaggio, Rovella per Kamada, incursione centrale e dal limite calcia un sinistro chirurgico che batte Sommer. Tre minuti dopo ancora Kamada che offre a Zaccagni un pallone in area, destro fuori di poco sull’esterno della rete, check del Var per un successivo fallo di Pavard mentre l’italiano calciava, per l’arbitro Sarri e sala Var non è rigore. Rimangono dubbi. Primo tempo che si che si chiude con un possibile calcio di rigore per l’Inter, Vecino scivola in area e colpisce involontariamente Lautaro che cade, per Sacchi non c’è penalty, rimane qualche dubbio anche in questa situazione. 

Secondo tempo senza cambi, al 50’ Calhanoglu prova dalla distanza ma pallone fuori. 52’ ammonito Casale per intervento falloso a centrocampo su Acerbi. 59’ Lautaro su corner dalla destra colpisce in pieno il palo alla sinistra di Provedel. 62’ pallone di Vecino che potrebbe chiudere il match, entra in area da sinistra e incrocia il destro, pallone fuori di 30 centimetri. Girandola di cambi che porterà in campo dieci giocatori nuovi per le squadra ma che avrà successo solo nell’Inter. Dentro Frattesi, Carlos Augusto, Dumfries, Sanchez e Buchanan, nella Lazio dentro i big esclusi all’inizio, quindi Guendouzi, Hysaj, Luis Alberto, Felipe Anderson e Cataldi, resta fuori Ciro Immobile. 85’ la palla che può cambiare tutta la stagione della Lazio, rilancio dalle retrovie e Castellanos s’invola verso Sommer in posizione regolare, l’argentino arriva al limite d’area ma probabilmente stanco invece di cercare Guendouzi temporeggia e si fa rimontare da Pavard, l’arbitro giudica regolare l’intervento anche se vedendo il replay prima del pallone il giocatore dell’Inter prende l’argentino, il Var non può intervenire perché fuori area. 87’ come da copione arriva il gol dei campioni d’Italia, punizione dalla fascia destra di Sanchez a cercare il secondo palo, Marusic non è pronto e Dumnfries in terzo tempo batte il terzino e pareggia i conti con Provedel immobile. La partita finisce qua con la spartizione dei punti con le speranze della Lazio di riagganciare la Roma e il quinto posto ridotte al lumicino. 

Sembrerebbe ancora una volta che sono i cambi a tradire l’allenatore Tudor, così come a Monza come tocca la squadra titolare sembra venir meno qualcosa, i cambi stavolta si chiamano Luis Alberto, Felipe Anderson e Cataldi, da sempre titolari sia con Sarri prima che poi con Tudor poi ma sembra quasi che chi subentra non abbia la garra dei titolari scelti di volta in volta, solo Guendouzi oggi è entrato subito in partita, Luis Alberto e Felipe Anderson non hanno toccato pallone. C’è bisogno che tutti remino dalla stessa parte e a Tudor c’è poco da imputare, ha preso la Lazio nona e l’ha riportata prima in zona Europa e poi addirittura a lottare per un eventuale sesto posto Champions, lui ci sta provando con idee nuove e innovative, i giocatori non sembrerebbe. Si vede pressing alto, squadra corta e pronta a lottare su ogni pallone cercando sempre la porta avversaria senza perdersi in mille passaggi, occorrerebbe forse che tutti remassero dalla stessa parte. Ora sotto con il Sassuolo aspettando i risultati dell’altra squadra della capitale per vedere se sarà quinto o sesto posto. 

Giuseppe Calvano 

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