Milan - Salernitana 25.05.2024

Ultimo tango a San Siro (per Pioli, Giroud e Kjaer)

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La partita che si è giocata ieri sera a San Siro, tra Milan e Salernitana, non è stata semplicemente l’ultima di campionato per le due squadre in campo. Si è trasformata, infatti, nell’occasione perfetta per una serie di adii e arrivederci, a partire dal saluto dei campani alla Serie A dopo due anni di permanenza.

Tra i calciatori rossoneri, si sono registrati i saluti di Giroud, già pronto a disputare una stagione e mezzo in MLS e di Kjaer: due dei grandi protagonisti del diciannovesimo Scudetto del Milan, che hanno salutato in lacrime un pubblico al quale resteranno sempre nel cuore. Una vittoria ottenuta con in panchina Stefano Pioli, l’allenatore che tra luci e ombre ha riportato un trofeo importante a Milanello dopo molti anni di sofferenza, interrotti soltanto dalla Supercoppa targata Montella, che ieri sera si è seduto per l’ultima volta sulla panchina della squadra milanese.

Un’avventura, quella del tecnico emiliano, che partì nel peggiore dei modi, portandolo ad un passo dall’esonero a fine 2019, dopo avere subito cinque goal a Bergamo dall’Atalanta di Gasperini, ma ripartita dal gennaio successivo con l’arrivo di Zlatan Ibrahimovic, capace di aiutarlo a trasformare il Milan in campo e fuori dal campo, fino al campionato vinto contro l’Inter nel 2022: punto più alto della permanenza di Pioli al Milan, che gli valse anche il premio di “Panchina d’oro” della Serie A. Dal gennaio successivo, però, qualcosa si ruppe ancora, portando i rossoneri a conquistare un deludente quinto posto in classifica in Serie A, al termine di una stagione che verrà ricordata più per le scoppole subite nei derby e per l’uscita prematura dalla Coppa Italia, che per l’approdo in semifinale di Champions League, arrivato stentando nel gioco e con l’aiuto di una serie di circostanze favorevoli.

Il vero crocevia della carriera di Pioli fu però la scorsa estate, quando la società decise di mandare via Paolo Maldini e cambiare in toto la dirigenza, mantenendo però la figura del tecnico, a cui fu assegnato un ruolo maggiormente centrale nel progetto. Una responsabilità enorme, forse cercata, ma anche difficile da gestire dal punto di vista mentale, che nel tempo ha portato l’allenatore a sentirsi più importante della squadra stessa, incapenendosi in scelte tecniche e tattiche poco adatte alla rosa a disposizione. Dopo nove mesi, si è arrivati alla situazione attuale: quella di salutare la squadra e i tifosi con in mano un deludente secondo posto dopo una stagione dove si sono contati molti più bassi che alti, al punto di portare la tifoseria all’esasperazione di chiedere una nuova guida tecnica e addirittura la curva a protestare nelle ultime giornate, arrivando ieri sera ad una contestazione generale di tutto lo stadio manifestata con fischi all’intero management rossonero, compreso lo stesso Zlatan Ibrahimovic.

Tra i saluti di chi se ne va, i sospiri di sollievo di qualcuno e i rimpianti di altri, in attesa di conoscere il futuro di entrambe le squadre, a San Siro si è svolta anche una partita di calcio, conclusasi col risultato di 3 a 3, con tanto di rimonta dei granata nel finale. Un punteggio beffardo, per i padroni di casa, arrivato al diciannovesimo anniversario della famosa finale di Champions League persa a Istanbul contro il Liverpool, dopo essere passati in vantaggio di tre reti nel primo tempo.

Per i rossoneri sono andati in rete Leao, Calabria e Giroud, che saluta il pubblico che lo ha amato in questi tre anni fermandosi a una sola rete dalle cinquanta: un bottino importante, per un calciatore arrivato tra lo scetticismo di una parte degli addetti ai lavori, che lo consideravano soltanto un giocatore a fine carriera, buono per giocare scampoli di partita o dare respiro ad un titolare più giovane. Sponda granata è stato Simy a farsi notare, con una doppietta che è valsa il pareggio nel finale, inframezzata dalla rete di Sambia. Poco prima del terzo goal della Salernitana, nel Milan avevano trovato spazio anche il giovanissimo portiere Lapo Nava, figlio d’arte dell’ex-rossonero Stefano, e soprattutto Simon Kjaer: fisicamente non pronto per disputare l’intera partita, ma a cui è stato tributato il giusto saluto facendogli calcare per l’ultima volta il prato di San Siro con la maglia che ha tanto amato.

TABELLINO:

MILAN (4-2-3-1): Mirante (43' st Nava); Calabria, Gabbia (13' st Caldara), Tomori (43' st Kjaer), Hernandez; Reijnders, Florenzi; Pulisic, Bennacer, Leao (13' st Adli); Giroud (39' st Jovic). All. Pioli

SALERNITANA (3-4-2-1): Fiorillo; Pierozzi, Pasalidis, Gyomber (30' st Pellegrino); Zanoli (37' st Legowski), Coulibaly, Maggiore (37' st Sfait), Sambia; Candreva (15' st Simy), Kastanos (15' st Vignato); Tchaouna. All. Colantuono

MARCATORI:

22' Leao (MIL), 27' Giroud (MIL), 64’ Simy (SAL), 77’ Calabria (MIL), 87’ Sambia (SAL), 89’ Simy (SAL)

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