Champions League: Come è Cambiato Il Formato Nel Tempo

Champions League: Come è Cambiato Il Formato Nel Tempo

Ripercorriamo la storia della Champions League, e in particolare del suo formato, dalle origini alla stagione 2024-2025 che porterà al debutto diverse novità.

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A partire dall’inizio della prossima stagione, la massima competizione europea non sarà più come prima. La Champions League è infatti pronta a cambiare formato, una svolta che si può dire epocale perché è una delle più significative in tutta la storia della competizione.

 

Le novità dal 2024

La nuova stagione è quella che porterà una vera e propria rivoluzione della formula della Champions League. Si passa infatti dal formato a gironi a quello con un girone unico con l’allargamento delle squadre partecipanti da 32 a 36 (che riguarda anche Europa League e Conference League).

Con un numero maggiore di squadre, il format prevede ben il 47% in più di partite giocate. Un’ottima notizia non solo per chi ama seguire le partite in tv, ma anche per chi è appassionato di scommesse calcio. Con un numero maggiore di eventi aumenteranno infatti anche le possibilità di puntata sulle gare europee.

Ci saranno dunque quattro posti disponibili in più, di cui uno va alla quinta federazione del ranking UEFA, uno ad una squadra nazionale proveniente dal percorso riservato alle federazioni non top-ranking, e due assegnati alle due federazioni con il più alto ranking per club. Questo punteggio è determinato dai risultati della stagione precedente e in questo momento in testa alla classifica c’è l’Italia, seguita dalla Germania. Il nostro Paese, quindi, avrà la possibilità di vedere qualificate cinque e non le solite quattro squadre nella prossima edizione.

 

Le origini della Champions League

Alla metà degli anni ’50 una polemica giornalistica tra la Francia e l’Inghilterra portò alla consapevolezza della necessità di una competizione europea. A seguito di alcune vittorie in incontri internazionali, organizzati come amichevoli, gli inglesi avevano infatti definito i loro club i migliori del mondo. In risposta a queste affermazioni, i giornalisti de L’Equipe, e in particolare Gabriel Hanot, proposero un torneo europeo che raccogliesse il testimone della Coppa dell’Europa Centrale, allargando la competizione a tutto il continente.

Nel 1954 fu fondata la UEFA, la società di diritto svizzero con sede principale a Basilea che da quel momento in poi si occuperà di gestire il calcio a livello europeo. La nuova entità nacque su iniziativa delle federazioni calcistiche francese, italiana e belga. Fu proprio alla UEFA che Hanot propose il progetto della nuova competizione, ma quest’ultima, appoggiata dalla FIFA, lo respinse.

Non dandosi per vinto, l’intraprendente giornalista francese convocò a Parigi i delegati delle sedici migliori squadre europee del tempo. Così la FIFA ebbe il timore di perdere il controllo sull’eventuale nuovo torneo e impose alla UEFA di organizzare la nuova competizione, che fu chiamata “Coppa dei Campioni”. Per determinare le squadre partecipanti alla prima edizione del torneo fu presa in considerazione la lista stilata dai giornalisti dell’Equipe, mentre la qualificazione tramite i campionati nazionali entrò in vigore solo dalla stagione successiva.

Per l’Italia fu chiamato a partecipare il Milan, campione d’Italia in carica, mentre la finale al Parco dei Principi di Parigi fu vinta dl Real Madrid, che divenne così la prima squadra campione d’Europa.

I cambiamenti al formato

Per oltre trent’anni, dal 1955 al 1991, era ammesso alla Coppa dei Campioni solo un club per federazione nazionale, a cui si aggiungeva eventualmente una seconda squadra se il campione nazionale era anche vincitore dell’edizione precedente della Coppa. Il torneo era a eliminazione diretta e non erano presenti fasi a gironi.

Dal 1991 debuttò un nuovo formato che permetteva di aumentare il numero di gare giocate: i quarti di finale e le semifinali furono sostituiti da due gironi all’italiana per determinare la finale. Le due squadre prime classificate in ciascun gruppo (A e B) avevano accesso alla finale.

Il successo della nuova formula portò la UEFA a chiamare la fase a gironi “UEFA Champions League”. Da notare che alla stagione di debutto il nuovo nome rappresentava solo una parte dell’intera competizione (ancora chiamata Coppa dei Campioni) e non la competizione nel complesso.

Nela successiva stagione 1993-1994 fu introdotta una semifinale incrociata tra le prime e le seconde squadre qualificate dei due gruppi. Dall’anno dopo furono introdotti quattro gruppi da quattro squadre ciascuno (per un totale di sedici) a cui seguiva la fase ad eliminazione diretta (dai quarti). Un cambiamento storico è stato apportato nell’edizione 1997-1998 con la qualificazione anche della seconda qualificata nei campionati nazionali. Inoltre, le squadre diventarono 24 suddivise in sei gruppi da quattro.

Dall’edizione 1999-2000 l’accesso alla Champions fu allargato anche alla terza classificata nei campionati nazionali e, per le migliori tre federazioni nazionali, anche una quarta squadra.

 

Come abbiamo visto, nel corso della sua storia la Champions League ha cambiato più volte formato, cercando sempre di aumentare l’inclusività e il numero di squadre partecipanti. Chissà come cambierà con le novità in arrivo quest’anno, sicuramente tra le più importanti di sempre.

Gregorio Pastorelli 

 

 

 

 

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