VENEZIA LAZIO 0 - 0

UNA LAZIO LONTANA DALLA PARTITA RIESCE ALMENO A NON PERDERE. NON E' PRESUNZIONE MA SOLO UN PASSAGGIO A VUOTO.

stampa articolo Scarica pdf

Baroni rimpiazza Castellanos, infortunato e Rovella squalificato con Noslin e Dele Bashiru confermando il resto dell’undici titolari all’infuori del portiere, dentro Mandas e per Provedel un turno di riposo. Marusic e Tavares i terzini, Gila e Romagnoli i centrali, Guendouzi con accanto Dele Bashiru, Zaccagni, Dia e Isaksen i tre avanzati con Noslin punta centrale. Per Di Francesco Oritanio sotto punta e Maric centravanti. 

La Lazio parte piano come per studiare l’avversario aspettando un guizzo, il Venezia che si aspettava una Lazio arrembante si ritrova con un possesso palla ossessivo ma privo di guizzi in avanti. Partita noiosa fino al 22° quando il guizzo è arrivato, Zaccagni entra dalla fascia verso il centro con il solito dribbling, da numero 10 offre un assist in aerea piccola a Dia che si era inserito alla perfezione, stop e davanti ad un Radu oramai disperato calcia un sinistro altissimo da 2 metri. Potrebbe essere la scintilla che svegli l’undici biancoceleste e invece si ritorna al torpore dei primi 20 minuti. Al 38° infortunio per Dele Bashiru, per Belahyne è l’occasione per esordire con la maglia della lazio essendo arrivato alla fine del mercato di gennaio dal Verona. Un primo tempo dove solo Isaksen prova a dare la scossa ma purtroppo non è sempre preciso per l’ultimo passaggio, Noslin non l’ha mai vista e il centrocampo con Dele Bashiru  non è in grado di supportare e creare gli strappi che creava con Rovella.  

Secondo tempo e subito cartellino per Guendouzi per pestone a Idzes. Il Venezia inizia capire che la Lazio non è in giornata e che deve provare a cercare la vittoria. 53° flash di Isaksen con il sinistro, Radu devia in angolo. Fuori Tavares e Noslin per Pedro e Lazzari. 60° prima palla per Maric che di testa non trova la porta di Mandas, il Venezia ci crede e al 65° Maric ci prova ancora di testa anticipando Mandas, palla fuori di poco. 74° ancora Venezia, Oristanio dribbla Romagnoli e calcia, Mandas devia in angolo. Altri cambi per le squadre ma il risultato non si sbloccherà fino al 94esimo. 

La Lazio voleva fare la grande squadra che con il minimo sforzo portava a casa i tre punti ma non ha fatto i conti con il Venezia, che forse se ci avesse creduto di più poteva portarsi a casa anche la vittoria. La Lazio fino ad ora ha fatto tante partite, tante vittorie, un girone di Europa League fantastico, qualche caduta brutta e inaspettata, derby e Inter in casa su tutte, qualche sconfitta dovuta a decisioni arbitratrali discutibili. L’asticella si è alzata inevitabilmente, da mina vagante e senza pressioni si è trovata e si trova davanti la strada delle conferme, ma salgono le aspettative e non sempre si risponde presente. Oggi Venezia, poi Inter in Coppa Italia, poi Milano con il Milan e il doppio impegno di Europa, forse i ragazzi di Baroni hanno pensato di gestire, di non metterci tutto quello che avevano per risparmiare forze, quello che di solito fanno le squadre consolidate per vincere i campionati ma non funziona così, con i se i ma non si va da nessuna parte, Dia oggi a metà primo tempo poteva portare la Lazio in vantaggio e l’inerzia della partita poteva cambiare, ma non è successo, la Lazio ha costruito pochissimo, cosa strana viste le numerose palle gol a partita create in passato, non sono arrivati i tre punti ma un piccolo passo in avanti su Bologna e Milan, sconfitti, è stato fatto. Aspettiamo la Juventus ma non gettiamo nessuna croce su Baroni e la Lazio, incidente di percorso e nemmeno tanto grave, testa a martedì, una partita alla volta e nessuna ulteriore pressione, la Lazio è giovane ma anche tosta, non ci saranno ripercussioni. 

Giuseppe Calvano 

© Riproduzione riservata