Il non mollare mai è inno da sempre della curva nord, il non morire mai è il timbro di mister Baroni in questa stagione, parecchi laziali sono chiamati a fare attenzione alle coronarie perché questa squadra non molla fino alla fine, anche in nove contro undici va a vincere in trasferta in un campo di patate e mette una serie ipoteca al passaggio del turno in EuroLeague.
Non era un campo facile, delle ultime 13 in casa il Viktoria ne ha persa soltanto una, giocano da squadra in un manto che di erba ne vede davvero poca, buche e avvallamenti sparsi per il terreno di gioco ma una identità che mette soggezione a chiunque scenda in campo come ospite. La Lazio ha messo in mostra, per meglio dire ci ha provato, il suo gioco fatto di palleggio e ripartenze veloci, ha trovato il gol da calcio piazzato e se ne è divorati almeno altri 2 solo nel primo tempo, non chiudendo la partita gli uomini di casa hanno stretto la morsa con il loro pressing e una volta trovato il pareggio hanno provato a vincere. La doppia espulsione, Rovella e Gigot, poteva tagliare le gambe ai biancocelesti, il cuore della squadra di Baroni si è visto al 98esimo, Guendouzi sulla trequarti avversaria poteva andare verso la bandierina e perdere tempo, invece ha cercato Isaksen per il dai e vai, il danese al contrario ha sterzato in area, dribblato il difensore e trovato un tiro a giro imprendibile per il portiere del Viktoria. La Lazio è questa, lotta e rischia, non si arrende nemmeno al pareggio in 9 contro 11 e va sempre alla ricerca della vittoria ad ogni costo, può sembrare rischiosa la cosa ed infatti lo è ma ai laziali piace cosi, da infarto in ogni partita.
Romagnoli aveva aperto le marcature su assist di Noslin da corner, gol studiato tatticamente e ben riuscito, le scelte di Baroni sono state chiare, non si snatura la squadra anche cambiando elementi importanti. Provedel in porta dopo le 2 partite di Mandas, Gigot e Romagnoli centrali con Marusic a destra e Nuno Tavares a sinistra, Guendouzi e Rovella metronomi a centrocampo, Noslin di punta con Dia a supporto, Pedro a sinistra e Isaksen a destra. Al 14’ il Viktoria era anche passata in vantaggio ma il Var dopo aver richiamato l’arbitro alla tv ha annullato per fuorigioco non giudicando il tocco di Marusic determinante. La Lazio palleggia aspettando la giocata in verticale, Nuno Tavares non si accende, Pedro fa tanta fatica con un campo pessimo cosi come Isaksen, però i padroni di casa non impensieriscono più di tanto Provedel e si aspetta l’episodio. Al 18’ Romagnoli di testa è lo schema sblocca partita, Dia ancora non tanto in vena realizzativa anche se da una grande mano dietro si divora il 2 a 0 dopo una bella azione corale Pedro Noslin Dia, al 31’ il pallone facile è per Isaksen, il danese non riesce controllare di sinistro un retropassaggio azzardato di un difensore ceco, tutto solo senza avversari è stato davvero un peccato non segnare il raddoppio. La partita resta in bilico, nella ripresa il Viktoria ci prova e ci crede alla rimonta, il pareggio di Durosinmi è un grave errore di Provedel nel giudicare il cross da calcio piazzato, Tavares tiene in gioco il giocatore del Viktoria che di testa realizza facile. La squadra di casa comincia a pressare alta, il campo non gli crea problemi perché non si tratta di palleggiare ma di correre non facendo ragionare la Lazio, Rovella si fa espellere per un calcio in faccia a Sulc, Gigot altro rosso per entrataccia a piedi uniti. La Lazio prova ad alzare un muro con i cambi, dentro Vecino, Lazzari, Tchaouna e Patric ma non cambia il suo modo di essere, al 98esimo il non andare verso la bandierina ma cercare il gol vittoria la dice lunga sulla mentalità inculcata da Baroni, si deve sempre puntare al All’In, mai accontentarsi. Non sappiamo se alla lunga sarà una scelta azzardata ma per ora i tifosi si godono una Lazio che, ripetiamo, non molla mai e soprattutto non muore mai. Ora il ritorno ma prima il campionato, c’è una Juventus da riprendere e sorpassare.
Giuseppe Calvano
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