Roma Verona Serie A Tim 2025/2026

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Il Verona segna la rinascita di Dovbyk

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Dopo la vittoria nel derby, un match giocato sul filo dell’emozione e vinto per la grande prova di coraggio e dedizione di Lorenzo Pellegrini, la Roma affronta il Verona reduce dall’ottima prova contro la Juve. Zanetti si propone con un 3-5-2, guidato in attacco da Orban e Giovane e con un centrocampo con Akpa-Akpro in grande forma supportato da Bradaric e Belghali, la difesa conta un Nunez che riesce in più riprese a mettere in difficoltà la squadra di Gasperini. Dal canto suo la Roma si fida da subito nell’impiegare Dovbyk come prima punta, solo davanti a Soulè e Pellegrini. Difesa classica a tre con Celik, Mancini e Ndika, laddove il centrocampo a cinque farà da sponda con Angelinho, Cristante, Konè e Wesley. Un primo tempo che parte subito in quinta, appena sette minuti e la sblocca proprio Dovbyk, che dopo un cross parabolico di Celik , la tocca di testa e la mette nell’angolino a beffare Montipò. La partita sembra prendere subito la strada giusta, ma la squadra di casa perde intensità, si spegne e comincia subire un po’ le ripartenze del Verona che, con Orban, mette a dura prova una difesa in evidente difficoltà. Un po’ ferma, a tratti lenta nella costruzione dell’azione, la Roma regge abbstanza bene dimostrando se non altro una discreta organizzazione tra i reparti; il Verona gioca di prima, veloce e istintivo, si propone con arroganza e difende con grande intelligenza, gioca sui rimpalli e sfrutta gli errori, manca l’esperienza che serve a trasformare la fame di gol in capacità realizzativa. Il centrocampo giallorossa si divide spesso le cariche cercando di conformarsi alle possibilità regalate dal campo. Il primo tempo però si conclude con l’uno a zero della Roma e l’idea di un avversario ostico e fastidioso. 


 


Nel secondo tempo il Verona sostituisce l’ammonito Akpa-Akpro, con Gagliardini che, non perde tempo nel farsi notare rimediando quasi subito anche lui un giallo. La partita segue l’andamento della seconda parte del primo tempo; poche azioni degne di nota, una discreta gestione del campo, ma poco mordente da parte della Roma, per chiudere il match con un passivo più pesante. Gasperini allora si sbilancia cambiando un po’ le carte in tavola Ferguson per Dovbyk, Tsimikas per Agelinho, ed Hermoso per Wesley. In realtà è il Verona a prendere coraggio ed osare in maniera più incalzante, ed è proprio Orban a mancare l’occasione grazie all’ottima uscita di Svilar, laddove il Verona continua ad alzare il baricentro e costringere i giallorossi nella loro metà campo; al 74’ occasione d’oro per Ferguson che dopo un filtrante di Pellegrini perde il tempo e fallisce una possibile realizzazione partita dal contropiede di Ferguson che, scambiando con il trequartista prova a far salire la squadra. Salgono i ritmi da una parte e dall’altra, Nelsson e Nunez dimostrano un buon controllo della difesa rimandando a centrocampo l’azione. La Roma cresce, anche grazie ai subentrati che provano a sfruttare al meglio il gioco sulla fascia; ed è al 78’ che Ferguson conquista palla per un cross sui piedi di Konè, carambola nella mischia sottoporta e palla sulla traiettoria di Soulé che la spinge in fondo alla rete, 2-0 per la formazione di Gasperini e Roma rinvigorita dal risultato che spinge con insistenza per chiudere definitivamente il match. >Esce Soulé per Crampi, entra El Shaarawy che si mette subito in mostra provando dalla fascia un tiro incrociato direttamente in porta, intercettato all’ultimo dal portiere avversario che nega di fatto il tre a zero definitivo. Squadra più equilibrata in questo ultimo scorcio di partita, dopo cinque giornate si comincia a vedere una Roma più strutturata con interessanti spunti da prendere in considerazione, come l’impiego prolungato dei difensori in fase offensiva; ne risulta che ad oggi alcune delle azioni più significative, anche a livello realizzativo, arrivino proprio dall’inserimento di alcuni elementi non proprio arruolati per quella funzione specifica, così è anche Cristante a sfiorare di nuovo il gol  con un destro angolato salvato di nuovo dall’ottimo Montipò. Nonostante gli ulteriori cambi, il Verona non riesce a risollevare le sorti della partita, fatta eccezione per l’ottimo Orban che, su punizione, trova il gol con una deviazione di testa. L’esame al VAR annulla la realizzazione per fallo di mano ed il match, già abbondantemente arrivato oltre il recupero, viene assegnato ai giallorossi che salgono così momentaneamente primi in classifica a 12 punti insieme al Napoli che stasera incontrerà il Milan. Una settimana particolare, positiva e di grande impatto, si gioisce ma si dovrà lavorare sulle sbavature che hanno spesso portato la squadra in sofferenza cercando di coprire il campo con più astuzia. L’ingresso di Ziolkowski al posto di Ndika –in attesa di esami strumentali- ha caratterizzato un rischio nei confronti di una criticità che nel corso dell’anno si presenterà con regolarità, nell’economia di una squadra impegnata su tre fronti, la valutazione del rischio dovrà restare una costante da qui alla prossima finestra di mercato; ogni partita è a sé, a volte la risposta dei singoli non sembra essere esattamente quella prevista, la speranza è che si riesca a tenere un ritmo sostenuto il più a lungo possibile. Menzione particolare per la prova dell’ottimo Svilar, una crescita importante del portiere che sta diventando una certezza nella difesa, un elemento capace di gestire un reparto che non poche volte, si è lasciato andare a sbandamenti e distrazioni fatali. Il prossimo match ci darà qualche informazione in più per avere un quadro sempre più definito. 


 


 Laura Tarani 


Contributo fotografico: web 

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