Si potrebbe quasi dire che la Roma sia, ora più che mai, "Nel nome del Faraone". Proprio mentre i giallorossi sembravano aver perso smalto e carisma, nel momento in cui piedi e gambe sembravano aver perso mordente, entra El Shaarawy e la squadra ricomincia a correre, sfruttare i corridoi laterali e spingere la palla verso la porta, portando la prima vittoria casalinga in Europa sul cartellino di Gasperini e 9 punti in classifica generale che la portano tra le prime 8 del girone unico. Grande festa? forse a metà o comunque strozzata proprio dall'allenatore che non si ritiene soddisfatto della prestazione, chiedendo maggiore concentrazione ed impegno, ad un gruppo che ora più che mai diventa l'osservato speciale da battere.
Domenica, con il Napoli affamato e Gasperini in tribuna, si dovrà puntare sulla migliore formazione possibile; anche se stasera contro il Midtjylland serviva una vittoria netta che ribadisse, anche alla capolista del girone, che la Roma c'è e non ha nessuna intenzione di arrendersi. Così Gasperini schiera l'infaticabile Svilar ed una difesa a tre che vede Ghilardi partire dal primo minuto con Mancini e Ndika a fare buona guardia. A centrocampo Gasperini rinuncia a Cristante in favore di Celik, a sorpresa El Aynaoui, Konè e Wesley; torna anche Dybala come prima punta, affiancato sulla trequarti da Pellegrini e Soulé. Il Gioco del tecnico giallorosso comincia a delinearsi, si lavora il pallone partendo dal basso ed innescando il centrocampo a seguire l'azione fin dentro l'area piccola, con un continuo gioco di osmosi che porta i giocatori a rientrare velocemente e scattare in avanti palla al piede, evitando traversoni improbabili in favore del possesso palla e di una serie di cross bassi e controllati che permettono una maggiore gestione del gioco e della difesa avversaria; nasce così il primo gol giallorosso, con un assist di Celik al 6'per El Aynaoui che di destro la infila in porta. Un gol di grande capacità tecnica e freddezza atletica. L'uno a zero è servito, anche se forse ci si aspettava arrivasse da Dybala, chem dopo diversi giorni di assenza, sembra aver ripreso un ritmo importante sfruttando proprio le progressioni e proponendosi davanti alla porta. Purtroppo il gol mette la squadra della Capitale, in una posizione privilegiata che, non dovrebbe far stare proprio tranquilli, ma che porta il gioco ad avere un'alternanza di intensità pericolosa, nonostante il possesso palla sia a favore dei giallorossi. Gli ospiti fanno il loro, propongono un gioco molto rapido con marcature serrate ed interventi duri, una squadra che sa di poter dire la sua avendo dominato con sicurezza nei match precedenti a quello contro la Roma. Esce Koné per infortunio, colpa di un contrasto feroce da parte di Castillo.
Un match sentito da entrambe le parti, voglia di mantenere il primato per l'una, necessità, voglia, grinta e rivalsa dall'altra, con Dybala che nel secondo tempo sfiora il secondo gol. Purtroppo l'ambizione di poter fare meglio. viene strozzata dal tecnico che, visto il calo fisiologico e vista la necessità di effettuare cambi strategici, preferisce all'argentino a Pellegrini e Soulé, Ferguson, El Shaarawy e Bailey.Il Faraone lancia la carica, dando una spinta diversa e creando nuovo gioco sulla fascia, il Midtjylland va in confusione, cerca di rafforzare le marcature, ma il gioco ormai va in un'unica direzione grazie anche all'inserimento di Tsmikas che al 38' del secondo tempo, serve il Faraone con un palla perfetta, destro delicato e 2-0 per la Roma. Paulinho accorcia le distanze e la Roma va in sofferenza, fatica e tensione regalano minuti finali non proprio sereni, ma la Roma porta a casa un grande risultato.
Laura Tarani
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