LAZIO DERUBATA

PAREGGIO A TEMPO SCADUTO FRIULANO VIZIATO DA UN EVIDENTE FALLO DI MANO, CLASSE ARBITRALE SOTTO ACCUSA. DURO COMUNICATO DELLA S.S. LAZIO

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IL comunicato 

“Nel rispetto del lavoro e dell’impegno della classe arbitrale, continuiamo a registrare con crescente amarezza una serie di errori sempre a nostro sfavore, ripetuti e difficili da comprendere. La S.S. Lazio chiede rispetto, uniformità di giudizio e maggiore attenzione: episodi che stanno incidendo in modo evidente sul lavoro della squadra e sull’equità della competizione, generando rilevanti danni economici al Club e ledendo profondamente la passione, l’impegno e i sacrifici di una tifoseria che sostiene questi colori, in ogni stadio e in ogni contesto" 

Tutto nell’ultima azione, 95esimo di gioco, la Lazio che non deve vincere la partita. 

Arbitro assolto perché non richiamato al Var a rivedere, il colpevole nascosto in un gabbiotto chiamato Var diretto probabilmente da remototutto fila liscio, nessun colpevole, risultatola Lazio non vince e obbiettivo raggiunto. 

Nessuno chiede favoritismi o aiutini, la realtà è che nei confronti della Lazio, nei confronti di Lotito è in atto un attacco a depotenziare la forza di una squadra di calcio che si regge sulla propria forza economica, che non chiede prestiti, che non crea debito e quindi interessi passivi pesanti che stanno reggendo il calcio a livello mondiale e in più avendo contestazione da parte della tifoseria perenne non si riesce a fare fronte comune contro un sistema che non prevede certe dinamiche che non siano da calcio moderno. 

Ci piacerebbe commentare della spendita prestazione di Cancellieri sulla fascia destra, delle indecisioni folli di un Mario Gila che dimostra di essere un grande difensore ma che ha la testa da un’altra parte e si vede. 

 Annotare che la Lazio di Sarri, del primo non prenderle come dimostrano i 9 clean sheet stagionali, sia a volte noiosa, prevedibile e che prima di inventare una giocata la palla passa da 15 piedi diversi in gioco lento e ripetitivo 

Osservare di come Noslin non sia una riserva del Taty, è in forma, corre, pressa e con un pochino più di narcisismo avrebbe potuto sbloccare la partita in più di una volta nel primo tempo.  

Avremmo potuto criticare Sarri dei cambi tardivi, si poteva risparmiare Zaccagni per un giocatore fresco, per esempio, rischiare un giovane della primavera a centrocampo oppure cambiare modulo per sopperire alla mancanza ossessiva dei centrocampisti. 

  Avremmo potuto discutere sul fatto di decidere si Isaksen sia un giocatore da Lazio o no, il gol che non segna nel finale dimostra la sua ancora non esperienza nell’essere e diventare decisivo.  

Si poteva spiegare con grande emozione l’enorme cuore dei tifosi biancocelesti giunti in quel di Udine, tanti, uniti in un solo grande immenso gridare “Lazio” dominando e annichilendo i tifosi avversari, al Friuli si sentivano solo Loro. 

Invece no, una decisione facile, un var che richiama l’arbitro al 95esimo e il signor Colombo che una volta guardato il replay, annulla giustamente il pareggio friulano e la partita sarebbe finita con la vittoria della Lazio, forse non meritata del tutto visto il gol scaturito da una deviazione che ha visto soccombere il quarantenne. Padelli ma forse legittimata dalla mancata scaltrezza di Isaksen nel farsi parare il 2 a 0 a tu per tu con il portiere Friulano.  Partita rovinata, ne sentiremo martedì nel famoso open Var di come tutto sia filato liscio e giusto e quindi probabilmente chi scrive ha sbagliato aggettivo. 

Giuseppe  Calvano

 

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