Il titolo, per chi ci tiene davvero, dovrebbe essere mortificati, avviliti.
Lo scempio che è andato in scena ieri sera all’Olimpico è stato devastante per chi alla Lazio ci tiene davvero, chi ci vive di Lazialità, chi non campa con la Lazio, chi il giorno dopo la partita ci pensa e ci ripensa e non si dà una spiegazione.
La cosa più brutta per chi era allo stadio? Il giro finale dei giocatori che, partendo dalla sud, hanno fatto il giro di campo per salutare i tifosi, come se la sconfitta fosse scaturita come può terminare una partita di calcio, dopo una lotta serrata il più forte vince. invece no, ci si è arresi subito, alla prima difficoltà, senza lottare.
Il gol a freddo dopo 90 secondi di possesso palla comasco ha gelato giocatori, tecnico e tifosi. Qualcuno in tribuna ha pensato subito a una pronta riscossa e invece sono venuti fuori tutti i difetti di questa Lazio, direzione tecnica compresa. Per ben 95 minuti non si è riusciti a capire come fare pressing per arginare il giro palla del Como, giro palla che è diventato un torello dopo il raddoppio comasco di Nico Paz. Un torello che ha messo in mostra tutti i limiti di questa squadra, dal suo tecnico, pluripremiato con scudetti e coppe, che non ha trovato una contromisura sapendo prima come avrebbe giocato Fabregas, dalla squadra, piena di alibi costruiti nel tempo grazie a una contestazione continua nei confronti della dirigenza ma mai dei giocatori.
Lotito parla, Sarri parla, il direttore sportivo parla, i giornalisti parlano, non scrive quasi più nessuno con il libero pensiero e alla fine i calciatori navigano a vista e probabilmente si è perso anche quel senso di appartenenza che per esempio uno come Milinkovic Savic è restato a Roma per tanti anni, così come per Ciro Immobile. Oggi come oggi, Guendouzi arriva e dopo 2 stagioni parte con plusvalenza così come il Taty, a certe offerte giustamente non si può rinunciare e loro non hanno problemi a cambiare aria sapendo che non esiste nessun legame con l’ambiente.
La situazione non è per niente simpatica, c’è una curva che osanna il proprio tecnico che sta perdendo 0 a 2 in casa propria, una parte della stampa che porta avanti il “Libera la Lazio”, un Presidente che dichiara che comanda lui e non ascolta nessuno. Tutte contraddizioni che possono esistere solo nel mondo assurdo del calcio, specialmente nel mondo Lazio. Perche? Perche probabilmente che diceva che per risolvere il problema bisogna seguire i soldi aveva visto lungo e giusto.
E il tifoso medio? Quello che pensa alla Lazio solo nel fine settimana e non ascolta radio o siti? Non ha più senso di esistere? Allora si sta davvero andando alla deriva e prepariamoci al peggio, i soldi vanno e vengono, i fondi quando troveranno altri modi per fare soldi lasceranno il mondo del calcio e troveremo solo macerie.
Giuseppe Calvano
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