Verona, città più volte “fatale” per i rossoneri. I corsi e ricorsi storici portavano anche oggi la truppa di Allegri a giocarsi una buona fetta di qualificazione in Champions League nella città di Romeo e Giulietta, coi locali chiamati a scendere in campo per dare senso ad una stagione sciagurata, che li vede già praticamente retrocessi in Serie B.
Il tecnico degli ospiti, pur tornando ad ancorarsi al modulo che ha fatto padrone durante la stagione, decideva di cambiare qualche interprete. In difesa era il redivivo Gabbia a prendere il posto di De Winter, protagonista in negativo della sconfitta contro l’Udinese, mentre sull’esterno di sinistra era chiamato ad un ruolo di titolare Athekame, al posto di Saelemaekers, con Leao e Pulisic confermati davanti. Modulo a specchio per Sammarco, che operava tre cambi rispetto alla formazione sconfitta dal Torino, puntando sulla coppia Belghali – Orban per dare peso al secondo peggior attacco del campionato, alla pari del Pisa, davanti soltanto a quello del Lecce per goal siglati.
Partenza sprint del Milan, che cercava subito la rete sull’asse Pulisic-Leao, col passaggio dello statunitense leggermente troppo lungo per essere raggiunto dal compagno, che comunque lo ringraziava con un cenno d’intesa. Portoghese nuovamente centrale, nella manovra offensiva e molto cercato dai compagni di squadra, in particolare da Modric: molto attivo sia in fase offensiva che difensiva nella prima parte del match, nonostante la marcatura molto stretta riservatagli dagli uomini di Sammarco.
La prima mezz’ora si esauriva comunque senza particolari squilli ed era Pulisic a provare a suonare la sveglia con un bel pallone in profondità per Fofana, ma il francesce non era preciso nel servire il connazionale Rabiot, permettendo a Montipò di chiudergli la traiettoria di tiro. Una situazione del tutto estemporanea, nell’ambito di un primo tempo dove i rossoneri non sembravano avere la verve che ci si dovrebbe aspettare da una squadra che ha l’occasione di portare a casa una grossa fetta di qualificazione per l’Europa che conta, ma al contrario si limitavano ad un palleggio scolastico e senza spunti, facendo il gioco della difesa avversaria.
Per trovare il vantaggio in questa situazione, il Milan aveva bisogno come sempre della giocata di un campione e in questo caso è arrivata da uno dei più continui e affidabili della squadra: Adrien Rabiot. Bellissima la combinazione dettata dal francese, partito basso a centrocampo per servire Leao e chiamargli il triangolo con un inserimento veloce e perfetto a tagliare la difesa avversaria per ricevere il pallone di ritorno dal compagno di squadra e metterlo in porta senza dare scampo a Montipò. Una rete che sulla carta sembrava destinata ad aprire la difesa dei gialloblu, che invece per poco non trovavano il pareggio in pieno recupero, quando ci voleva il miglior Maignan per chiudere la porta in faccia a Belghali, partito con grande tempismo sul filo del fuorigioco e lanciato a rete.
La ripresa cominciava sotto una fitta pioggia e un cambio nelle file del Verona: Bradaric lasciava il campo in favore di Vermesan, giovane attaccante rumeno già in grado di farsi notare con le rappresentative giovanili della propria nazionale.
Secondo tempo dove ci si sarebbe potuto aspettare una squadra ospite maggiormente propositiva, sulle ali del vantaggio acquisito, ma i padroni di casa non commettevano l’errore di scoprirsi e, mantenendo lo stesso atteggiamento, riuscivano a tenere sempre sotto pressioni gli avversari, consci di quanto il risultato fosse più importante per i rossoneri, che per loro.A metà frazione ci voleva un intervento di Maignan per tenere in piedi il risultato, proprio su conclusione del nuovo entrato, ma il vero miracolo era di Matteo Gabbia, che a cinque minuti dalla fine salvava il risultato chiudendo lo specchio della porta ad Orban in scivolata, sulla conclusione a botta sicura che sarebbe stata imparabile per il francese. Proprio il centrale aveva pure trovato la rete in precedenza, segnando di testa su un bel cross di Saelemaekers, ma l’arbitro aveva annullato per una precedente posizione di fuorigioco da parte di Gimenez.
In finale tutt’altro che povero di emozioni, prima era lo stesso Orban a provarci e venire murato da Modric, poi ci provava Saelemaekers (ottimo il suo impatto) ma Valentini fermava il pallone sulla linea. Dopo quattro minuti di recupero, la partita giungeva quindi alla sua conclusione, con tre importantissimi punti portati a casa da parte della squadra di Allegri, nervosissimo a fine partita per la brutta prestazione dei suoi, ma consapevole di avere messo una bella ipoteca sulla qualificazione alla prossima Champions League, appaiando il Napoli al secondo posto e soprattutto scavando un fosso di otto punti dalla quinta posizione in classifica.
TABELLINO:
VERONA (3-5-2): Montipò; Edmundsson, Nelsson, Valentini; Oyegoke (21’ Lirola), Akpa Akpro (64’ Al Musrati), Gagliardini (83’ Lovric), Bernede (83’ Isaac), Bradaric (46’ Vermesan); Belghali, Orban. All. Sammarco
MILAN (3-5-2): Maignan; Tomori, Gabbia, Pavlovic; Athekame (63’ Saelemaekers), Fofana (63’ Ricci), Modric, Rabiot, Bartesaghi; Leao (63’ Gimenez), Pulisic (80’ Nkunku). All. Allegri
MARCATORI:
41’ Rabiot (MIL)
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