Milan - Cagliari 24.05.2026

Sfuma il sogno Champions League per i rossoneri

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Clima rovente a Milano, in uno stadio di San Siro reso tale dal caldo esploso dagli ultimi giorni e dal rinnovo della protesta della curva contro Furlani. In questa situazione, il Milan ospitava un Cagliari già salvo, ma non certo venuto dalla Sardegna per fare un bel viaggio in aereo e pronto a scombinare i piani dei rossoneri, che necessitavano dei tre punti per ottenere la qualificazione matematica in Champions League.

Massimiliano Allegri era dunque chiamato a scelte pesanti e difficili, a partire dalla titolarità di Nkunku a scapito di Leao, dato in probabile partenza la prossima estate per i noti problemi con la tifoseria. Al suo fianco Gimenez, dato in gran forma in allenamento, ma ancora a secco di goal quest’anno, mentre a centrocampo riprendea il suo posto Saelemaekers, nonostante la bella prestazione di Athekame a Genova.

Formazione a specchio per l’allenatore dei sardi, Pisacane, che per l’attacco sceglieva la coppia formata da Sebastiano Esposito e Borrelli, mentre sulla fascia stupiva l’assenza dai titolari di Marco Palestra, probabilmente protetto da infortuni in vista del mercato estivo. 

La partenza del Milan era di quelle benauguranti, andandosi subito a guadagnare un cartellino giallo per fallo di Ze Pedro su Nkunku a centrocampo, ma soprattutto il goal del vantaggio targato Alexis Saelemaekers. Il belga, da molti considerato uno dei problemi del girone di ritorno negativo della squadra, ritrovava dunque la rete proprio nella serata più importante, beneficiando dell’assist di un altro dei grandi misteri della squadra di Allegri: Santi Gimenez, milanista fino al midollo, ma frenato per tutta  la stagione dai problemi fisici.

Se il buongiorno si vede dal mattino, evidentemente la stessa cosa non lo è per una buona serata, perché il goal del vantaggio sembrava quasi spegnere i padroni di casa, dando modo agli avversari di crederci e pungere al ventesimo minuto, quando Borrelli approfittava della dormita contemporanea di Gabbia e Maignan, fermo a guardare, per spedire il pallone alle spalle di quest’ultimo, che poco prima era stato l’autore di una parata importante su Gaetano, spedendo il pallone in angolo, ma suo malgrado creando i presupposti per quanto accaduto poco dopo.

A metà frazione, il Milan provava a dare la scossa e andava vicino alla rete del nuovo vantaggio prima con Nkunku, che la sparacchiava su Caprile in uscita e poi con Fofana, che si addormentava in area col pallone soltanto da spingere in porta. La paura presente nelle gambe della squadra di Allegri era percepibile dai molti errori commessi, così come dalla timidezza estrema di Bartesaghi, che sulla sinistra pareva non avere il coraggio di superare la metà campo. Emblematico il fatto che, l’unica volta in cui si decideva a farlo, riusciva a servire Rabiot con un bel colpo di tacco che il francese trasformava in un assist per Gimenez, il cui movimento sul primo palo risultava tardivo per andare alla conclusione.

All’intervallo, proprio l’attaccante messicano veniva lasciato negli spogliatoi quasi fosse il padre di tutte le colpe della squadra, per fare spazio a Pulisic, puntando sull’attacco leggero, ma era ancora una volta il Cagliari ad andare in rete con Juan Rodriguez dopo dieci minuti, ancora una volta su calcio da fermo, con la difesa in fase d’ipnosi collettiva. Un’ipnosi che a questo punto calava definitivamente su tutta la squadra rossonera, che Allegri provava a svegliare con una serie di cambi offensivi, tardivi e quasi disperati, dopo un’intera stagione ad affdarsi alle giocate dei singoli sperando che potessero togliere le castagne dal fuoco ad una squadra completamente priva di qualsivoglia schema tattico. 

La pietra tombale di una partita che il Milan non riusciva a rimettere in piedi nemmeno con tutto l’impegno del mondo e che si perdeva in una serie di giocate affrettate e sbagliate, senza una parvenza di gioco ragionato e che avrebbe potuto finire con un passivo peggiore, se Mendy non si fosse addormentato davanti a Maignan, a quattro minuti dalla fine del tempo regolamentare, con la possibilità di mettere il pallone in porta in completa solitudine.

A San Siro finiva dunque in tragedia sportiva, con Allegri che vedeva svanire la Champions all’ultima giornata e, con essa, probabilmente la sua permanenza sulla panchina rossonera, dato che arrivare nelle prime quattro era l’unica cosa che gli era stata chiesta dalla società, dopo essere uscito malamente dalla Coppa Italia e dalla Supercoppa di gennaio. Si prospetta dunque l’ennesima rivoluzione estiva per un Milan senza né capo, né coda, che il prossimo anno dovrà giocare di giovedì, probabilmente senza Modric e tanti altri protagonisti di quest’anno, in positivo e in negativo.

TABELLINO:

MILAN (3-5-2): Maignan; Tomori (61’ Athekame), Gabbia, Pavlovic; Saelemaekers, Fofana (68’ Leao), Jashari (62’ Modric), Rabiot, Bartesaghi; Nkunku (61’ Fullkrug), Gimenez (46’ Pulisic). All. Allegri

CAGLIARI (3-5-2):
Caprile; Zappa, Mina, Zé Pedro (63’ Palestra), Obert; Juan Rodriguez (62’ Dossena), Adopo, Gaetano, Deiola (74’ Mendy); Esposito (95’ Felici), Borrelli (74’ Sulemana). All. Pisacane 

MARCATORI:

2’ Saelemaekers (MIL), 20’ Borrelli (CAG), 56’ Juan Rodriguez (CAG)

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