La prima ufficiale di Ruben Amorim sulla panchina del Milan vedeva i rossoneri impegnati a Torino contro i granata, guidati da Ignazio Abate, grande “ex” protagonista dello Scudetto targato Allegri da calciatore e autore di un ottimo lavoro nelle giovanili della squadra milanese tra il 2021 e il 2024, prima di vedersi dare il ben servito per motivi ancora da chiarirsi completamente.
L’allenatore portoghese, che a livello di carattere e gestione dello spogliatoio ricorda molto il suo poco fortunato predecessore Paulo Fonseca, sceglieva di non farsi condizionare dagli umori dei tifosi e schierava subito titolare Maignan, dopo le grandi polemiche derivate dalle sue vacanze prolungate. Con Rabiot e Modric in panchina, per motivi differenti, il ruolo dei due di centrocampo veniva affidato a Jashari e al redivivo Musah, di rientro dal prestito all’Atalanta, mentre per supportare il nuovo bomber Gonçalo Ramos la scelta ricadeva su Loftus-Cheek e il gioiellino Cissé, pupillo del tecnico, con l’altro cavallo di ritorno di Chukwueze a destra.
Abate si affidava allo stesso modulo, con la difesa a tre formata da Ismajli, Coco e l’Under-21 Comuzzo, arrivato in prestito dalla Fiorentina e davanti la coppia Vlasic-Casadei a sostegno dell’unica punta Giovanni Simeone.
L’atteggiamento delle due squadre offriva divertimento fin dalle primissime battute, quando a rendersi pericoloso era il Milan con un cross teso di Loftus-Cheek a cambiare sulla sinistra per Cissé, la cui conclusione si spegneva sull’esterno della porta difesa da Mascardi.
Dopo i dieci minuti di sfuriata iniziale delle due squadre, l’aggressività del Torino costringeva i rossoneri ad agire con maggiore cautela, cercando maggiormente il possesso palla per allargare improvvisamente il gioco dalla parte di Chukwueze, grazie al lavoro di Loftus-Cheek per aprire gli spazi, con il nigeriano a rendere particolarmente difficile la vita al giovane Cacciamani, rientrato a Torino dopo una bella stagione alla Juve Stabia proprio con Abate in panchina.
L’esterno rossonero, nella prima mezz’ora, confermava quanto di buono mostrato nel precampionato, con una condizione fisica straripante che dalle parti di Milano raramente si era vista, ricordando (finalmente?) il calciatore che rubava l’occhio con la maglia del Villarreal e mostrando pure grande generosità e doti difensive per lui totalmente inusitate fino a due mesi fa.
Il ritmo della partita calava progressivamente negli ultimi dieci minuti della prima frazione, accompagnando le squadre negli spogliatoi a reti inviolate, nonostante un sostanziale dominio degli ospiti, vanificato dalla compattezza difensiva dei granata.
Padroni di casa che, a inizio ripresa, scendevano in campo con un piglio diverso, praticando un pressing insistito sui portatori di palla per neutralizzare le fonti di gioco avversarie. Un atteggiamento che permetteva loro di guadagnarsi una punizione da posizione favorevole, con la quale mettevano a nudo i problemi sulle palle inattive della retroguardia rossonera, che stava ferma a guardare il pallone messo da Coco per Simeone sul secondo palo, con l’argentino che mancava l’impatto di pochi centimetri.
Con Loftus-Cheek ammonito nell’occasione precedente, Amorim correva ai ripari chiamandolo in panchina insieme a Jashari, per fare spazio a Rabiot e Modric: i due potenziali titolari nei rispettivi ruoli. L’episodio che poteva cambiare la partita, però, arrivava da un cross di Cissé deviato da Vlasic in area con il braccio in posizione totalmente innaturale ad allargare il volume del proprio corpo, ma sia l’arbitro che il VAR sceglievano incomprensibilmente di assegnare un semplice calcio d’angolo.
Un errore che poteva rappresentare una “sliding door” negativa per il Milan, che pochi minuti dopo rischiava moltissimo sulla conclusione di Simeone dall’altezza del dischetto, bloccata da Gila maniera provvidenziale con una spaccata. Sul cambio di fronte, però, arrivava la meritata rete del vantaggio della squadra di Amorim, siglata proprio dal calciatore su cui aveva deciso di puntare tutto: Alphadjo Cissé. Tutto nasceva da un contropiede guidato da Musah, che allargava per Rabiot, a sua volta bravo a cogliere dalla parte opposta il compagno di squadra, che dopo un difficile stop con la coscia riusciva ad infilare la palla di controbalzo sul secondo palo.
Decisivo l’impatto del francese sul match, che due minuti dopo avere fornito un assist andava a prendersi la soddisfazione della prima rete in campionato, anticipando persino Gonçalo Ramos per andare a prendersi il pallone crossato in area da Chukwueze e infilarlo al volo di sinistro.
Quando sull’orologio mancavano venti minuti alla fine del tempo regolamentare, Abate provava a dare la scossa ai suoi effettuando un triplice cambio e proprio uno dei subentrati, Njie, andava vicino ad accorciare le distanze con una bella azione sulla fascia sinistra, accentrandosi dopo avere saltato Gila e andando a calciare da posizione defilata, ma interessante, colpendo in pieno il palo alla destra di Maignan.
Nel quarto d’ora finale, recupero compreso, i calciatori del Milan tradivano la stanchezza di una partita giocata all’attacco e rischiavano tantissimo a causa di un’altra iniziativa dello svedese, che spediva un pallone perfetto ad Aboukhlal, incapace di sfruttarlo al meglio. La rete dei granata, meritata per lo sforzo profuso, arrivava in pieno recupero e praticamente fuori tempo massimo, quando Saelemaekers regalava ingenuamente una punizione da buona posizione, battuta da Gineitis e trasformata in goal da Ché Adams con un gesto tecnico superlativo: una girata al volo che andava ad infilarsi nel “sette”, dove Maignan era impossibilitato ad arrivare.
Una conclusione tanto bella quanto inutile, perché nel minuto mancante i rossoneri erano bravi a non farsi prendere dall’ansia e riuscivano a condurre la nave in porto, conquistando i primi tre punti della stagione.
TABELLINO:
TORINO (3-4-2-1): Mascardi; Ismajli, Coco, Comuzzo (85’ Kulenovic); Pedersen (70’ Fortini), Gineitis, Fitz-Jim, Cacciamani (81’ Aboukhlal); Vlasic, Casadei (70’ Adams); Simeone (70’ Njie). All. Abate
MILAN (3-4-2-1): Maignan; Gila (76’ Gabbia), De Winter, Pavlovic; Chukwueze, Jashari (56’ Rabiot), Musah, Estupinan (67’ Bartesaghi); Loftus-Cheek (56’ Modric), Cissé (66’ Saelemaekers); G. Ramos. All. Amorim
MARCATORI:
64’ Cissé (MIL), 66’ Rabiot (MIL), 93’ Adams
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