Milan in campo a San Siro per la prima volta nella stagione, per dare continuità alla vittoria convincente, seppure sudata, maturata a Torino domenica scorsa contro i granata. Una partita arrivata in coda a un giornata che verrà ricordata come quella dell’addio di Rafa Leao alla squadra rossonera dopo sette anni, direzione Galatasaray, ma soprattutto per l’ultimo saluto di tutto lo stadio al più grande capitano di sempre, Franco Baresi, tributato con una maglia n.6 grande come tutto il centrocampo presente per tutto il prepartita, un minuto di raccoglimento e un video commemorativo.
Amorim sceglieva di confermare quasi in blocco la formazione della prima giornata, ad eccezione degli innesti di Modric a centrocampo, al posto di Jashari e di Bartesaghi, uscito vincitore dal ballottaggio con Estupinan. Confermato dunque il gioiellino Cisse, autore cinque giorni fa della sua prima rete in Serie A, nella partita di esordio dal primo minuto nel massimo campionato italiano.
Un solo cambio per Mister Stroppa, dopo la brutta battuta di arresto casalinga all’esordio contro il Lecce, con Haps al posto di Correia a centrocampo, sintomo che l’allenatore crede nei suoi giocatori e soprattutto nelle proprie idee di gioco, maturate nell’ottima stagione in Serie B.
La differenza di atteggiamento del Milan rispetto allo scorso anno era evidente sin dalle prime battute, durante le quali la squadra di Amorim ha cercato subito di girare la partita a proprio favore, sbagliando però una clamorosa occasione prima del quarto d’ora con Gonçalo Ramos, trovato da Chukwueze con una perfetta imbucata, ma tutt’altro che freddo una vola trovatosi a tu per tu con Stankovic, finendo per sparargli addosso il pallone.
Come nel match di cinque giorni fa, era l’esterno destro nigeriano a farsi notare maggiormente tra i suoi, anche in fase difensiva, supportando con la sua velocità un De Winter piuttosto incerto nel contenere le incursioni avversarie, figlie della grande aggressività nel pressing degli uomini di Stroppa. A metà frazione, era proprio il Venezia ad avere la grande occasione di portarsi in vantaggio con un’azione sviluppatasi a sinistra e un cross che in area di rigore finiva in maniera fortuita dalle parti di Yeboah, con Pavlovic decisivo nel chiudere all’ultimo momento.
Passato lo spavento, dopo la mezz’ora erano ancora i padroni di casa a farsi vedee dalle parti dell’estremo difensore avversario, sempre con un’azione partita dalla fascia destra per mandare il pallone sui piedi di Gonçalo Ramos, piuttosto rapido nel girarsi, ma poi autore di una conclusione strozzata, deviata senza troppi problemi da Stankovic. Un primo tempo amaro, quello del portoghese, tanto bravo a supportare l’azione e farsi trovare nel posto giusto al momento giusto, quanto inconcludente nel fare la cosa più importante per un attaccante: segnare.
L’inizio della ripresa era sulla falsariga del primo tempo, con un Milan propositivo, ma poco cinico e pure un po’ sfortunato, con Musah che dopo dieci minuti colpiva in pieno la traversa da buona posizione. Si manteneva dunque una situazione di equilibrio che non poteva lasciare tranquillo Amorim, che di fronte ad un Venezia mai domo sceglieva di operare i primi cambi, richiamando in panchina Loftus-Cheek e Cisse per gettare nella mischia Rabiot e Saelemaekers.
Era proprio quest’ultimo a rendersi protagonista nella rete del meritato vantaggio rossonero, sfruttando la propria velocità per arare la fascia sinistra con una ripartenza e servire Gonçalo Ramos, questa volta (paradossalmente la più difficile) bravo ad incrociare di sinistro senza lasciare scampo a Stankovic. Nel finale il belga si ripeteva, chiudendo definitivamente la partita, trovando l’imbucata per il neo-entrato Jashari, che sprecava malamente l’occasione sparando il pallone addosso al portiere, ma la fortuna lo aiutava facendo rimpallare il pallone sull’ignaro Halhal, accorso per aiutare il compagno, ma finito per essere l’autore dell’autogol che di fatto chiudeva la partita.
Arrivava dunque la seconda vittoria in altrettante partite per il Milan di Amorim, questa volta chiusa senza reti al passivo nonostante la proposta di calcio aggressiva.
TABELLINO:
MILAN (3-4-2-1): Maignan; Gila (87’ Gabbia), De Winter, Pavlović; Chukwueze, Musah, Modrić (74’ Jashari), Bartesaghi (87’ Estupinan); Loftus-Cheek (60’ Saelemaekers), Cisse (60’ Rabiot); G. Ramos. All. Amorim.
VENEZIA (3-5-2): Stanković; Schingtienne, Bella-Kotchap, Franjić; Hainaut, Pérez (80’ A. RRahmani), Busio, Bašić (66’ Sohm), Haps (66’ Correia); Yeboah (80’ Lauberbach), Adams. All. Stroppa
MARCATORI:
70’ G. Ramos (MIL), 89’ Aut. Halhal (VEN)
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