Seconda giornata di campionato e la Roma si trova ad affrontare il Lecce in trasferta, non potendo contare sul suo pubblico.
Con il mercato in chiusura e alcuni innesti in arrivo, la squadra di Gasperini sta anche valutando le ultime opzioni per creare una rosa interessante, cattiva e grintosa.
L'11 titolare scelto da Gasperini non rinuncia alla coppia Malen/Dybala nel reparto avanzato, con Soulé dal primo minuto, forfait dell'ultimo minuto per Ndika per un fastidio muscolare, con gran dispiacere di tutti, attesa per De Roon che ha raggiunto la squadra direttamente a Lecce, spazio a Lulli e Ghilardi, mentre Di Francesco decide per un inedito 3-5-2, con Veiga, Coulibaly, Ndaba e Gorter nella linea lunga di centrocampo.
La Roma parte forte, bel fraseggio nel possesso palla, Hermoso recupera, palla in avanti, gestione di Dybala che confonde Siebert e allunga il pallone a Malen che dalla destra la infila in porta. 0-1 per la squadra della Capitale la terzo minuto.
Il gioco si concentra prevalentemente nella metà campo dei padroni di casa, con Dybala e Soulé che mettono paura a Falcone ancora in due occasioni, Malen che si va a prendere il pallone fino a centrocampo e con un costante gioco ad attaccare l'area corta e scambi di prima che mettono il Lecce in continua crisi. In crescita la prova di Ghilardi che va spesso in raddoppio sulla linea di centrocampo, bello il gioco studiato da Gasperini, passaggi corti, giocate di prima che vanno
La intercetta Hermoso su rinvio del Lecce, palla lunga per Wesley, traversone per Soulé che la spizza per Malen e lo 0-2 arriva fluido e pieno in tutta la sua bellezza.
La rapidità nei passaggi, la sintesi di pensiero e le intuizioni si leggono facilmente, ci riprova Malen cercando di passare tra i due di difesa, stavolta è Soulé che segna lo 0-3 su la sua stessa ribattuta del portiere che da terra non riesce a parare il secondo assalto del giocatore.
35' sul cronometro, la Roma va continuamente in percussione, lo stesso Lulli si fa pericoloso in attacco e sfiora la porta difesa da Falcone, il Lecce è attonito con Sibert che sbaglia tutti gli appoggi, quasi al 40' Pierotti imbocca il contropiede di Geubbels che si mangia Mancini, Ghilardi e Hermoso, a fermarlo solo l'uscita impeccabile di Svilar che lascia la porta giallorossa inviolata. Una pecca, se vogliamo puntualizzare, nel lasciare solo un giocatore senza avere copertura, il miracolo di Svilar fa intendere quanto la Roma nutra profonda sicurezza nel suo portiere, ma deve riflettere a fondo in match più impegnativi, dove dovrà tenere un profilo più basso e concentrato.
Di Francesco prova a cambiare lo schema cercando di abbassare un po' la linea di centrocampo per andare in sovrapposizione con la difesa, mentre è Mancini ad attaccare l'area di rigore avversaria e servire Dybala nel tentativo di segnare il poker. La caratteristica di questa Roma è una grande capacità di riuscire ad utilizzare i giocatori anche in ruoli non propriamente di loro competenza, Mancini spesso sulla linea di attacco con Koné a riporto, mentre Dybala recupera palloni, un concetto di gioco che creerebbe non poche difficoltà agli avversari, ma che rende l'idea di un gruppo ben assortito e fortemente coeso, che riesce ad entrare nel gioco e gestirlo quasi come un esperimento di allenamento; frutto sicuramente di una lettura attenta dell'avversario e delle sue caratteristiche tattiche, che non vuol dire scoprirsi in modo irresponsabile, ma adattare l'intuito per trarne profitto.
Di Francesco mette dentro N'Dri e Maleh a sinistra, all'inizio del secondo tempo, il gioco torna direttamente sui piedi della Roma, Lulli la mette morbida sul secondo palo per Malen, anticipato dal difensore del Lecce ma la pressione romanista non da tregua ai padroni di casa e il Lecce si trova continuamente in difesa senza possibilità di ribaltare il gioco. Fuori Geubbels per infortunio, mentre Malen va a recuperare il pallone in difesa e N'Drì prova il contropiede schermato da un Mancini onnipresente. Gasp, visto il risultato, decide di giocare la carta Molina e Mora per Wesley e Soulé. Angolo per il Lecce, mischia in area, palla che carambola sulla linea di porta, la sfiora Dybala che si immola ai piedi di Svilar, la palla resta lì ed Hermoso che spazza chiudendo lo specchio, cambia scenario con Dybala che in contropiede in corsa la manda alta sopra la traversa. Molina si porta in avanti, rimpallo sulla mano del giocatore e azione che però prosegue per involontarietà, Mancini per Malen, rasoterra per Mora che buca per la quarta volta la rete del Lecce e sigla la sua prima rete in serie A. Cambia l'esecutore ma non la sostanza, con un Dybala che sorride amaro e che cerca anche lui la realizzazione personale.
Escono Malen, Koné, per Castro e Pisilli cambio anche nel Lecce che prova con il 4-3-3 a contenere i danni. La Roma abbassa i giri, i Lecce ne approfitta cercando spazi ma la squadra di Roma va in contenimento pur lasciando corridoi interessanti per gli inserimenti degli attaccanti, con Dybala in prima linea. Esce Dybala entra De Roon, Mancini sempre sul pezzo creando addirittura un assist per Mora. Vega e N'Drì tengono vivo un Lecce ormai privo di forze, andando spesso vicino al gol.
Il merito della Roma è di avere una squadra giovane e camaleontica, capace di trasformare schemi e tattica adattandola all'avversario, è quantomeno quello che emerge da queste due prime vittorie piene e tombali; dove la squadra si muove con agilità e freschezza. E' troppo presto per parlare di dominio, ma le premesse sembrano buone, l'allenatore mostra un'abilità importante nell'assortire la Rosa e questi dati al momento depongono a suo favore.
Sabato una prova importante proprio contro la sua ex, bestia nera dello scorso anno, e la prossima settimana sarà la prima in Europa.
Fiducia ed ottimismo, ma sempre con cautela.
Si vince ancora con Malen, con un 4-0 che non lascia dubbi, se non sulle alternative alla coppia Dybala/Malen che mostrano una qualità di gioco mostruosa. Si pensa. Si riflette. Si sta in silenzio. Per ora.
Laura Tarani
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