La sfida dell’Olimpico tra Lazio e Milan, valevole per la quarta giornata di campionato, si svolgeva partendo da una situazione di classifica inaspettata fino a poche settimane fa. I biancocelesti arrivavano infatti da tre vittorie in altrettante partite, mentre i rossoneri si erano dovuti fermare col pareggio a Torino contro la Juventus dopo avere ottenuto bottino pieno nei match precedenti.
Gattuso, lo storico ex oggi alla guida della squadra romana, in attacco sceglieva Noslin per il ruolo di terzo attaccante al fianco di Cancellieri e Zaccagni, risolvendo così l’unico ballottaggio previsto. Dall’altra parte, Amorim tornava ad affidarsi ai suoi calciatori più in forma, schierando nuovamente titolari Chukwueze e Cissé, ma per la prima volta lasciava in panchina Musah, riportando Rabiot a centrocampo e lasciando Loftus-Cheek come trequartista di destra.
Da incubo l’avvio del Milan, che nelle prime fasi del match pareva essere tornato quello del girone di ritorno dello scorso anno, dando l’impressione di non essere praticamente sceso in campo. Ai rozzi tentativi di attacco degli ospiti, i padroni di casa opponevano ripartenze rapide e precise, che mandavano completamente in bambola centrocampo e retroguardia avversaria.
Il risultato, dopo due buone occasioni per Noslin e Zaccagni sventate da Maignan, non poteche va essere che il goal del vantaggio. L’iniziativa questa volta era di Nuno Tavares, che sfondava centralmente per poi servire sulla sinistra lo stesso Zaccagni, il cui cross basso non veniva intercettato da Gila e tagliava tutta l’area di rigore per arrivare a Cancellieri, che in anticipo su Estupinan insaccava nella porta vuota da distanza ravvicinata. Scatenato l’esterno italiano, che poco prima di metà frazione impegnava Maignan in una parata decisiva per mantenere il risultato quantomeno gestibile.
Una situazione di punteggio destinata ad essere del tutto temporanea, perché il leit-motiv della partita non accennava minimamente a cambiare nemmeno dopo il cooling break, con la Lazio che andava subito vicino al raddoppio approfittando di un errore di Modric che praticamente offre un assist a Frattesi e soltanto l’uscita di Maignan a chiudere la traiettoria impediva al centrocampista di mettere il pallone in porta. Erano i prodromi del raddoppio, che arrivava a cinque minuti dalla fine del tempo regolamentare, con l’ennesima azione della Lazio sulla fascia sinistra, penetrata come il burro con un coltello caldo, con il cross basso di Taylor deviato da Estupinan sulla traversa e il goffo intervento di De Winter che calciava il pallone sulla testa di Noslin per poi vederlo carambolare in rete.
Amorim, durante l’intevallo, si rendeva conto che non c’era tempo da perdere nel dare fiducia ad alcuni uomini (non) scesi in campo e optava per un triplo cambio, lasciando negli spogliatoi due terzi del centrocampo (Modric mai visto così male e Loftus-Cheek non merita ulteriori parole) ed Estupinan, autore della peggior prova della sua stagione finora. Al loro posto entravano Musah, per dare un po’ di equilibrio ad un centrocampo allo sbando, Pulisic per dare qualità alla manovra e Moreira, questa volta sulla sinistra.
Proprio quest’ultima scelta si rivelava decisiva per cambiare la partita, perché la crescita evidente dei rossoneri a livello d’intensità non sembrava sufficiente e ci sono volute due perle del belga per riportare in carreggiata il Milan. Dopo una prima scaldata ai guanti di Mandas da parte di Pulisic, infatti, era l’esterno a prendersi completamente la scena mettendo il pallone per due volte nella porta avversaria a distanza di altrettanti minuti. La prima rete arrivava dopo un’azione sull’asse Rabiot-Pulisic, conclusa con un tiro al volo balisticamente perfetto da posizione tutt’altro che semplice, che non lasciava scampo al portiere avversario. La seconda era figlia di un sinistro dal limite dell’area che andava ad infilarsi nell’angolo dove Mandas non pensava il pallone sarebbe potuto arrivare.
A questo punto, gli ospiti ci credevano e si riversavano in attacco alla ricerca del goal della vittoria, a cui andavano vicini prima Cissé e poi lo stesso Moreira, con conclusioni spentesi di poco a lato. Gattuso nel frattempo decideva di coprirsi con cambi difensivi per mantenere il risultato, mentre Amorim provava il tutto per tutto inserendo prima Hutchinson, all’esordio, poi Camarda, ma la partita si concludeva con un pareggio per due a due che rispecchiava l’andamento della stessa, con il dominio della Lazio nel primo tempo e quello del Milan nella ripresa.
TABELLINO:
LAZIO (4-3-3): Mandas; Floriani (84’ Lazzari), Sutalo (84’ Diogo Leite), Provstgaard, Nuno Tavares; Frattesi, Belahyane, Taylor (74’ Gudmunddson); Cancellieri (58’ Pinamonti), Noslin (58’ Isaksen), Zaccagni. All. Gattuso
MILAN (3-4-2-1): Maignan; Gila, De Winter, Pavlovic; Chukwueze, Rabiot, Modric (45’ Musah), Estupinan (45’ Moreira); Loftus-Cheek (45’ Pulisic), Cissè (77’ Hutchinson); Ramos (85’ Camarda). All. Amorim
MARCATORI:
10’ Cancellieri (LAZ), 39’ Noslin (LAZ), 65’-67’ Moreira (MIL)
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