A Imola La Decima Edizione Dell’Historic Minardi Day

A Imola La Decima Edizione Dell’Historic Minardi Day

Un nuovo straordinario successo di pubblico per l’abbraccio a Gian Carlo Minardi.

stampa articolo Scarica pdf

E’ stata una replica straordinaria di emozioni, profumi e sani frastuoni, intesi come rombo di sonori 8 cilindri Ford Cosworth o il suono teatrale dalla fonetica elegante dei 12 cilindri delle Ferrari 640 con cui corsero Nigel Mansell o la 642 pilotata da Alain Prost.

Il decimo appuntamento dell’Historic Minardi Day è andato in scena sabato e domenica 19-20 settembre, sul circuito imolese del Santerno, in quell’Autodromo Internazionale Enzo e Dino Ferrari, dove solamente calcare l’asfalto all’ingresso in Piazza Ayrton Senna Da Silva e vedere l’iconica facciata dipinta con il volto di Ayrton, fa accapponare la pelle in emozioni vere e pure.

La famiglia Minardi, con Giuseppe ed Elena, figlia del compianto Ferdinando, al fianco dell’inossidabile Gian Carlo fresco settantanovenne, come sempre ha organizzato le cose alla grande.

Più di 30 Formula 1 rombanti e roboanti insieme alle F3000, F3, GT e sport prototipi, le Formula Italia, insieme alle iconiche biposto storiche come Lotus, Jaguar e Ferrari, per un totale di 590 vetture tra quelle scese in pista o esposte nel paddock.

Due giorni di motori, storia, incontri, sorrisi e soprattutto passione.

Dice Gian Carlo: “Vedere così tanti giovani, famiglie e appassionati provenienti da tanti Paesi a condividere la stessa passione, è stata ancora una volta, l’emozione più bella.”

Fitto il calendario nel salone dei meeting, dove spiccavano in particolare le presentazioni dei libri di Bruno Giacomelli e Riccardo Patrese, sapientemente moderati, arricchiti e resi attualissimi da Mario Donnini, storica penna di Autosprint, che dà valore aggiunto agli iconici protagonisti e protagoniste della F1 anni ’70-80, quelle dei 1200 cv della Brabham turbo Bmw di Riccardo o l’Alfa 179 spinta dal 12 cilindri aspirato, l’auto del mancato trionfo in America di Bruno.

Nei saloni superiori e nella sala del Museo Checco Costa dove si sono svolte le conferenze stampa, si potevano ammirare quattro gloriose Minardi della storia, con la M185 del debutto a Jacarepagua con Pier Luigi Martini (che pur non potendo girare per guai alla schiena, ha portato nei box la Tyrrell a 6 ruote del 1977 e la Ferrari di Alboreto), seguite dalla M190 della prima fila di Phoenix, quella con il motore Lamborghini del ’92 e ancora dalla Minardi M193 di elegante e bianchissima livrea pilotata da Cristian Fittipaldi, Martini e Barbazza. A chiudere il salone, le modernissime, fascinose e affascinanti turboibride, le RacingBulls di oggi, vetture di oltre 6 metri che con Lindblad e Lawson si fanno valere, marcando punti ad ogni weekend della stagione in corso e tenendo alto il nome di Faenza e della Romagna, anche in un team di proprietà austriaca.

Domenica mattina alle 11, inoltre, 120 equipaggi sono partiti dall’Autodromo imolese verso Faenza, per il tour “Terre di Romagna” organizzato dall’Aci storico e dall’Automobil Club di Ravenna, per ritornare poi in autodromo in gran parata.

Da segnalare, la presenza nel Paddock, dell’Andrea Moda di F1, con tanto di veline e con il simpatico e poco duraturo progetto di Andrea Sassetti, presente anch’egli, che vide comunque una grande qualificazione a Monaco 1992 con Roberto Moreno.

Per concludere, a domanda precisa sulla possibilità di vedere a Imola l’ultimo GP della stagione 2026 a Dicembre, Gian Carlo Minardi risponde così: “Augurarsi di correre a Imola il 6 dicembre è scorretto e non sarei contento di dover sostituire il GP del Qatar e Abu Dhabi, perché significa che le cose nel mondo continueranno ad andare male, e sono cose più serie di una gara di Formula 1. Purtroppo, da quel che leggo sulla stampa, le cose da qui a dicembre non miglioreranno. Quindi se Liberty media ce lo chiede, l’Autodromo, la città e le infrastrutture sono pronte ad accogliere degnamente il finale del mondiale di Formula 1”.

Sperando di poter vedere finalmente un pilota italiano iridato, aggiungiamo noi.

Grazie a Gian Carlo Minardi per permetterci di accarezzare ogni anno questo sogno.

Photo Credits: Alessandro Troiani

Alessandro Troiani 

© Riproduzione riservata