Massimo Di Clemente Alias Disegnello

Massimo Di Clemente Alias Disegnello

La mia appartenenza alla Nord romana e' imprescindibile, sono cresciuto in quell'ambiente lì nasce "Disegnello", non è lavoro ma voglia di appassionare.

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Unfolding Roma incontra nello studio Eternal City Tattoo, nella zona di Borgo Pio, Massimo Di Clemente in arte Disegnello, per farci raccontare il mondo dei tatuaggi d'autore.

Sappiamo che hai sostenuto studi artistici, laureandoti all'Accademia delle Belle Arti.Quello che vorremmo sapere è quale sia il passo da compiere, per passare dal disegnare su un foglio di carta al farlo sulla pelle umana. Esiste una scuola apposta per tatuatori? E’ facile diventarlo? Quali sono i requisiti per poter intraprendere questo lavoro? Come è regolamentato il tuo lavoro? A livello burocratico e’ semplice organizzare uno studio come il tuo?

Si esiste una scuola per tatuatori che può insegnarti tecniche, stili, strumenti, igiene, anatomia e storia di questa antica arte. Preparazione teorica che va affiancata ad anni di bottega per apprendere il mestiere. Per intraprendere questo lavoro devi avere una dote artistica, saper gestire una linea e farla diventare un disegno, il copia incolla non è essere artisti, la mano conta. Il mio lavoro e' regolamentato da norme nazionali, le Asl di competenza vigilano sia sui requisiti igienico sanitari che sullo smaltimento dei rifiuti speciali, mettere su e gestire uno studio come il mio richiede attenzione e responsabilità.

La tua clientela è solo locale oppure si spostano da fuori Roma per arrivare da te e avere sul proprio corpo una tua opera? Chi ti ha fatto da "cavia" le prime volte?

La mia clientela e' eterogenea, i primi continuano a venire, a cui vanno aggiunti i nuovi che arrivano anche da fuori per un mio "pezzo".

Pensi che oggi quella del tatuaggio sia diventata una moda? Secondo te le persone lo fanno in maniera consapevole oppure si troveranno un giorno a doversi pentire di una scelta affrettata?

La moda del tatuaggio ha creato la commercializzazione, ma anche l'accrescimento della cultura dello stesso con una notevole espansione. Col l'aumento della richiesta sono nati tanti studi, non sempre di livello ma anche più concorrenza, spinta per migliorare come artista.

Ti é mai capitato di rifiutarti di fare qualche tatuaggio particolare? Esiste un'etica nel tuo lavoro?

Auspico che l'etica sia di tutti, tatuare alcune parti anatomiche come mani, collo o viso specialmente in persone che iniziano ora il loro percorso va evitato.

Esiste un pericolo sui prodotti di importazione: inchiostri, aghi, che inquinano il mercato con lavori troppo a basso costo?

Tutti i materiali che utilizziamo devono essere autorizzati dalla Asl, ogni boccetta di inchiostro deve avere l'etichetta con i vari componenti in italiano. Alcuni prodotti americani, che contengono pigmenti lucenti o brillanti, sono vietati dalla nostra normativa. Ci sono diverse fasce di prezzo e di qualità, la scelta del meglio per una opera d'arte e' obbligatoria visto che parliamo di un bene di lusso.

Ti è mai capitato di mettere una "copertura" a tatuaggi mal riusciti di altri tatuatori? E comunque ritieni giusto intervenire per riparare " danni altrui"?

È molto frequente dover porre riparo a lavori altrui mal eseguiti, per etica va coperto e non modificato.

Ci dici quali sono i temi più richiesti per i tatuaggi? Squadra del cuore, politica, amore o cos'altro?

I più richiesti dalla mia clientela riguardano soprattutto Roma, storia arte e calcio. Anche volti di persone care sono in aumento, la sfera personale e' fortemente legata nella scelta del tema.

Ti chiedi mai cosa avresti fatto se non avessi scelto il tuo lavoro attuale? Tu lasci un segno indelebile sul corpo degli altri che effetto ti fa tutto questo?

Vivo in questo mondo dal 1992, ho iniziato come disegnatore in uno dei primi studi aperti a Roma quello di Gippi Rondinella e con Gabriele Donnini uno dei primi tatuatori in città . La pittura altra mia passione che ancora coltivo, grazie anche a l'aiuto dei miei fratelli, poteva essere l'alternativa. La pelle mi si offre come tela ed io offro la mia arte, uno scambio di emozioni.

Sappiamo che fai parte della curva Nord della Lazio, ed hai contribuito in prima persona alla preparazione di inimitabili scenografie rimaste nella memoria di molti appassionati non solo biancocelesti. Possiamo sapere se lo fai solo per passione sportiva od anche questo ti viene riconosciuto economicamente? Voglio dire: è un lavoro anche quello?

La mia appartenenza alla Nord romana e' imprescindibile, sono cresciuto in quell'ambiente lì nasce "Disegnello", non è lavoro ma voglia di appassionare.

Senza dubbio, come dicevamo, in molti ricorderanno diverse delle tue creazioni: chiudo gli occhi e mi viene ad esempio in mente un'enorme aquila volteggiare sopra al Colosseo, due braccia che tengono stretta una sciarpetta biancoceleste, una torma di cavalieri al galoppo in nome della Lazio, un ragazzetto che mette la mano dentro alla bocca della verità e tanto tanto altro. Con certe immagini ci siamo cresciuti, hanno scandito gli ultimi vent'anni della nostra vita calcistica. Vogliamo peró andare fuori dal seminato chiedendoti di parlarci non della scenografia più riuscita, ma al contrario di quella che ti ha deluso maggiormente una volta realizzata.

Nessuna delusione tante emozioni, e' capito di perderne qualcuna per condizioni meteo avverse o per errori di misura.

I calciatori apprezzano tanto quanto i tifosi le scenografie ? Ti hanno mai dato qualche consiglio o fatto qualche richiesta in merito?

I calciatori sono contenti dello spettacolo della curva , la loro stima mi arriva attraverso telefonate o mentre li tatuo. Spero che anche per quelli con cui non ho rapporti la pensino uguale. Vengono studiate e realizzate scenografie su eventi importanti o in risposta a sfottò della parte avversaria.

Tra lo studio in Prati e lo stadio Olimpico, hai modo sicuramente di tenere stretti i rapporti con le generazioni più giovani. Riesci in breve a farci un affresco di dove queste stanno andando?

Da giovani si comincia con cose semplici, rispecchiano il mondo che vivono. Con l'età si vira su soggetti significativi, legati ad eventi o a persone importanti. Il senso di appartenenza ad una città o ad una squadra influiscono nella scelta del soggetto dell'opera.

In Europa a livello artistico l'arte del tatuaggio è così sviluppata come in Italia, di più o di meno? C'è un paese che in fatto di tatuaggi può vantare una cultura artistica maggiore degli altri?

La globalizzazione influenza anche i tatuaggi, in Europa le conventions più importanti sono a Londra, Parigi e Francoforte ma anche in Italia si comincia a fare sul serio.

Far parte di una tifoseria così importante a livello ultras come quella laziale avrà sicuramente fatto da cassa di risonanza per il tuo mestiere. Pensi che ciò possa aver alimentato anche gelosie od antipatie nel tuo ambito lavorativo?

Sicuramente mi ha fatto conoscere, al di fuori del mondo di curva romana, anche come professionista.

Un tatuatore deve essere sempre informato sulle nuove tecniche e presumo si debba aggiornare costantemente. Quali le tue forme di aggiornamento?

Le conventions ti permettono di incontrare grandi artisti, guardando e tatuando riesci sicuramente a migliorare.

Quando preparate una scenografia, dal momento in cui la decidete come vi regolate con il modo di mantenere il riserbo? Come avvengono soffiate o fughe di notizie?

Solo un gruppo ristretto di fedelissimi ha accesso alle idee, che vengono poi sviluppate in incontri successivi, si valutano le difficoltà di realizzazione e il rischio di soffiate. In tanti provano a copiarci in tutta Italia ma restiamo sempre i primi, un riferimento, i capostipiti di uno stile.

Che ne pensi del prossimo derby con le curve vuote?

Le nuove divisioni nel settore, aggiunte in estate, hanno accentuato la distanza tra le istituzioni e la gente. Chi va in curva e' trattato come un terrorista, dai tornelli ai tappetini per togliersi le scarpe, come rimedio al fallimento politico di chi gestisce il sistema.

Economicamente e’ un lavoro vantaggioso? Quanto costa un tatuaggio? Come calcoli il costo di un tua opera?

È comunque un bene di lusso, il costo può essere a "pezzo" o per grosse realizzazione ad ore.

Chi è il tuo cliente ? L'età di chi si fa tatuare per la prima volta? La fascia di età più giovane e più vecchio? Il sesso?

Il cliente può essere uomo, donna, avvocato, operaio, studente ormai non c'è più limitazione, dai sedici anni in su con autorizzazione dei genitori fino ai settantenni.

Stefano Boccia per Unfolding Roma

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