Simona Zappi Simona Brugnetti

Simona Zappi Simona Brugnetti

I nostri gioielli sono pensati per un pubblico ben definito, esigente e di settore. La produzione proprio per questo non calca le orme di quella industriale ma il nostro deve essere un pezzo quasi unico e infatti le collezioni hanno tempi di realizzazione tutto sommato lunghi...

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Osa Younique nasce a Roma nel 2013 dall' intuizione di due ragazze, stanche di vedere donne con accessori banali. Unfolding Roma vuole far conoscere questa nuova tendenza in fatto di gioielli con l'aiuto di una delle fondatrici Simona Zappi, che insieme alla Socia Simona Brugnetti, stanno dando nuova linfa al settore con oggetti originali.

Come nasce il vostro marchio?

Il progetto “OSA younique” nasce dall’incontro del tutto fortuito di due giovani donne che, in risposta al recente periodo di crisi, decidono di unire le proprie forze, passioni e competenze professionali reciproche per dare forma ad un progetto ambizioso, controcorrente e che soprattutto le rispecchi in assoluto; compiendo delle scelte concettuali a monte ben precise affinché esso non venga assoggettato alle leggi puramente commerciali che oggi accomunano la maggior parte dei brand di accessori e non solo. Lo definiamo in questo senso un progetto per forma e sostanza avanguardista.

A quale clientela vi rivolgete?

La nostra donna ideale è quella che non si accontenta di ciò che le viene proposto dai numerosissimi brand di accessori. E’ colei che vuole distinguersi e dettare moda, l’amica a cui tutte chiedono: ”…e questo accessorio dove lo hai scoperto?”

Come è la donna che sceglie i vostri oggetti?

la donna a cui ci rivolgiamo è quella emancipata, globetrotter e indipendente; alla ricerca costante del dettaglio che possa renderla unica. Ha uno sguardo sempre volto e attento alla moda internazionale che fonde anche con i diversi stili dell’ambiente metropolitano in cui vive.

Chi disegna i vostri accessori?

Il concept e quindi il design delle nostre collezioni, proviene dalla nostra personale interpretazione del gioiello perfetto, i nostri accessori hanno come minimo comune denominatore quello di essere qualitativamente molto elevati, sia nelle tecniche di realizzazione che nei materiali di cui sono fatti, il design non convenzionale e la caratteristica di non essere mai banale. Abbiamo completamente sdoganato l’idea del classico anello progettando un anello che impegna tutta la lunghezza del dito, oppure uno che avvolge tre dita della mano; Così anche per il bracciale che anziché essere indossato al polso viene indossato sul palmo.

A chi o a cosa vi ispirate?

All’alta gioielleria di nicchia: unico settore nel quale ci sono designer ancora davvero non convenzionali ed indipendenti, trattandosi tuttavia di una fetta di mercato di lusso, tali accessori risultano essere difficilmente raggiungibili. Ecco perché abbiamo anche concettualmente deciso di ritagliarci questo settore di mercato ancora “vergine”, il nostro accessorio ha un design d’avanguardia pur mantenendo un prezzo accessibile ai più.

Quali sono i materiali che preferite e perché?

Abbiamo deciso di azzardare con l’attuale collezione A/I 2015 proponendo un gioiello completamente nero che realizziamo mediante l’uso del Rodio (metallo nobile per eccellenza) e zirconi neri. Ci siamo quindi completamente allontanate dall’ideale classico del gioiello che per antonomasia è oro o argento. Questa scelta stilistica (seppur inizialmente assolutamente azzardata) ci sta dando grosse soddisfazioni in termini di riscontro con il pubblico, e anzi cosa ancora di più inaspettata sta diventando la nostra cifra stilistica, il nostro brand sta iniziando ad essere riconosciuto nel gioiello rodiato nero.

Quanto costa una vostra realizzazione?

Avendo come filosofia aziendale quella di poter promulgare un lusso accessibile i nostri gioielli si attestano su una fascia di prezzo media partendo dal costo €75,00 sia per gli orecchini che per gli anelli.

Producete voi le vostre idee?

Ci affidiamo a professionisti e artigiani del settore della gioielleria, la fattura dei nostri prodotti è molto elevata, l’incastonatura delle singole pietre viene realizzata a mano, per questo ci affidiamo ad artigiani specializzati e selezionati nel corso del tempo che ci consentono di avere un prodotto finito equiparabile a quello della gioielleria.

Come scegliete i colori e le combinazioni dei vari materiali?

Ponendo innanzitutto al centro della nostra ricerca la volontà di realizzare un prodotto che sia sicuro per tutti, questo significa che scegliamo ovviamente leghe di metallo anallergiche e prive di metalli come il Piombo o il ben più noto Nickel. Partendo da questo doveroso presupposto ci poniamo come obiettivo quello di scegliere accostamenti di colore che siano sempre sobri, a volte minimal ma mai eccentrici, più che i colori deve essere interprete il design; oltre a questo pensiamo che l’accessorio in quanto tale non debba sovrastare la personalità di chi lo indossa. Deve caratterizzare un outfit ma mai arrivare prima della personalità della donna che lo porta.

In quanti pezzi realizzate ogni oggetto da voi disegnato?

I nostri gioielli sono pensati per un pubblico ben definito, esigente e di settore, la produzione proprio per questo non calca le orme di quella industriale. Il nostro deve essere un pezzo quasi unico e infatti le collezioni hanno tempi di realizzazione tutto sommato lunghi. Lavoriamo come per la moda in anticipo di quasi un anno; la stagionalità che seguiamo ci porta ad avere ritmi piuttosto sostenuti, ma questo fa anche si che il cliente abbia sempre un’ampia e variegata scelta del nostro mood.

Si possono avere su ordinazione e personalizzati?

Le nostre collezioni sono concepite come “pret a proter” sono iconiche e personalizzanti per chi le indossa, proprio per questo però alcuni pezzi ci stiamo accorgendo come stiano diventando dei must e restano pertanto in commercio anche oltre la stagione in corso; in questi casi accettiamo ben liete prenotazioni da parte del cliente che riusciamo oltremodo ad accontentare con una breve lista di attesa. La richiesta di personalizzazione invece è sempre motivo di sfida per noi, tutto sommato finora le scelte concettuali fatte hanno sempre soddisfatto la richiesta del nostro pubblico.

Quale accessorio non può mancare nel look di una donna?

E’ una domanda questa che ci viene spesso rivolta, siamo dell’opinione che l’accessorio sia fondamentale per qualunque outfit o occasione, la nostra personale interpretazione del modo giusto di indossarli è quella di non eccedere: “LESS IS BETTER”, consigliamo quindi di scegliere un unico gioiello e di incorniciare la propria bellezza con esso, che sia un anello, un orecchino o un bracciale, l’importante è che esso sia un punto focale caratterizzante ma non sovrastante.

Dove è possibile acquistare qualcosa di vostro?

La nostra storia imprenditoriale nasce con un e-commerce, pertanto abbiamo uno shop online all’indirizzo www.osa.moda che offre la possibilità in Italia e all’Estero di acquistare la nostra collezione, tuttavia il nostro brand sta godendo sempre più di ottima considerazione e pertanto abbiamo raggiunto una rete di rivenditori selezionati presenti in tutta Italia, per consultare l’ubicazione dei punti vendita abbiamo realizzato appositamente una sezione dedicata sul nostro sito.

Chi sono di solito le vostre testimonial?

Fin dall’inizio di questa avventura il mondo dello spettacolo ha rivolto uno sguardo attento rispetto ad OSA Younique, sono molte le starlette che hanno deciso di indossare i nostri gioielli ad eventi mondani ma anche nella vita quotidiana. Tra tutte ricordiamo con grande affetto e simpatia Laura Torrisi, donna di grandi qualità personali oltre che di bellezza.

Come le scegliete?

Possiamo permetterci il lusso di dire che sempre più spesso ultimamente veniamo scelte in ordine di preferenza, non ci vogliamo tuttavia settorializzare in questo senso e perciò ci poniamo come obiettivo quello che OSA younique mantenga un carattere di indipendenza rispetto ai trend commerciali dettati dallo star system.

Nella condizione economica che stiamo vivendo come si può conciliare l'acquisto del superfluo?

La nostra ambiziosa scelta imprenditoriale è nata nel periodo più cupo di una crisi economica già in atto; e affonda le sue radici come risposta alla crisi stessa del lavoro che ci ha colpite in primis. In generale è per questo che crediamo fortissimamente nel progetto che portiamo avanti, siamo certe che la crisi, intesa in quanto tale, possa generare risposte inaspettate, gesti coraggiosi e controcorrente nelle persone e finora questa intuizione non ci ha deluse. Detto ciò vogliamo trasmettere con il nostro operato un messaggio di positività e fiducia rispetto al futuro, e chi ci sceglie acquistando i nostri gioielli, lo fa anche per questo.

È stato difficile a livello burocratico ed amministrativo diventare imprenditrici?

Vorremmo poter asserire il contrario ma sarebbe ipocrita. Decidere di fare Impresa in Italia è molto faticoso, decidere di fondare un’attività gestita soltanto da donne lo è ancora di più.

Come vengono viste le donne che cercano di mettere i piedi un attività economica artistica?

Tutti i giorni ci troviamo a far fronte a luoghi comuni per cui due donne imprenditrici lo sono per vezzo, e in quanto tale il loro operato è da considerare meno seriamente, veniamo spesso bannate come le ultime arrivate, ma fortunatamente dalla nostra abbiamo dati e numeri che da due anni a questa parte ci incoraggiano tutti i giorni a voler fare di più e meglio

È stato difficile farvi prendere sul serio?

Lo è ancora oggi soprattutto in contesti dove la presenza maschile è ben radicata. Fortunatamente il confrontarci costantemente con l’estero, in cui realtà come la nostra non rappresentano l’eccezione, ci ripaga di tutti i contesti in cui riconosciamo in modo più o meno velato che la discriminante in termini di affidabilità è rappresentata dal sesso e non dalle capacità.

Per un uomo sarebbe stato più facile?

Probabilmente in termini di credibilità iniziale, si! Ma siamo fortemente convinte che la forza, l’audacia, la perseveranza e il coraggio delle donne, sia notevolmente superiore quando si tratta di buttarsi a capofitto in un progetto ambizioso partendo da zero. Altro motivo di cui andiamo fiere e che ci fornisce lo sprono a voler raggiungere risultati sempre più alti, è l’esser entrambe madri di figli piccoli, con una speranza quindi nel futuro che non può non essere che positiva.

È ancora valido il concetto di Made in Italy?

Il Made in Italy in quanto tale è purtroppo un concetto che si relega soltanto ai mercati del lusso per quanto riguarda il nostro settore. La manodopera è sempre più spesso specializzata anche all’estero, il disincentivo per molte realtà nell’investire in Italia è rappresentato da un sistema burocratico e fiscale che penalizza sia l’investitore che l’artigiano. Il rischio più prossimo purtroppo in questa realtà è rappresentato dal fatto che talune maestranze di alto livello vadano inesorabilmente perse nel corso del tempo.

Come si può tutelare?

La tutela in questo senso non esiste, la multinazionale che investe in manodopera specializzata italiana pone sul mercato prodotti che hanno un prezzo tale da essere considerati “di lusso”, avendo in questo modo il margine economico più che soddisfacente sia per il profitto che per gli oneri fiscali.

Un’azienda che non ha capacità economiche d’investimento e che vorrebbe posizionare il proprio prodotto in una fascia di mercato media viene automaticamente tagliata fuori da qualunque trattativa di questo tipo.

Purtroppo dobbiamo confrontarci con la triste realtà per cui il trend in questo senso non potrà subire variazioni a meno che non ci siano sostanziali riforme economiche per le piccole e medie imprese che ad oggi ancora rappresentano il motore dell’economia del nostro Paese.

Cosa deve avere una persona per buttarsi in questa avventura?

Grande audacia e sicurezza nelle proprie capacità, passione e competenza nel lavoro. La vera differenza oggigiorno sul piano lavorativo la fa preparazione, l’essere capaci e pronti sempre a nuove sfide.

Lo consigliereste?

Se fossero i nostri figli a chiederci consiglio non avremmo ombra di dubbio sul rispondere di si; non esiste più il “lavoro sicuro” come invece fu insegnato ai nostri genitori. Questa è una scelta imprenditoriale ma anche una scelta di vita.

Lo Stato incentiva in qualche maniera le nuove attività artistiche?

Assolutamente no, anche perché siamo donne e anche perché non abbiamo più 20 anni. Il rischio in questi casi è da considerarsi esclusivamente a carico di chi decide di fare Impresa come nel nostro caso e ci dispiacciamo di questo quasi ogni giorno, perché sono tantissime le realtà di donne che vorrebbero fare la differenza con idee lavorative spesso anche molto interessanti, ma che non hanno la giusta dose di intraprendenza per buttarsi in una nuova sfida da realizzare, non hanno incentivi, e il loro resta un sogno chiuso in un cassetto.

I risultati vi stanno premiando, quanto è stato difficile?

I risultati ci premiano ed incoraggiano costantemente, ma ad ogni step raggiunto ce ne poniamo immediatamente un'altro da raggiungere, non ci sentiamo mai arrivate ed è questo il nostro concetto di “crescita” in senso tale.

Progetti per il futuro?

Stiamo lavorando alla nuova collezione Primavera/Estate, ed è un periodo questo per noi di grande creatività artistica, probabilmente uno dei periodi più eccitanti e gratificanti di tutto l’anno. Viviamo l’attesa fino all’uscita della prossima collezione come una sorta di gestazione, vorremmo percepire fin da subito il tipo di gradimento e riscontro che otteniamo sul nostro pubblico, ma come l’esperienza insegna, l’attesa è il piacere stesso del risultato.

Vi state ingrandendo?

Visto l’alto tasso di gradimento che riscuotiamo attraverso gli esercizi commerciali stiamo in questo momento valutando ed avviando una serie di collaborazioni con Showroom di Rappresentanza in varie regioni d’Italia che hanno come scopo quello di proporre in maniera capillare in vendita, presso negozi selezionati ,i nostri gioielli.

Prossimo passo uno store mono marca?

Ci è già arrivata qualche proposta in passato e anche dall’Estero, questo rappresenterebbe davvero per noi ulteriore motivo di orgoglio. “Never say never” che poi è anche il nostro motto.

Stefano Boccia per UnfoldingRoma

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