Fabio Mazzeo

Come uno scienziato impegnato nella costruzione di una visione del futuro

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Fabio Mazzeo architetto e designer.

Laureato in architettura nel 1994 è Dottore di Ricerca nel 2001. Dopo una breve parentesi di collaborazioni ad attività di insegnamento universitario nel campo della rappresentazione dell’architettura, comincia la sua attività di designer entrando in contatto con molteplici realtà produttive nel settore del disegno industriale e strutturale. Studioso appassionato dei temi della progettazione, ha da sempre mostrato particolare interesse nello studio approfondito del potere immaginifico della forma delle cose. Nel 1999 è impegnato in progetti quali l’illuminazione dell’autostrada Roma-Fiumicino (Compasso d’Oro 2001) in collaborazione con Emilio Ambasz e nel 2003 alla Network Tower di Bari che rappresentano solo alcuni dei risultati di una ricerca nel campo durata anni. 

Dal 2005 il suo lavoro si orienta decisamente sulla definizione di luoghi e oggetti di design indagando il tema dell’abitare e dello spazio urbano arrivando ad occuparsi della progettazione di edifici e di interni di lusso siano essi abitazioni private, yacht o spazi pubblici. E’ oggi co-fondatore e Direttore creativo della società Exclusiva Design, società operante prevalentemente all'estero, impegnata nel campo della progettazione architettonica e realizzazione di opere esclusive di design.

Ci puoi spiegare per bene cosa fa il Designer?

Penso che un designer sia come uno scienziato impegnato nella costruzione di una visione del futuro e il design uno strumento a servizio della sua immaginazione per la realizzazione delle cose. Può sembrare una definizione ridondante, ma è così ed è molto facile spiegarlo in due parole. Il design è in estrema sintesi una disciplina umanistica che ha come fine la realizzazione di un manufatto che assolva un preciso compito funzionale. Per giungere a questo obiettivo è necessario ricorrere ad accurate analisi preliminari di tipo filosofico, estetiche, sociologiche e tecniche senza ignorare lo studio dei fenomeni economici associati al paradigma dell’evoluzione; l’evoluzione degli usi delle cose e del vivere quotidiano.

La tua specializzazione sono gli interni vero?

La nostra compagine si occupa di Design a 360°. E’ una “piattaforma” intorno alla quale orbitano vari professionisti del settore, come interior and furniture designers, lighting designers, structural designers etc.... Spaziamo dal disegno e progettazione di interni al design di mobili  su misura fino ad arrivare, come sempre più spesso accade, al disegno dell’architettura. Non solo quindi progetto del “contenuto”, ma anche del “contenitore”.

Quanta creatività e quanta immaginazione ci vuole nel tuo lavoro?

Amo pensare che ci voglia moltissima creatività e capacità di associazione. Oggi viviamo, contrariamente al recente passato, in un mondo del quale in pochi attimi possiamo venire informati di ogni cambiamento. Le informazioni viaggiano veloci su ogni tipo di media e ciò rappresenta una bacino formidabile di possibili nuove intuizioni. Serve solo una forte creatività capace di associare e riconfigurare assunti apparentemente distanti in nuove strutture di significato ulteriore. Occorre imparare a saper cogliere i segnali  deboli come fossimo “sismografi”;  esercitare una visione di campo ancora più ampia.

La tua tipologia di cliente? Quando ci si rivolge ad un professionista come te?

I clienti cercano Exclusiva design per garantirsi un progetto unico e ricercato. Per fare questo lavoriamo molto soprattutto sul concetto di forma associata alla funzione da esprimere nello spazio proiettando il pensiero sulla superficie curva di un tempo il più possibile futuro.

Per essere aggiornati sui materiali e sulle innovazioni bisogna studiare molto?

Moltissimo. Studiare è soprattutto osservare, viaggiare ed esercitare il dubbio nella’analisi del mondo che ci circonda fino ad impadronirsi di ogni possibile soluzione ai problemi.

In Italia chi ammiri come Designer affermati?

L’Italia è un luogo magico per il Design. Tutto il mondo ci adora per questo. Io, personalmente, guardo ai giovani. Gli unici capaci di leggere “attraverso”, di essere liberi nel pensiero, di “fare” futuro. L’affermazione è un esito, mi intriga tutto ciò che porta ad essa.

Hai mai partecipato a concorsi del settore?

Certo. Come tutti e come quasi tutti ne ho anche vinto qualcuno. Ahimè come tutti, altresì, sono in attesa che qualcuno realizzi ciò che per il quale sono stato premiato (vedi concorso per il design dei nuovi banchi ambulanti per la Città di Roma. Comune di Roma 2008).

Il designer è una figura che può lavorare da solo oppure hai bisogno di team affiatato?

Non si può più pensare di affrontare la nostra professione da soli. E’ finito il tempo delle botteghe e dei designer alla Castiglioni; oggi è richiesta grande velocità di esecuzione, versatilità, specializzazione, ubiquità. Requisiti difficili da sostenere "da soli". Questo è un altro tempo, a mio parere inconfrontabile con il passato e senza precedenti; è il tempo della rete e tutti noi scienziati occupati nel mestiere della creatività dobbiamo aderirvi e sfruttarne la conseguente amplificazione del pensiero. Una volta qualcuno parlava di Realtà Aumentata…

Progetti futuri?

Dare un contributo sempre più significativo per valorizzare e promuovere il prodotto "design italiano" nel mondo.

Dove lavori adesso, spiegaci come lavora l'azienda in cui ti trovi ?

Lavoro come Direttore del design presso l’azienda che ho contribuito a creare nel 2008 insieme a Vito Taddei e Adalgisa Nicolazzi. Il nome della nostra compagine è Exclusiva Design e ci occupiamo di Design, Built & Management, cioè ci occupiamo di progettazione a 360° e forniamo, per il settore degli interni di lusso, un servizio “chiavi in mano” per forniture e realizzazioni. Lavoriamo esclusivamente all’estero e promuoviamo moltissimo i prodotti italiani.La società ha in sintesi due anime, una progettuale e l’altra di gestione commerciale e supervisione delle realizzazioni (project management).

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