Valerio Maddalena

Un tatuaggio è qualcosa di più profondo di un disegno.

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Mi chiamo Valerio Maddalena ho 25 anni sono di Roma  mi sono avvicinato al mondo del tatuaggio con passione e curiosità dalla prima volta che l’ago ha inciso la mia pelle all'età di 17 anni. Dopo parecchi mesi da apprendista iniziaii a tatuare e ad oggi sono 3 anni che lo faccio professionalmente.

Il primo impatto con quest'arte dove e come è avvenuto?

Il mio primo approccio col tattoo avvenne presto dato che ero ancora minorenne e ricordo il giorno del primo tatuaggio come fosse ieri, una delle ore più belle della mia vita che non potrò mai dimenticare. Non pensai al dolore né alla paura ero totalmente incantato e affascinato che capii che avrei fatto di tutto per far sì che il tatuaggio diventasse una certezza non solo sulla mia pelle ma anche nella mia vita.

Per mantenere viva questa tua pratica, spesso viaggi per approfondire nuove tecniche?

Credo fermamente che il viaggio sia una parte fondamentale per ciò che faccio. Viaggiare amplia il bagaglio culturale e permette di osservare ciò che ci circonda con un ottica diversa. Inoltre offre la possibilità di conoscere altri artisti col quale avere un confronto e tirare fuori così un qualcosa di costruttivo che mi permette di offrire un qualcosa di sempre più ricercato a chi mi dona uno spazio sul proprio corpo.

Ti hanno mai chiesto di scrivere testi di canzoni sulla pelle? Generalmente i tuoi clienti cosa chiedono?

Bé sinceramente non molto, spesso sconsiglio il lettering perché penso preferisco rappresentare un’idea, un sentimento o una parte del vissuto con un immagine che sia più personale e adatta a chi ho di fronte. Per fortuna i miei clienti spesso mi ascoltano, mi danno la loro fiducia ed è per questo che cerco di dare sempre il meglio di me.

Consideri la pelle umana una tela infinita di idee, secondo te è solo il tatuaggio una forma di comunicazione diretta?

La pelle umana secondo me è solo un mezzo sul quale possiamo scegliere di incidere ciò che più sentiamo e che vogliamo ci accompagni per sempre. Sicuramente è una delle forme di comunicazione più diretta e più intima non adatta a tutti, ma solo a chi sa prendere decisioni a lungo termine, una modifica permanente del proprio corpo non penso sia una cosa da prendere con leggerezza, per questo spesso mi piace parlare con chi ho di fronte per valutarne aspetti positivi e negativi oltre al disegno che penso sia più adatto a ciò che vuole rappresentare. La comunicazione permette di esprimere ciò che sentiamo nel modo che preferiamo, io ho scelto il Tatuaggio.

Il rapporto con il quartiere di Cinecittà un luogo dove si possono trovare anche degli altri artisti ti trovi a tuo agio è un luogo di Roma cosi estremamente magico?

Cinecittà è un quartiere dove c’è sempre vita, movimento e soprattutto è una zona giovane piena di persone di qualsiasi fascia d’età, questo è bellissimo perché può capitare di tatuare un diciottenne e magari il giorno dopo un sessantenne. Per me stare lì è come giocare in casa dato che ho sempre abitato a 5 minuti di macchina dallo studio e gran parte della mia stessa adolescenza l’ho trascorsa in quelle vie, in quei prati e in quelle piazze.

E’ una domanda che pongo spesso: il tatuatore deve sempre consigliare il cliente, ti poni mai dei limiti nel disegnare, ci sono cose che disapprovi?

Questa è una questione che riguarda l’etica di ogni tatuatore, tanti per soldi se ne fregano e tatuano a tutti, tutto, ovunque, è una cosa che decisamente non approvo. Spesso rifiuto di tatuare mani, viso, avambracci e collo a ragazzi giovani che hanno pochi tatuaggi (a volte addirittura nessuno). Purtroppo la richiesta di iniziare subito con tatuaggi in vista è sempre maggiore e spesso mi sento rispondere “…allora vado a quell'altro studio che me lo fa lo stesso…” sinceramente me ne frego, io non voglio segnare la faccia o le mani di un ragazzo per mettermi cento euro in tasca e per fortuna la maggior parte degli artisti che conosco e rispetto la pensano come me!

Molto spesso da te vengono ragazzi disoccupati che non hanno voglia di lavorare, ma denaro per comprare telefonini dell'ultimo momento, abiti firmati etc etc, qual è la tua opinione?

Non sta a me giudicare come spendono i loro soldi o come li guadagnano, se andranno sotto i miei aghi molto probabilmente sono maggiorenni e se hanno la testa per decidere un tatuaggio dovrebbero avere anche la testa su come gestire i loro guadagni, almeno lo spero per loro. Io valuto gli aspetti relativi al tatuaggio e sono a loro completa disposizione per consigliare, sconsigliare, realizzare ed eseguire il più fedelmente possibile ciò che decideranno di rappresentare sulla loro pelle.

Il cliente più anziano che hai tatuato che opera hai creato per questo signore?

Una è stata mia nonna che è una grande e a quasi settantanni ha deciso di onorarmi facendosi fare un cuore con una pergamena con le iniziali dei figli nello stile che preferisco, ovvero il Tradizionale, poi ce ne sono stati altri ma in particolare ricordo un signore molto anziano che si fece tatuare un gabbiano sul polso in ricordo del mare che era solito osservare con la sua metà che lo aveva lasciato, una storia toccante, che mi fece apprezzare e valorizzare ancora di più quello che svolgo, confermandomi che spesso un tatuaggio è qualcosa di più profondo di un disegno.

Nei tuoi disegni ti inspira anche la musica oppure tutto quello che hai attorno?

Sicuramente la musica ha un ruolo importante nella mia vita ma la fonte d’ispirazione principale è data da ciò che vivo e ho vissuto, da un insieme di esperienze personali più o meno belle di una quotidianità che ci si ritrova ad affrontare quando nasci vivi e cresci in quartieri sicuramente non facili della periferia romana come Giardinetti, Torre Angela e Tor Bella Monaca dove sin da piccolo capisci che tutto quello che vuoi dovrai sudartelo sia per averlo che per mantenerlo e questo è ciò che ti dà la carica e la grinta di lottare per ciò in cui credi veramente. Questo influenza e caratterizza sicuramente quello che propongo su carta e su pelle e che mi porta a scegliere di realizzare un determinato soggetto in una certa maniera piuttosto che in un'altra, che mi spinge sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo. Mi piace riprodurre soggetti moderni realizzati in maniera tradizionale, non mi piace l’idea di campare esclusivamente sulle reinterpretazioni dei disegni dei grandi tatuatori che più ammiro e che credo abbiano fatto la storia del tatuaggio tra i quali Owen Jensen, Herbert Hoffmann, Sailor Jerry, Ben Corday, Percy Waters. Non mi piace vivere seguendo degli schemi e spero di riuscire a trasmettere le mie sensazioni e ciò che sono attraverso il disegno, perché sono convinto che chi mi supporta e crede in me merita il massimo che posso offrirgli e non c’è cosa più appagante di leggere la soddisfazione negli occhi della persona che guarda il suo nuovo tattoo soddisfatto.

Che progetti e che novità per il prossimo anno?

Dato che il 2013 è stato un anno positivo sotto molti punti di vista mi auguro che il 2014 sarà ancora più carico di eventi, esposizioni e convention che oltre a permettere ai visitatori di valutare scegliere e conoscere diversi stili di tatuatori differenti sono un modo piacevole per noi esperti di ritrovarsi con clienti, amici e colleghi di altre parti d’Italia ma anche di fuori, un anno sicuramente più ricco di viaggi che sperò arricchirà le mie conoscenze e che spero mi carichi di nuovi stimoli!!

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