Il Cinema Si Fa Verticale

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Corrado Ceron vince la prima edizione del Vertical Movie, il festival del nuovo linguaggio sostenuto da Artisti 7607

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Tantissimi i passanti e i partecipanti. Un migliaio di persone sono transitate nella storica Piazza del Popolo che per la prima volta ha visto montare un palco dai ledwall verticali, il nuovo linguaggio audiovisivo che sta entusiasmando tutti, espresso dagli innovativi dispositivi (in primis dagli smartphone) di cui tutti noi siamo ormai dotati. Ed è proprio dalla grande mole di materiale video in verticale che viaggia in rete, che è nata l'idea del direttore artistico Salvatore Marino di creare insieme a Maurizio Ninfa il VerticalMovie, il primo festival di ripresa in verticale che per tutto il weekend ha chiamato a raccolta giovani e più esperti cineasti e videomaker dall'Italia e dal mondo. Tra i 24 video selezionati per la fase finale del concorso, trionfa "Apnea" di Corrado Ceron, miglior cortometraggio che si aggiudica il primo premio consegnato dal presidente di giuria Marco Giusti, a chiusura di una serata condotta da Marino insieme alla bravissima Andrea Delogu che ha chiamato sul palco il migliore tra i registi in gara. I film sono stati votati dalla giuria di esperti composta da Federico Moccia, Stefano Reali, Fabio Frizzi, Fioretta Mari, Antonio Tallura, Alberto Molinari, Attilio de Razza, Roberto Bosatra, Claudio Bucci, Gianni Mammolotti, Capedit, Marco Spoletini, Valentina Flint, Roberto Nepote e Roberto Sergio.

A designare il miglior attore protagonista invece, ci ha pensato Francesco Montanari, accolto sul palco e seguito da Cinzia Mascoli presidente di Artisti 7607 che dal palco ha dichiarato che "Spesso non servono i soldi, servono le idee e la possibilità di farle vedere. Questo Vertical Movie è un esempio di come le idee funzionino. E in fondo anche noi Artisti 7607 siamo un'idea. In questo Paese non sempre le cose vanno bene e la nostra idea di farle andar bene tutelando i nostri diritti, si è tramutata in una collecting di artisti che oggi funziona e opera al meglio. Ecco a cosa servono le idee a rendere migliore il tutto".

Montanari ha poi assegnato a Mariano Rigillo il premio come miglior interprete del corto firmato da Giuseppe Alessio Nuzzo, intitolato "Il Nome Che Mi Hai Sempre Dato". Si aggiudica la menzione per la miglior fotografia invece Antonio De Rosa. Tra gli ospiti in platea anche il comico Marco Capretti e l'attrice Karin Proia, protagonisti alla conduzione della prima serata del festival. Plauso anche per Tezeta Abraham, che ha partecipato al concorso con il suo corto "La Pace all'Improvviso", un esordio alla regia in cui la Abraham (già nota per i suoi ruoli in fiction come È arrivata la felicità, La festa più bellissima) si misura in modo documentaristico sulla pace tra Etiopia ed Eritrea. A movimentare il tutto ci hanno pensato Alex La Rosa e il suo corpo di ballo diretti artisticamente da Franco Miseria, seguito dalle esibizioni musicali di Nesli, grande ospite musicale atteso e protagonista con il suo ultimo lavoro "Vengo in Pace", a cui si è aggiunto la giovane Grace Cambria e il rock dei Laceblack. L'ultima serata del VerticalMovie ha poi goduto della prestigiosa presenza del regista e Leone d'Oro Peter Greenaway, già ospite della serata di sabato, che ha scelto proprio il palco di Piazza del Popolo per annunciare il suo primo film girato in verticale dal titolo "Verticality", prodotto dalla Stemo Production di Claudio Bucci, che vedrà un'opera composta da 7 episodi che avranno inizio da un primo capitolo in cui Greenaway sarà ripreso insieme alla moglie, la videoartist e regista Saskia Boddeke. “La cultura moderna è ormai indirizzata verso l’utilizzo del cellulare – ha detto Greenaway - e anche se alcune persone lo usano in orizzontale, la maggior parte lo utilizza in verticale; se vi guardate attorno e guardate le costruzioni di Roma, dell’Italia e dell’Europa, e se credete che il cinema sia come guardare attraverso una finestra, vi accorgerete che la maggior parte delle finestre nel mondo occidentale sono di forma verticale e non orizzontale”. 

Articolo di Roberta Savona.
Foto Angelo Costanzo.

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