XXIX Seminario Di Architettura E Cultura Urbana A Camerino

XXIX Seminario Di Architettura E Cultura Urbana A Camerino

Dal 31 luglio al 4 agosto 2019 ritorna il Seminario di Architettura e Cultura Urbana SACU a Camerino, un appuntamento, arrivato alla ventinovesima edizione, che si svolge ogni anno presso l'Università di Camerino in collaborazione con l’Archeoclub d'Italia e il Consiglio Nazionale degli Architetti..

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XXIX Seminario di Architettura e Cultura Urbana a Camerino
Un luogo di costruzione del bene comune

Dal 31 luglio al 4 agosto 2019 ritorna il Seminario di Architettura e Cultura Urbana SACU a Camerino, un appuntamento, arrivato alla ventinovesima edizione, che si svolge ogni anno presso l'Università di Camerino in collaborazione con l’Archeoclub d'Italia e il Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori.

Il Seminario, per la costanza e la tenacia di permanere attraverso gli anni, nonché per gli argomenti affrontati, rappresenta sicuramente uno degli eventi di approfondimento e confronto sul territorio, lo spazio ed il paesaggio più rilevanti in Italia. Coinvolge, infatti, centinaia di architetti, studiosi ed operatori culturali appassionati e desiderosi di condividere ricerche ed esperienze. E’ un luogo di incontro, formazione, studio e riflessione, aperto e interdisciplinare, che ha come principale obiettivo il dialogo su temi che appartengono ad ognuno di noi e che coinvolgono il nostro essere nello spazio e nella città e, allo stesso tempo, tenta di essere un anello di congiunzione tra Università, professioni e comunità. E’, dunque, un centro libero di apprendimento che offre, ad ogni edizione, nuovi e sempre diversi spunti di riflessione, domande e occasioni di conoscenza, proprio per avvicinare i mondi della teoria e della pratica, a volte così distanti ma necessariamente legati da un filo indissolubile.

L’argomento affrontato in questo 2019 è il rapporto tra architettura contemporanea e contesto storico: tematiche molto attuali e sentite in questo momento nel nostro Paese, ricco di sedimentazioni storiche da proteggere e preservare ma con la necessità di esprimere la cultura dell’oggi ed adattarsi alle esigenze della società contemporanea. Le vicissitudini degli ultimi concorsi, come quello del Palazzo dei Diamanti a Ferrara, hanno posto all’attenzione dell’opinione pubblica le problematiche del nostro patrimonio storico, artistico e architettonico, evidenziando posizioni estremamente differenti ed opposte all’interno di un dibattito che non coinvolge solo una élite ma interessa tutta la società civile.

L’architettura non è una realtà lontana dal nostro vivere quotidiano, non è una disciplina riservata a pochi eletti. E’ il modo con il quale noi facciamo esperienza dello spazio in cui lavoriamo, ridiamo, piangiamo, stringiamo mani e abbracciamo. E’ il modo per riconoscerci comunità, portare avanti relazioni, scoprire le nostre identità sfrangiate e variegate.

Quanti ogni anno si incontrano a Camerino, in pieno periodo estivo, spostano impegni, rinunciano alle proprie vacanze, arrivano dalle più diverse località in Italia affrontando viaggi di ore ed ore. Arrivano per partecipare ad un momento di famiglia, di realizzazione di una società dove tutti volgono alla costruzione di quello che abbiamo di più prezioso ma che spesso trascuriamo e non anteponiamo ad altri interessi: il bene comune.

Infine voglio ricordare un architetto che ha segnato la storia dell’architettura in Italia, appena scomparso: Cristiano Toraldo Di Francia, fondatore del gruppo d'avanguardia Superstudio con Adolfo Natalini e già docente della Scuola di Architettura e Design dell’Università di Camerino. Tra le sue opere più importanti la progettazione del lungomare di Livorno, la stazione ferroviaria di Firenze Statuto, la sede dell'Istituto bancario San Paolo di Prato, la pensilina della Stazione ferroviaria di Santa Maria Novella a Firenze, la sede della Banca Cooperativa del Credito fiorentino a San Casciano in Val di Pesa, e il Teatro Torquis di Filottrano ad Ancona. A lui un pensiero ed un ringraziamento.

di Roberta Melasecca

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