L’architettura Emozionale Di Savina Tarsitano

L’architettura Emozionale Di Savina Tarsitano

Compito dell’arte è di rispondere ad una chiamata che incida sulle potenzialità di carattere di un luogo, che sia oltre la sua stessa storia di committenza, creazione e funzione.

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L’architettura emozionale di Savina Tarsitano: rilievo dell’invisibile per il Festival delle Erranze e della Filoxenia di Platania

di Roberta Melasecca

“Compito dell’arte è di rispondere ad una chiamata che incida sulle potenzialità di carattere di un luogo, che sia oltre la sua stessa storia di committenza, creazione e funzione. Fare di un sito in ristrutturazione la materia dell’opera, è fare insorgere un racconto visivo di soglie, di prese di luce, di stanze che si susseguono, corridoi e intonaci scrostati dentro un rituale di “trasloco” che è allegoria dell’immaginazione.... una matrice simbolica, una mappa che può rendersi visibile, emozionale, solo al momento del contatto con il luogo.”

Savina Tarsitano, artista che opera in ambito internazionale, ha recentemente presentato per il Festival delle Erranze e della Filoxenia di Platania (CZ), la sua ricerca sul rilievo dell’invisibile, sulle architetture emozionali. Un progetto complesso, stratificato, che delinea uno sguardo attento, accorato e poetico sul territorio e sulle permanenze storiche, che indaga sulla rappresentazione visiva delle memorie viventi e sul tempo-spazio di un luogo.

Savina inizia la ricerca sulle architetture emozionali nel 2004, portando avanti fasi di sperimentazione empirica e elaborazione creativa in varie residenze sull’isola di Suomenlinna in Finlandia, a Frioul in Francia, a Bogliasco in Liguria, a Martinica, in Groenlandia, ad Ambronay in Francia, a Coswig in Germania, a Bereguardo in Italia, in Giappone, Cuba, Indonesia, Cambogia, Spagna. Partendo da studi sulla teoria del caos, per le quali l’opera registra ed è testimone della visione irreversibile dei luoghi tra matematica e paesaggio, il lavoro di Savina si avvicina al concetto di approdo attraverso soggiorni in isole, abbazie, castelli e le sue opere, realizzate con differenti linguaggi, assumono la forma di "visioni incarnate" attraverso una relazione con l’ambiente che si configura come territorio visivo.

Forte di queste sperimentazioni, la ricerca arriva nei luoghi di origine dell’artista, la Calabria, incentrando l’attenzione su temi collettivi, sulle peculiarità naturali, sulla storia dei borghi con i suoi monumenti greci, bizantini, normanni, sulle emergenze che si sottraggono allo sfruttamento e sono destinate alla mera contemplazione, prediligendo così quelle manifestazioni culturali poco visibili, lontane dallo svuotamento simbolico delle immagini stereotipate. I luoghi, le piccole comunità diventano le dimore dell’artista: Savina predilige quegli spazi da definire, da restaurare, che vibrano di energia pura e raccontano di storie inedite e sommerse, di realtà che oltrepassano il tempo e lo spazio e conducono in luoghi sconosciuti. Infatti i momenti delle operazioni di restauro degli edifici costituiscono degli intervalli caotici da cui emergono forme e strutture “contemporanee” dell’architettura: è qui che l’arte riesce a dialogare non solo con la memoria dei luoghi ma con gli archetipi universali, tentando di catturare uno sguardo, un particolare, un indizio, un codice cifrato, una matrice simbolica.

L’obiettivo è, dunque, sensibilizzare sulla dimensione dell’emozione e dell’invisibile, attraverso il dialogo con le comunità locali, dove lo stesso territorio e patrimonio diventano motore di ricerca e creazione.

Ogni luogo è officina e materia dell’opera ma anche limite necessario all’immaginazione.

Festival delle Erranze e della Filoxenia di Platania
luglio - agosto 2019

https://festivalerranzefiloxenia.it/

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