Milan 0 - 2 Inter 21.09.2019

Brozovic e Lukaku puniscono un brutto Milan

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Il Milan esce con le ossa rotte da un derby che avrebbe dovuto dire molto sulla situazione attuale dei lavori in corso targati Giampaolo. Molto più nero che rosso, colore sovrastato dal blu interista che vince meritatamente nella ripresa dopo avere sfiorato più volte il vantaggio anche nel primo tempo.

Derby numero 224 a San Siro che mette di fronte due squadre che vivono momenti differenti e che partono con ambizioni distanti l'una dall'altra. Se da una parte l'Inter ha finito il suo periodo di purgatorio e mira ad inserirsi costantemente tra le prime tre squadre del nostro campionato, il Milan ha appena cominciato la sua opera di ricostruzione e nella stagione attuale firmerebbe per concludere al quarto posto. La stracittadina milanese non è però mai una partita normale e tutti i pronostici vengono azzerati quando di fronte ci sono queste due squadre. Debutto per entrambi gli allenatori in questo match, con Giampaolo che arriva dalla buona tradizione nei derby genovesi, così come Conte in quelli torinesi. 

Il tecnico rossonero prova subito a stupire tutti lanciando nella mischia Leao, nuovo acquisto finora non pervenuto in campionato, che prende il posto di Paquetà, protagonista di un duro confronto col suo allenatore in settimana. Per il resto tutto confermato, con l'attacco completato da Piatek e Suso ed il centrocampo che vede Biglia prevalere nuovamente su Bennacer. In difesa, Conti prende il posto dello squalificato Calabria. Tra i nerazzurri si rivede invece Godin in difesa, a completare il trio delle meraviglie con De Vrij e Skriniar, mentre nel centrocampo a cinque è D'Ambrosio a riprendersi il posto come avviene puntualmente ogni anno. In avanti, la coppia formata da Lukaku e Lautaro Martinez.

L'atmosfera caldissima di San Siro si riflette sulle due squadre, che partono a giocare a ritmi altissimi ed è l'Inter in particolare a cercare di fare la partita, pressando alta sui portatori di palla rossoneri. L'atteggiamento nerazzurro porta i suoi frutti nelle prime fasi, dove il Milan ècostretto nella propria metà campo e poco dopo il decimo minuto corre un grosso rischio quando Rodriguez perde palla malamente sul pressing di D'Ambrosio e costringe Donnarumma all'uscita per anticipare Lautaro pronto ad approfittare dell'errore.

La formazione di casa ogni tanto prova a mettere la testa fuori dal guscio, ma è frenato costantemente dai limiti tecnici di Calhanoglu e Suso, ovvero proprio i giocatori da cui ci si aspetterebbe che venisse illuminata la manovra. Col passare dei minuti, si fa invece sempre più pericolosa l'Inter, che al ventesimo colpisce un palo clamoroso con D'Ambrosio a porta sguarnita, dopo la bella parata del portiere rossonero sempre sull'argentino. La risposta della squadra di Giampaolo arriva poco dopo su contropiede, dove Piatek sbaglia a servire i compagni, ma dopo un batti e ribatti la palla arriva su Calhanoglu che insacca, ma si vede strozzare l'esultanza in gola dal fischio arbitrale per un precedente fallo di mano di Kessié.

Dopo una bella azione del Milan intorno alla mezz'ora, la prima dall'inizio della partita, torna a riprendere il comando delle operazioni l'Inter che si vede annullare anche un goal per fuorigioco. Tutto nasce su calcio da fermo, dove un ispiratissimo D'Ambrosio si trasforma in centravanti e con una bellissima rovesciata impegna Donnarumma, sulla cui respinta si avventa Lautaro per il tap-in, partendo però da millimetrica posizione irregolare. E' un derby divertente, perchè i padroni di casa riescono a rendersi pericolosi spesso in contropiede: prima è Suso a farsi tutto il campo di corsa per poi sbagliare la scelta una volta in area, decidendo di concludere invece di servire Leao, poi è il francese a fare tutto bene sulla fascia sinistra e mettere un bel pallone in mezzo per Piatek, che di testa mette il pallone alto sopra la traversa.

E' l'ultima emozione di un primo tempo divertente e ricco di occasioni per entrambe le squadre, dove l'Inter avrebbe forse meritato il vantaggio ai punti per le energie profuse e le occasioni create soprattutto nella prima metà della frazione.

La ripresa inizia con un inutile fallo di Conti nei pressi della propria area, che gli vale un cartellino giallo e regala agli avversari una punizione da posizione pericolosa. Sugli sviluppi del calcio piazzato, il tiro di Brozovic viene deviato fortuitamente da Leao e finisce in porta per il vantaggio dell’Inter, prima annullato e poi convalidato con il VAR. Il Milan subisce il contraccolpo del goal e l'Inter torna a comandare la partita, ma Giampaolo non cambia nulla nonostante l'evidente stato confusionale dei suoi.

Il cambio arriva poco dopo il sessantesimo, quando l'allenatore rossonero sceglie di giocarsi la carta Paquetà al posto di un Calhanoglu gravemente insufficiente ed al brasiliano basta un pallone, tra l'altro auto-procuratosi con un bell'intervento a centrocampo, per fare meglio del suo compagno di squadra: cross al centro a liberare Piatek, che da solo davanti ad Handanovic sbaglia il controllo volante e spreca tutto. La fase centrale della ripresa è caratterizzata più che altro dai tentativi dei due tecnici di aggiustare le rispettive squadre: Giampaolo inserisce Theo Hernandez per avere maggiori soluzioni offensive, mentre Conte risponde prima con Vecino e poi con Politano.

Ad avere la meglio sono i nerazzurri, che passano per la seconda volta. Su lancio di Godin, Barella si libera sulla sinistra e mette al centro un bel pallone per Lukaku, fino a quel momento ben contenuto dalla difesa avversaria, che svetta di testa trafiggendo un incolpevole Donnarumma. Il belga va vicinissimo al raddoppio poco dopo, quando va a colpire la traversa su assist proprio dell'ultimo entrato Politano. E' di fatto il colpo del KO, perchè i minuti sono pochi e l'Inter è una squadra che sa bene come e quando difendersi, ma ciò nonostante il Milan riesce ancora a trovare un sussulto quando Theo Hernandez va a colpire il palo dopo una bella azione personale, con Handanovic battuto.

Nel recupero c'è tempo di vedere un contropiede interista, con Candreva che va a colpire il palo interno e vede il pallone danzare sulla linea fino ad uscire dalla parte opposta, poi la festa nerazzurra può esplodere. La squadra di Conte va a vincere meritatamente il derby sul campo dei cugini e mantiene il primo posto solitario in classifica, mentre c'è ancora tantissimo da lavorare per quella di Giampaolo, vittima dei propri limiti tecnici, ma anche incapace di mettere in campo un gioco che lontanamente ricordi quello tanto decantato dal proprio allenatore.

I TOP E I FLOP DEL MATCH:

Fronte Milan c'è ben poco da salvare. Donnarumma fa quello che può per limitare il passivo, Leao è sfortunato in azione della deviazione sul goal di Brozovic, ma è il più attivo in avanti. Non illumina il gioco chi dovrebbe, a partire da Biglia, fino a Suso e Calhanoglu, mentre fa ben sperare Theo Hernandez che dopo il suo ingresso mostra doti da titolare fisso.

Tutto il contrario in casa Inter, dove gli autori del goal spiccano sul tabellino, ma la palma del migliore in campo va a Barella in coabitazione con D'Ambrosio. Lautaro è molto volitivo e un po' sfortunato, mentre si fa notare positivamente ancora una volta Politano. Bene il pacchetto difensivo, aiutato anche dalla pochezza offensiva avversaria.

FORMAZIONI UFFICIALI:

MILAN (4-3-1-2): Donnarumma; Conti, Musacchio, Romagnoli, Rodriguez (71' Theo Hernandez); Kessié, Biglia, Calhanoglu (63' Paquetà); Suso; Leao (83' Rebic), Piatek. All. Giampaolo

INTER (3-5-2): Handanovic; Godin, de Vrij, Skriniar; D'Ambrosio, Barella (82' Candreva), Brozovic, Sensi (71' Vecino), Asamoah; Lautaro (76' Politano), Lukaku. All. Conte

Matteo Tencaioli

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