Milan 1 - 3 Fiorentina 29.09.2019

Capolinea per Giampaolo?

98
stampa articolo Scarica pdf

Head

Prova del nove per il Milan di Marco Giampaolo che, dopo la buona prestazione di Torino in cui è clamorosamente mancato il risultato, ospita la Fiorentina per un match dove c'è l'obbligo di vincere e convincere. Sulla panchina dei viola siede un certo Vincenzo Montella, che dalle parti di San Siro non ha lasciato grandi ricordi e per il quale di sicuro c'è un significato particolare nella partita, che va al di là del risultato.

I padroni di casa si presentano confermando in toto la formazione di giovedì sera, a riprova di come la squadra stia raggiungendo pian piano il suo assetto stabile e soprattutto la voglia di non buttare via quanto di buono si era visto coi granata. Nulla di particolarmente nuovo anche tra i viola, che conservano l'assetto privo di un attaccante di ruolo e soprattutto la presenza in campo di quel campione di nome Franck Ribery.

L'inizio del match è nel segno dell'equilibrio, con le due squadre che si studiano e provano qualche sortita in avanti. La situazione viene sbloccata da un errore clamoroso di Calhanoglu in uscita poco prima del quarto d'ora di gioco, quando il turco perde un pallone velenosissimo a centrocampo e permette a Ribery di involarsi verso Donnarumma. Dopo avere saltato Musacchio come fosse un birillo, il francese va alla conclusione che viene murata dall'estremo difensore rossonero, ma sulla respinta la difesa si addormenta e permette a Chiesa di impossessarsi del pallone, costringendo Bennacer all'intervento scomposto che causa un calcio di rigore. Sul dischetto si presenta Pulgar, che spiazza il portierone e porta i suoi in vantaggio.

La reazione del Milan è di pancia, ma completamente disordinata. Dopo il vantaggio quasi inaspettato, la Fiorentina chiude bene tutti gli spazi e la presenza contemporanea di Lirola e Chiesa sulla fascia destra impediscono a Theo Hernandez di salire sulla propria fascia di competenza, togliendo di fatto ai rossoneri una delle principali fonti di gioco. Dall'altra parte Calabria e Suso sono irritanti nel loro commettere sempre gli stessi errori, come Calhanoglu al centro e l'unico che ci prova in qualche modo è Leao, spinto dalla propria incoscienza giovanile, che però non porta grandi frutti. 

Non c'è quindi nulla da registrare fino alla fine della frazione, se non l'uscita dal campo dei rossoneri tra le meritatissime bordate di fischi dei propri tifosi, esasperati da uno spettacolo deprimente che da queste parti non si vedeva forse dai tempi della retrocessione in Serie B. 

La ripresa comincia con la novità Krunic, che prende il posto di Kessié per fare il suo esordio in rossonero. Cambia poco a livello di gioco e le cose si mettono ancora peggio per i rossoneri quando Musacchio commette un fallo inutile, senza senso e grave su Ribery a centrocampo, guadagnandosi un meritato cartellino rosso dopo l'intervento del VAR. Nonostante la situazione di svantaggio, Giampaolo decide di togliere una punta vera come Piatek per fare spazio a Duarte, accentrando leao e passando ad una specie di 4-4-1.

Inutile dire che a questo punto la situazione per il Milan precipita, nonostante i continui inviti dei propri supporter a tirare fuori gli attributi, perchè per tirare fuori qualcosa bisogna averla ed in dieci è ancora più difficile provare a reagire. La partita diventa quindi un monologo viola e per il raddoppio c'è solo da aspettare un altro errore di Calhanoglu, che arriva puntualmente al ventesimo della ripresa quando il turco regala un pallone a Chiesa, che s'invola sulla destra e mette in mezzo un pallone che Castrovilli deve solo spingere in porta da pochi passi.

Il terzo goal è nell'aria e non arriva subito soltanto perchè Donnarumma neutralizza un rigore a Chiesa, anche questo provocato da un disastroso Bennacer come il precedente, ma nulla si può quando dall'altra parte gioca un certo Franck Ribery. Quando manca meno di un quarto d'ora alla fine del tempo regolamentare, il campione francese mostra tutto il suo repertorio al pubblico di San Siro, fa sedere Calabria e l'esordiente Duarte e poi la piazza alle spalle del portiere avversario, prendendosi il tributo di tutto lo stadio sotto forma di un lungo applauso. L'esatto contrario del trattamento riservato a Suso dai propri tifosi, che subissano lo spagnolo di fischi alla sua uscita poco dopo la terza rete subita dalla sua squadra.

Forte del triplo vantaggio, la Fiorentina perde la concentrazione e paga il prezzo di una rete subita. Fa tutto Leao, che parte palla al piede poco più avanti del centrocampo, fa fuori quattro avversari e la mette in porta con un tocco elegante. Il portoghese è l'unica nota positiva della serata rossonera, a prescindere dal goal, perchè sembra l'unico in grado di saltare l'uomo e fare un minimo la differenza nella pochezza offensiva della sua squadra.

E' l'ultima azione degna di nota, perché nonostante il Milan provi a tenere il baricentro alto e fare qualcosa non riesce a proporre nulla di pericoloso e dopo cinque minuti la partita finisce sotto gli occhi di un pubblico già più che dimezzato di fronte alla pochezza dello spettacolo offerto dalla squadra di casa, letteralmente annichilita da una Fiorentina con le idee chiare e spietata, ma soprattutto con un'organizzazione di gioco che ha ricordato la prima viola gestita da Montella.

Si dice che la notte porti consiglio ed il rischio è che possa costare cara a Marco Giampaolo, fino a questo momento dimostratosi non all'altezza di una panchina scottante come quella rossonera. 

I TOP E I FLOP DEL MATCH:

Nel Milan si salvano solamente Leao e Donnarumma, che prendono la sufficienza per avere rispettivamente segnato un goal e parato un rigore. Gli altri meritano un quattro di gruppo senza nemmeno scendere nei dettagli.

Molto meglio i viola, tra cui spicca la prestazione di Ribery: un piccolo gigante nella serata di San Siro. 

FORMAZIONI UFFICIALI:

MILAN (4-3-3): G.Donnarumma; Calabria, Musacchio, A.Romagnoli, Hernandez; Kessie (46' Krunic), Bennacer, Calhanoglu; Suso (79' Castillejo), Piatek (58' Duarte), Leao. All.: Giampaolo

FIORENTINA (3-5-2): Dragowski; Milenkovic, Ger. Pezzella, Caceres; Lirola, Pulgar, Badelj, Castrovilli (79' Benassi), Dalbert; Chiesa (84' Boateng), Ribery (89' Ghezzal). All.: Montella


Matteo Tencaioli

© Riproduzione riservata