BOLOGNA LAZIO 2-2 Stg 2019-20

DUE VOLTE IN SVANTAGGIO, DUE VOLTE CIRO RIMONTA. MA CORREA SBAGLIA UN RIGORE AL 86'. 2 PUNTI BUTTATI?

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2 punti persi, non si può buttare via un rigore a 2 minuti dalla fine, Correa stampa il pallone sulla parte alta della traversa e finiscono li le speranze della Lazio di portare via la vittoria al Dall’Ara di Bologna. Il reparto difensivo biancoceleste è l’anello debole della squadra, 2 gol presi e altrettanti mancati per pochi centimetri dagli attaccanti del Bologna, d’altro canto quando la palla è nei piedi biancocelesti ogni azione può portare ad una palla gol, ma se poi non ne fai uno in più degli avversari tutto torna in discussione.

Dalla preparazione si è intuito che la difesa scricchiola, un maestoso Acerbi non sempre può mettere la pezza alle imbarcate, Inzaghi dovrà cercare per forza di riequilibrare questa squadra se davvero si vuole puntare al quarto posto. Correa stava ripagando alla grande la scelta di farlo restare in campo dopo l’espulsione di Leiva, Immobile si è accomodato in panchina stavolta senza fare drammi, El Tucu si è caricato sulle spalle la squadra e nelle sue ripartenze veloci è riuscito anche a far espellere Medel per fallo da ultimo uomo, una chiara occasione da gol. Acerbi era riuscito nel miracolo di farsi atterrare in aerea da Palacio dopo una rincorsa di sessanta metri. Il rigore macchia la prestazione anche se il pareggio, forse, è il risultato più giusto, ma, quando c’è da prendere tre punti, una grande squadra li prende e scappa e la Lazio non è lo ancora.

Inzaghi sceglie Luiz Felipe, Acerbi e Radu in difesa con Strakosha in porta, Marusic e Lulic nei quinti di centrocampo, Milinkovic Savic, Leiva, Luis Alberto a supporto di Correa e Immobile. Mihajlovic in attacco con il trentasettenne Palacio, il giovane Orsolini e Sansone a supporto.

Si capisce fin da subito che sarà una partita combattuta con tanto pressing, tanta tecnica e poca tattica difensiva. 8’ Strakosha blocca un tiro di Palacio, ritmi alti, ma fino al 20’ niente tiri in porta. 21’ gol del Bologna, Orsolini passa facilmente su Lulic, cross al bacio per Krejci che di testa batte Strakosha, ancora una volta la Lazio prende gol di testa. Due minuti e arriva il pareggio laziale, Lulic si riscatta dall’errore precedente e in dribbling ne smarca due e offre a Immobile un assist che il napoletano trasforma in gol anche grazie alla non propria buona posizione del portiere del Bologna. Botta e risposta tra le due squadre che si affrontano a viso aperto, al 31’ gol del Bologna, raddoppio di Palacio che con un tap in insacca dopo un palo colpito da Svangberg. 37’ Milinkovic con una palla in mezzo non trova per pochissimi centimetri nè Immobile nè Acerbi per spingere in rete il pallone. 39’ Sansone, a tu per tu con Strakosha, non riesce a superare il portiere laziale e un minuto dopo arriva il pareggio della Lazio. Ancora Immobile protagonista, settima rete in stagione, triangolo con Luis Alberto e l’attaccante della nazionale batte di sinistro il portiere del Bologna. Un primo tempo pirotecnico, bel gioco, ma anche tanti errori.

Secondo tempo senza cambi che si apre con il gol annullato a Svanberg per fuorigioco, Bologna molto vicino al terzo gol. Al 59’ secondo giallo per Leiva e prima espulsione in Italia per il giocatore ex Liverpool. Dentro Parolo e Bastos per Immobile e Luiz Felipe, già ammonito nel primo tempo. Correa parte in contropiede al 70’ e Medel è costretto ad atterrarlo appena prima di entrare in area, cartellino rosso diretto e 10 contro 10. Bologna che ci prova ancora con Palacio che serve Krejci che crossa per Orsolini che non ci arriva per un soffio. Tanti cartellini gialli, partita maschia, ma mai cattiva. 84’ Correa, dopo un rimpallo, si ritrova davanti a Skorupski, poca freddezza e niente gol, probabilmente l’argentino voleva far passare la palla in mezzo alle gambe, ma serviva fare di più. 86’ rigore per la Lazio, Acerbi atterrato da Palacio dopo una ripartenza della Lazio, Correa si prende la responsabilità, ma la palla si stampa sulla parte alta della traversa e addio ai tre punti che erano molto vicini dato che la partita era praticamente finita. Al 92’ il giovane Olsen grazia la Lazio di testa dopo il solito errore di Jony, subentrato a Lulic, nel fare la diagonale difensiva.

Sono due punti che mancheranno quando si faranno le classifiche finali perché ci saranno in futuro partite che si meriteranno di vincere e non si vinceranno e soltanto in quei momenti ci si renderà conto dell’importanza di aver segnato quel rigore. Non è per dare addosso a Correa, ma quando ci si prende quel tipo di responsabilità si deve avere la consapevolezza dell’importanza di portare a termine positivamente la cosa, altrimenti poi le conseguenze non saranno lievi. Correa adesso deve riuscire a trovare la tranquillità di riprovarci, di crescere anche sotto questo punto di vista per dimostrare il campione che è. Il rinnovo del contratto è meritato, la sua crescita è sotto gli occhi di tutti, non sarà un rigore a cambiarla, ma deve dimostrare più freddezza sotto porta.

Inzaghi stavolta non ha colpe, scelte azzeccate anche nei cambi e squadra sempre pronta a ripartire, bisognerà equilibrare la fase difensiva, con squadre più forti si andrà terribilmente in sofferenza, ma la strada sembra quella giusta schierando in contemporanea Alberto, Milinkovic, Correa e Immobile, servirà maggiore attenzione e forse più aiuto a Leiva. Ora la sosta e poi l’Atalanta, banco di prova importante se si vorrà rimanere in zona Champions.

GIUSEPPE CALVANO

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