TOP FLOP LAZIO ATALANTA 3-3 Stg 2019-20

PARTITA STILE INGLESE, FLOP NEL PRIMO, TOP NEL SECONDO. QUALE SARA' LA VERA LAZIO?

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Dovremmo cambiare il nome del pezzo, Flop e Flop sarebbe più giusto, almeno fino al 67', al gol del 2 a 3 della Lazio con Correa subito dopo il rigore, segnato da Immobile, un minuto prima. Le partite durano 90 minuti più tutto l'immenso recupero dovuto al Var e quindi tutto può ritornare normale, anche il Top e Flop.

Flop certo, chiaro come il sole, l'approccio alla partita della Lazio. Probabilmente Inzaghi l'aveva preparata diversa, si aspettava la solita Atalanta, ma Gasperini ne sa una più del diavolo e i giocatori della Lazio sono andati nel pallone. Tre gol, più svariate azioni da rete, hanno annichilito una Lazio disorientata, persa, spenta.

Ancora flop, decisamente flop è stato l'atteggiamento dei giocatori nei primi 45 minuti anche se tatticamente sorpresi dall'Atalanta, non si può giocare così male, cosi timidamente, cosi mosci. Non si possono fare nomi perché tutti e undici hanno toppato, forse credendo troppo alle parole del mister Inzaghi che in conferenza stampa pre partita aveva detto che la Lazio era più forte dell'Atalanta, parole usate per forzare l'ambiente, ma che invece dati alla mano, dimostrano che l'Atalanta in questo momento è la terza forza del campionato.

Il Top di sicuro è l’orgoglio uscito fuori dai giocatori con la maglia biancoceleste, nel secondo tempo sono entrati in campo con la mente libera, forse già rassegnata alla sconfitta e hanno dato tutto quello che avevano in corpo, chi anche di più e mi viene in mente Ciro Immobile, correva ancora anche dopo il triplice fischio finale al 95’, mi viene in mente il povero Lulic, stremato, ma che continuava a spingere su quella fascia anche senza più un briciolo di forza e Correa, che dopo essersi divorato l’ennesimo gol a porta spalancata, si è trasformato in cigno e rimesso in corsa la Lazio. Discorso a parte per Milinkovic, lui non si nasconde mai, c’è sempre quando c’è da colpire di testa, dare randellate e colpire di fino, insomma uno dei pochi sufficienti anche quando il risultato era di 0 a 3.

Un Top bisogna darlo anche a Simone Inzaghi, ha sbagliato e si è fatto prendere in castagna nel primo tempo, nel secondo ha inserito Patric e Cataldi per Parolo e Marusic e manco se avesse pescato Carvajal e Iniesta, ha stravolto la partita. Sarà un caso, ma Cataldi ha giocato forse il suo miglior tempo di gioco da quando calca i terreni verdi calcistici e Patric è uscito fuori dal compitino facendosi trovare in ogni parte del campo. Una volta tanto i cambi giusti nella partita giusta. Lukaku sarebbe stato troppo, rimesso a sedere subito dopo i 2 a 3 per far posto a Caicedo, determinante poi come Patric e Cataldi. Insomma della serie “chi l’avrebbe mai detto”.

Mezzo e mezzo, tra top e flop lo spagnolo Luis Alberto, in campo per 95’ minuti forse per la prima volta in stagione. Non visto né sentito nei primi 45’, entrato in punta di piedi nei secondi, insomma da lui ci si aspetta sempre di più, anche se per stasera va bene così.

Difesa da rivedere, probabilmente non era Parolo l’uomo adatto ad arginare e dare protezione ai tre difensori contro una mostruosa Atalanta nel reparto avanzato, ma i difensori hanno deluso, Acerbi e Radu poco meglio di Luiz Felipe, prestazione da dimenticare, il buon ultimo quarto della partita non può cancellare tutte le pecche dei primi 60 minuti.

La Lazio salva la pelle, l’Atalanta ritorna a Bergamo ancora una volta scontenta e delusa, non dalla prestazione ma dal risultato, un po' come accadde a primavera con la finale della Coppa Italia, le parole di Gasperini nel dopo partita lo confermano.

Ritornano le coppe, Lazio e Atalanta saranno ancora protagoniste, intanto hanno avuto il merito di aver disputato una classica partita in stile inglese, bella, combattuta faccia a faccia e senza tatticismi esasperati, insomma uno spettacolo di quelli che se ne vedono pochi in Italia.

GIUSEPPE CALVANO

FOTO EMANUELE GAMBINO


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