Milan 1 - 2 Lazio 03.11.2019

Continua la stagione più nera che rossa della squadra milanese

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Milan: prendi Duarte e mettilo da parte. A causa principalmente di una prova sconsiderata del difensore centrale, il Milan soccombe in casa contro la Lazio dopo un'ora giocata su buoni livelli. Meritata la vittoria per i biancocelesti, di sicuro più ricchi in termini di qualità e bravi a crederci fino all'ultimo senza stravolgere il proprio gioco.

Amarcord a San Siro, dove Stefano Pioli incontra il suo passato di nome Lazio: squadra con cui visse l'incredibile gioia della qualificazione in Champions League, ma anche la grande amarezza dell'esonero l'anno successivo. Dopo la prima vittoria con la sua nuova squadra, il Milan, l'ex-allenatore biancoceleste ci riprova in casa in una partita fondamentale per riagganciarsi subito al treno dell'Europa, prima di tre match di fuoco che poi vedranno la sua squadra opporsi a Juventus, a Torino e Napoli.

Qualche cambio per i padroni di casa rispetto alla partita con la SPAL, ma anche qualche sorpresa: a partire dalla conferma di Bennacer al posto del talismano Biglia, fino all'inserimento di Krunic per il deludente Kessié di inizio stagione. In avanti c'è ancora Castillejo sulla destra, ma questa volta a causa di un infortunio muscolare patito da Suso. In difesa riprende il suo posto Calabria, con Duarte che scala  al centro in vece dell'indisponibile Musacchio. Confermatissimo il 3-5-2 per Simone Inzaghi, che non rinuncia al suo giocatore più im forma, Ciro Immobile, al cui fianco agisce Correa. Formazione tipo per la Lazio, dunque, senza particolari sorprese.

Fin da subito le squadre non rinunciano a cercare la via del goal e ne consegue un match fin da subito divertente e giocato su ritmi piuttosto alti. Sono gli ospiti ad avere la prima concreta occasione da goal dopo cinque minuti, con una ripartenza che mette Immobile nelle condizioni di calciare in porta, ma sulla sua strada trova Donnarumma bravo a difendere il secondo palo. Il Milan prova a reagire, ma qualche errore di troppo impedisce ai rossoneri di essere pericolosi, in particolare a centrocampo dove Bennacer stenta a dare la qualità necessaria.

La partita si accende di colpo dopo il ventesimo, quando entrambe le squadre vanno vicine al goal. Prima è il Milan a provarci, con Castillejo che con un bellisimo passaggio mette Paquetà da solo davanti a Strakosha, ma il brasiliano è troppo frettoloso a cercare la conclusione e regala il pallone al portiere avversario. Sul cambio di fronte, è Luis Alberto a trovare un assist perfetto per Immobile, ma il bomber biancoceleste è poco fortunato nella conclusione e colpisce in pieno la traversa. 

Non finisce qui perchè, dopo una bella azione di Castillejo che prova da solo ad impegnare la difesa avversaria, gli ospiti trovano la situazione buona per passare in vantaggio. Si sgancia sulla destra Lazzari, che trova una prateria davanti a sè e può andare al cross; la difesa del Milan scala, ma Duarte è completamente fuori tempo nella marcatura su Immobile e per il  capocannoniere è un gioco da ragazzi insaccare di testa e festeggiare la rete numero cento con la sua squadra. Nemmeno il tempo di festeggiare e arriva il pareggio: azione di Hernandez sulla sinistra, cross al centro sul quale inteviene Piatek che calcia al volo e trova la porta grazie alla deviazione decisiva di Bastos col petto.

Quando mancano dieci minuti al duplice fischio, il Milan è costretto a sostituire Castillejo, autore di una buona prova, per infortunio muscolare. Al suo posto Rebic, chiamato in causa da Pioli per la prima volta e che si trova subito nella posizione di fare male di testa, su cross di Bennacer. E' un buon momento per il Milan, che poco dopo ha un'occasione enorme per completare il ribaltone, con una conclusione di Calhanoglu direttamente da calcio d'angolo che Strakosha riesce a neutralizzare pochi centimetri prima che la sfera entri in porta, come confermato dalla "goal line technology". 

E' l'ultima emozione di un primo tempo divertente e ricco di occasioni, che vede le due squadre scendere negli spogliatoi sul risultato di 1-1: un punteggio che bene rappresenta l'andamento della partita fino a questo momento. 

L'inizio della ripresa si mantiene su ritmi elevati, seppure privo di squilli da ambo i lati. Pioli prova a scuotere i suoi dopo pochi minuti, togliendo dal campo un deludente Paquetà per fare spazio a Leao e lasciare meno solo Piatek in avanti. Risponde subito Inzaghi con un doppio cambio, che vede uscire dal campo il grande protagonista Ciro Immobile per un leggero infortunio patito nel primo tempo e un Milinkovic-Savic non all'altezza. Al loro posto entrano rispettivamente Caicedo e Parolo. 

Il match cala progressivamente d'intensità e non potrebbe essere altrimenti, quantomeno per come siamo abituati nel nostro campionato. Le squadre si allungano ed entrambe paiono affidarsi più agli errori altrui, che aumentano progressivamente, piuttosto che alla costruzione di un gioco ragionato. Chi ci prova di più è comunque la Lazio, che quando manca poco meno di un quarto d'ora riesce a mettere apprensione ai tifosi di casa sugli sviluppi di un corner, dove Acerbi trova la conclusione anche grazie ad un'uscita tutt'altro che perfetta di Donnarumma, ma quest'ultimo ritrova la posizione in porta appena in tempo per neutralizzare la conclusione del difensore.

E' il preludio al goal vittoria dei biancocelesti, che arriva ancora una volta su errore di Duarte: una vera e propria calamità naturale per la propria squadra. Tutto nasce ancora dai piedi di Luis Alberto, che premia il movimento di Correa ad aggirare il difensore brasiliano e per l'argentino è un gioco da ragazzi insaccare alle spalle di Donnarumma, impossibilitato a rimediare in alcun modo. E' il colpo del KO per il Milan, che non riesce a riorganizzarsi dopo un vistoso calo che era giò cominciato al momento dell'ingresso di Leao per Paquetà, dopo il quale la squadra aveva cominciato a subire a centrocampo e i reparti a sfilacciarsi.

Arriva quindi la sesta sconfitta in undici partite per i rossoneri, che adesso non hanno più nemmeno l'allenatore a cui appellarsi come alibi. Dicono che Pioli ha le idee più chiare di Giampaolo e sia in grado di esporle in maniera semplice, ma dall'altra parte non sembra che i giocatori siano estremamente ricettivi. Nonostante una buona prima ora, a conti fatti gli unici a salvarsi della truppa sono Calhanoglu, Bennacer (a corrente alternata), Theo Hernandez, mentre continua a deludere il reparto offensivo ad esclusione di Castillejo, il migliore prima dell'infortunio. Se dopo tutti i soldi spesi negli ultimi due anni siamo qui ancora a pensare che sia un gruppo da "palla lunga e pedalare", allora c'è da fare un enorme riflessione da parte di tutti sulle scelte fatte fino a qui. 

Tre punti meritati per i biancocelesti, dunque, che risalgono al quarto posto in classifica in coabitazione con Cagliari ed Atalanta, grazie alla vittoria dei proprio dei sardi sui bergamaschi questo pomeriggio.

I TOP E I FLOP DEL MATCH:

Nel Milan il peggiore è Duarte, che oltre ad avere la coscienza i due goal avversari, non riesce mai a dare sicurezza alla retroguardia. Insufficiente anche la prova di Paquetà, lezioso e poco concreto. Piatek prosegue il suo periodo no, risultando lento e sprecone, mentre Leao è direttamente non pervenuto dopo il suo ingresso. Buone le prove di Castillejo, Calhanoglu, Bennacer e Theo Hernandez, ma non bastano.

Tra i biancocelesti male uno dei più attesi: Milinkovic-Savic, sostituito dopo un'ora di gioco tutt'altro che entusiasmante. Benissimo Luis Alberto, autore di due assist giocando prima da fantasista e poi da seconda punta, così come Ciro Immobile che raggiunge quota cento goal in biancoceleste.

FORMAZIONI UFFICIALI:

MILAN (4-3-3): G. Donnarumma; Calabria, Duarte, Romagnoli, T. Hernández; Paquetá (53' Leao), Bennacer, Krunić (85' Bonaventura); Castillejo (36' Rebic), Piatek, Çalhanoglu. All.: Pioli.

LAZIO (3-5-2): Strakosha; Bastos, Acerbi, Radu; Lazzari, Milinković-Savić (60' Parolo), Leiva, Luis Alberto, Lulić; Correa, Immobile (60' Caicedo - 82' Cataldi). All. Simone Inzaghi

Matteo Tencaioli

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