Juventus 1 - 0 Milan 10.11.2019

Alla fine vince sempre la squadra più forte

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La squadra di Sarri s'impone contro un Milan in crescita grazie ad una stupenda rete del subentrato Dybala. Cristiano Ronaldo, sostituito, s'infuria con l'allenatore ed esce dallo stadio a partita ancora in corso. In casa rossonera si cerca di vedere il bicchiere mezzo pieno dopo la buona prestazione, che però deve diventare un'abitudine anche contro le squadre meno blasonate.

Ancora una volta ha vinto la squadra più forte, come l’anno scorso e quello prima, per parafrasare una canzone con cui i tifosi del Milan amavano schernire i cugini interisti negli anni in cui Milano era rossonera. Ha vinto chi è stato in grado di resistere nel momento difficile e colpire in quello giusto. Ha vinto chi può permettersi di scegliere Douglas Costa e Dybala dalla panchina, magari togliendo un Signore che ha vinto cinque palloni d’oro, contro chi deve accontentarsi di Bonaventura, Leao e Rebic. Juventus – Milan è tutto qui.

Sembrerebbe riduttivo, per certi versi, ma non nello specifico della partita di ieri. Siamo soltanto a novembre e del gioco di Sarri si è visto poco in quel di Torino, com’era lecito prevedere, perchè non si cambia mentalità e approccio nei confronti del pallone in tre mesi, dopo anni abituati a vincere le partite sfruttando al meglio le caratteristiche dei singoli e anche ieri la Juventus ha vinto nella maniera più allegriana possibile.

E dire che l’approccio del Milan questa volta era sembrato dei migliori, a riprova che molti dei problemi rossoneri sono soprattutto a livello mentale e di impegno, in una di quelle partite che si preparano da sole. La squadra di Pioli era andata allo Stadium con le idee chiare, a ricalcare un po’ quello che si era visto l’anno scorso con Gattuso, ma con maggiore ricerca della qualità. Dopo un discreto avvio dei padroni di casa, le vere occasioni le avevano avute proprio gli ospiti, con Szczesny miracoloso prima sul colpo di testa di Paquetà, poi neutralizzando nel finale del primo tempo le conclusioni di Theo Hernandez e Piatek. Nulla a che spartire con Donnarumma, libero di rilassarsi in una porta mai messa veramente in pericolo, con Bernardeschi e CR7 in scarsa vena ed incapaci di capitalizzare il grande lavoro di Higuain là davanti.

E’ qui che per i tifosi rossoneri cominciavano a manifestarsi gli spettri dell'ennesima beffa, perché non si può pensare di regalare così tanto ad una squadra come la Juventus e non pagarne lo scotto. Dopo un inizio di ripresa con i bianconeri proiettati in avanti, ecco le mosse decisive di sarri: dentro Dybala per Cristiano Ronaldo, visibilmente arrabbiato all'uscita dal campo e Douglas Costa per Bernardeschi. Un’iniezione di qualità alla quale Pioli non poteva rispondere adeguatamente, non certo per colpe proprie e proprio per questo al 77’ arrivava l’episodio decisivo: Dybala si beveva Romagnoli in piena area rossonera per poi concludere con un destro da distanza ravvicinata che non lasciava scampo al portierone rossonero.

Un goal dal profumo di KO, perchè il Milan non trovava la forza di reagire, sprecando a causa di un enorme errore di valutazione del subentrato Bonaventura l’occasione per mandare Leao in porta e rischiando nel finale di subire anche il goal del raddoppio, prima con Higuain e poi con lo stesso Dybala, la cui conclusione veniva neutralizzata da un super-Donnarumma in pieno recupero. 

Ad oggi la Juventus si riprende quindi la testa della classifica e ringrazia la sosta delle nazionali per dare tempo al caso-Ronaldo di sgonfiarsi da solo. Il Milan può soltanto leccarsi le ferite ancora una volta e guardare una classifica che lo vede fermo a quota 13 punti, con soltanto quattro lunghezze di margine sulla zona retrocessione e soprattutto la crisi di un attacco che sembra non avere via di uscita.

Suso non è più in grado nemmeno di fare le giocate estemporanee che gli avevano sempre garantito il posto in squadra, Piatek non vede la porta e Leao sembra lontano anni luce dall’essere un giocatore affidabile, pure mostrando buona tecnica e velocità. Qualcuno in casa rossonera comincia a rimpiangere Cutrone, che invece da parte sua è andato a soffrire in un campionato in cui a poco servono le sue caratteristiche e a sognare il grande ritorno di Ibrahimovic, come se la sua presenza da sola potesse servire a trasformare un gruppo di giocatori in una squadra.

Da parte sua, Pioli ha deciso di guardare il bicchiere mezzo pieno e si gode la crescita della squadra dal punto di vista della personalità. In cinque partite, pure avendo raccolto il misero bottino di quattro punti, sono state fatte scelte importanti come l’epurazone di Kessié ed in generale l’impressione è che ci si stia avvicinando a piccoli passi verso una quadra importante in vista del mercato di gennaio e del girone di ritorno. Il tutto senza dimenticare la classifica, che a detta dell’allenatore verrà appesa un po’ ovunque a Milanello, come promemoria per tutti sulla necessità di dare qualcosa in più alla causa.

I TOP E I FLOP DEL MATCH:

E' difficile trovare un migliore nel Milan, dove comunque si registrano le buone prestazioni di Paquetà, Krunic, Bennacer e Calhanoglu, oltre al solito Donnarumma. Chi delude molto è Romagnoli, grande colpevole sul goal vittoria bianconero, così come Piatek che si divora tutto il divorabile. Non incantano nemmeno Suso e i subentrati Leao e Bonaventura, quest'ultimo con il potenziale goal del pareggio sulla coscienza.

Non la migliore prestazione dell'anno per la Juventus, nella quale la palma di migliore va a Dybala, autore del goal decisivo. Perfetto anche Szczesny, che tiene in piedi la baracca nei momenti difficili. Bene Higuain, male Ronaldo, sostituito e arrabbiato, così come Bernardeschi. In difesa, soffre ancora De Ligt.

FORMAZIONI UFFICIALI:

JUVENTUS (4-3-1-2): Szczesny; Cuadrado, Bonucci, De Ligt, Alex Sandro; Bentancur, Pjanic, Matuidi (71' Rabiot); Bernardeschi (61' Douglas Costa); Higuain, Ronaldo (55' Dybala). All.: Sarri

MILAN (4-3-3): G. Donnarumma; Conti, Duarte, Romagnoli, Hernandez; Krunic (62' Bonaventura), Bennacer, Paquetà (85' Rebic); Suso, Piatek (67' Leao), Calhanoglu. All.: Pioli

Matteo Tencaioli

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