Parma 0 - 1 Milan 01.12.2019

Un lampo di Theo Hernandez illumina il Tardini

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Un goal del terzino porta i tre punti ai rossoneri, autori di una buona prova nonostante i grandi errori sotto porta. Mentre prosegue la crisi di Piatek, si rivede un Conti in grande spolvero. Nel Parma, buona la prova di Gervinho e Kulusevski.

Se ad inizio stagione si fosse pensato a questo Parma - Milan come ad uno scontro che vede protagonista una squadra in lotta per la salvezza, di certo nessuno avrebbe immaginato che sarebbero stati i rossoneri, ma la realtà è questa. 14 punti in 13 partite è una media che, in un campionato competitivo, costringerebbe qualunque squadra a lottare fino all'ultimo per mantenere la categoria. Questa è la realtà della squadra di Pioli, oggi costretto a rinunciare anche a Paquetà per i postumi di un risentimento muscolare, oltre a Duarte: operato al tendine d'achille e out fino a primavera inoltrata.

Spazio dunque a Bonaventura, che torna nel ruolo di mezz'ala con Calhanoglu avanzato al fianco di Piatek e Suso. In mezzo al campo torna titolare Kessié, a scapito di Krunic, così come Bennacer. In difesa, Conti è ormai da considerarsi ufficialmente titolare, con Calabria che resta in panchina. Nel Parma, privo di punte di ruolo a causa di vari infortuni, è l'ex di turno Kucka a sobbarcarsi il peso dell'attacco nel ruolo di falso nueve con Gervinho e la stellina Kulusevski in appoggio.

Parte forte il Milan, che nel giro di cinque minuti mette insieme due nitide occasioni da goal. La prima è per Calhanogli che, dopo avere ricevuto il pallone da Piatek in piena area, va alla conclusione che vede spegnersi di poco a lato. Sempre il turco protagonista poco dopo, quando sugli sviluppi di un calcio d'angolo mette un cross in mezzo sul quale si avventa Romagnoli, che di testa manda la palla di poco alta sopra la traversa.

Il Parma attende nella propria metà campo con quasi tutti gli effettivi ed i rossoneri non si fanno pregare per mantenere costantemente la pressione, a costo di correre qualche rischio in contropiede. Il primo squillo dei ducali arriva intorno al quarto d'ora, con Darmian che scatta sul filo del fuorigioco e mette un bel pallone al centro dell'area, dove però fa buona guardia Conti che guadagna la rimessa dal fondo. E' soltanto l'intervallo di un monologo, perchè prima della mezz'ora gli ospiti vanno per altre due volte vicini al goal: la prima con Kessié, servito da Bonaventura in posizione decentrata dopo una magia in area, la cui conclusione è respinta da Sepe; sul proseguo dell'azione, Suso mette in mezzo un pallone tagliato su cui Piatek non arriva di pochissimo in posizione più che favorevole.

Il Parma si sveglia improvvisamente dal suo torpore e mette insieme un'azione molto pericolosa, con Hernani che si ritrova a tu per tu con Donnarumma in uscita e sceglie di servire l'accorrente Barillà, dando a Romagnoli il tempo di rientrare per salvare tutto. Sul cambio di fronte, i rossoneri vanno ancora una volta vicino al goal: questa volta è Calhanoglu ad impegnare Sepe con una bella conclusione dalla distanza, neutralizzata con sicurezza dall'estremo difensore.

Il finale della prima frazione è appannaggio completo del Milan, che costringe i padroni di casa ad arroccarsi nella propria metà campo e cerca di arrivare in porta con un calcio ragionato fatto di azioni prolungate,  nelle quali si vedono dei movimenti che danno idea di quanto i giocatori comincino ad avere le idee chiare su cosa fare e riescano a mettere in campo un gioco di squadra finora quasi sconosciuto. Mai come in questo caso è calzante dire che sia mancato solo il goal e, se le squadre scendono negli spogliatoi a reti inviolate, è soltanto per la poca precisione della squadra di Pioli negli ultimi quindici metri.

La ripresa inizia con uno squillo dei padroni di casa, che lanciano Gervinho da solo contro Donnarumma, costretto all'intervento miracoloso per poi scoprire che è stato vano a causa di una posizione di fuorigioco in partenza da parte dell'ivoriano. Il ritmo nei primi minuti è meno intenso rispetto alla prima metà del match, ma vede comunque il Milan in costante proiezione offensiva alla ricerca del vantaggio. Il gioco dei rossoneri c'è e si vede, ma le scelte nei pressi dell'area di rigore sono sempre sbagliate, che sia Piatek, Kessié o chi per loro ad andare a concludere. Fatto sta che a pagare, in queste situazioni, è sempre la punta ed ecco che poco dopo il quarto d'ora il polacco deve fare spazio a Leao. Sostituzione contemporanea per il Parma, con Grassi che fa il suo ingresso in campo al posto di Barillà.

A venti minuti dalla fine arriva un altro cambio per parte, con D'Aversa che prova a dare una sterzata inserendo una punta vera, Cornelius, riportando Kucka a centrocampo e Pioli che risponde con Krunic al posto di uno stanco Kessié. Con questo assetto, il Parma guadagna metri e si rende maggiormente pericoloso: complice la stanchezza, le squadre si allungano e la partita vive di folate.

Le occasioni migliori sono sempre per il Milan, a cui però sembra mancare geneticamente la capacità di centrare la porta. Sembra quasi che nell'area avversaria ci sia un dispositivo che rende incapaci i giocatori di fare la scelta giusta per trovare il vantaggio. In particolare è Calhanoglu a sbagliare tutto lo sbagliabile, tra pallone toccato troppe volte e conclusioni sparate alle stelle con cui vanifica quanto fatto di buono dai compagni per metterlo in condizione di tirare.

Quando crei tanto e sbagli tutto, l'unica cosa che può aiutarti a sbloccare la partita è il colpo di un campione o un pizzico di fortuna. Nel caso dei rossoneri arriva la via di mezzo, perchè la Dea bendata premia Theo Hernandez: di gran lunga uno dei giocatori più forti nella rosa a disposizione di Pioli. Quando mancano due minuti alla fine del tempo regolamentare, infatti, è il terzino ad avventarsi e scagliare in porta un pallone vagante dopo un'azione confusa degna di "Mai dire goal", portando in vantaggio i suoi quando nessuno ci sperava quasi più.

Nel breve recupero succede poco ed il Milan porta a casa tre punti che mancavano da tempo, dando una smossa alla classifica e al morale. Il calendario prevede altre due partite abbordabili, a Bologna e in casa contro il Sassuolo, prima del temibile scontro diretto (?) a Bergamo nel match pre-natalizio e sarà fondamentale per i rossoneri fare più punti possibili, ma soprattutto cercare la via del goal con maggiore qualità. La crisi di Piatek sembra senza fine e per questo non ci si stupirebbe a vedere Leao titolare nel prossimo match.

I TOP E I FLOP DEL MATCH:

Nel Milan bene tutta la difesa, che non sbaglia praticamente nulla. Si distinguono in particolare i due terzini, Conti e Theo Hernandez, col primo autore di una prova sontuosa che fa pensare ad un suo completo recupero ed il secondo che porta a casa la firma sui tre punti. Malissimo Piatek, praticamente l'ombra di sé stesso, mentre i soliti Kessié, Suso e Calhanoglu riescono a fare e disfare con la naturalezza di Penelope.

Nel Parma non dispiacciono i due esterni offensivi, Gervinho e Kulusevski, che fanno quello che possono per rendersi pericolosi nelle poche situazioni favorevoli. Bene anche Bruno Alves e Darmian, mentre delude Barillà. Male anche Kucka, ma essere schierato in un ruolo completamente nuovo non gli giocava certo a favore.

FORMAZIONI UFFICIALI:

PARMA (4-3-3): Sepe; Darmian, Iacoponi, Bruno Alves, Gagliolo; Barillà (64' Grassi), Brugman (70' Cornelius), Hernani; Kulusevski, Kucka, Gervinho (87' Sprocati). All.: D’Aversa.

MILAN (4-3-3):
G. Donnarumma; Conti, Musacchio, Romagnoli, Theo Hernández; Kessié (70' Krunic), Bennacer, Bonaventura; Suso, Piatek (64' Leao), Çalhanoglu. All.: Pioli.


Matteo Tencaioli

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