TOP FLOP LAZIO JUVENTUS 3-1

LUIS ALBERTO MIGLIORE IN CAMPO. INZAGHI STA MODELLANDO UN SOGNO.

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Nemmeno il tifoso laziale più critico di sempre troverebbe un flop nella partita di stasera contro la Juventus. Intensità, cattiveria agonistica, bel gioco, verticalizzazioni glaciali e un grande cuore, un sogno chiamato Lazio.

Simone Inzaghi sul primo posto del gradino del podio, bisogna dare, a volte, più considerazione a quello che dicono gli allenatori. Quando le cose non giravano, tipo a Ferrara con la Spal, Simone ripeteva di dare credito a questa squadra, di mettere da parte qualche antipatia e avere fiducia in questa Lazio. La scelta di dare continuità alla decisione di schierare in contemporanea Milinkovic, Luis Alberto, Correa e Immobile alla fine sta pagando, settima vittoria consecutiva e un gioco strepitoso. Qualche rischio bisogna correrlo, qualche occasione bisogna concederla ma alla fine un gol più degli avversari consente comunque di vincere le partite. Inzaghi era sull’uscio, era con la valigia in mano cosi come lo era Milinkovic Savic ma sono rimasti, e sono rimasti con la testa giusta, quella che non si volta indietro per sentire le voci, le chiacchiere, ma quella che pensa solo al bene della Lazio. Complimenti a Simone Inzaghi, qualcuno dirà che le cose complicate arriveranno ora, noi diciamo solo di godersi il momento, di godersi una grande Lazio che ha battuto finalmente la Juventus all’Olimpico dopo tantissimi anni, correva il 2003, il futuro è biancoceleste.

Sul secondo gradino del podio ci può essere soltanto lui, il numero 10 con il ciuffo tornato nero dopo una parentesi in biondo. Luis Alberto è il faro di questa squadra, 11 assist in campionato, miglior assist man in Europa e autore di giocate stratosferiche. Si accende lui e la Lazio pareggia con Luiz Felipe di testa, palla a Lazzari nello spazio e espulsione di Cuadrato, palla con il contagiri per Milinkovic e gran gol del Sergente con la maglia numero 21. Il ringraziamento di pulire lo scarpino è il degno rispetto del serbo verso lo spagnolo, il gol è al 50% merito di Luis Alberto. Il numero 10 oramai è entrato nel cuore della gente e lui si sta affezionando al popolo laziale. Era, come Inzaghi, con la valigia pronta, è restato, ha passato un anno a mezzo servizio ma è tornato ai suoi livelli addirittura migliorando il suo score, soprattutto negli assist, se migliora poco poco sotto porta potrebbe diventare un numero 10 con i fiocchi, stasera sognare è possibile.

Sul terzo gradino vogliamo mettere Correa, Ciro stavolta ci perdonerà. El Tucu sembra, a volte, di passaggio nella partita. C’è ma non si vede, corre ma non morde. Poi quando il pallone è nei piedi di Luis Alberto s’accende e aspetta la palla, lo scambio, la verticalizzazione. Che puntualmente arriva e lui si fa trovare pronto, allo scatto, a smarcare il mondo intero, a cercare i rigori. S’è preso la Lazio, doveva essere la punta che entrava nella ripresa per spaccare le partite e invece ha costretto Simone Inzaghi a affidargli sempre una maglia da titolare. Il merito è tutto suo, della caparbietà che ha acquistato in questi anni di Lazio, concretizzando le occasioni che ha avuto e trasformando la sua carriera e i risultati della Lazio, a partire dalla Coppa Italia vinta quest’anno.

Terzo a pari merito con Correa, Sergej Milinković-Savić. Sembrava il più penalizzato con la scelta di giocare con tutti e quatto i tenori. Lui pian piano si è adattato anche a fare il mediano, ha lottato colpo su colpo e poi ha sempre creduto nei suoi mezzi. Stasera brilla per il gol, lo stop a seguire e il tocco su Szczęsny è da campione vero, ma prima del gol ha dato il fritto in mezzo al campo aiutando Leiva, non era facile giocare contro la Juventus ferita, ma Milinkovic è uscito dal campo dopo aver dato tutto, il tifoso laziale deve iniziare a capire che non serve solo il gol per consacrare un campione, Milinkovic ne è il testimone. Ora torneranno le sirene, voci dicono milanesi, ma per adesso bisogna godere delle sue prestazioni per arrivare in Champions, poi chissà.

Menzione speciale per la scenografia della curva nord aiutata dai distinti. Un Aquila che domina al centro con la scritta “Noi oltre!” “ La Lazio è la sua gente”. La curva nord è tornata alla grande, ci vuole amore solo per pensarle queste scenografie, oltre tutto il resto per realizzarle. Loro avevamo vinto ancor prima che la partita iniziasse. Onore a loro.

GIUSEPPE CALVANO

Foto Emanuele Gambino

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